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50° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Di Stefano: “Dialogheremo con la politica per ridisegnare un futuro di ripresa”

Di Stefano: “Ripresa post-covid, non solo economia ma costruzione di una società più equa, sostenibile, inclusiva, capace di rilanciare una generazione martoriata dalle ultime crisi. Vigileremo affinché il PNRR venga attuato, è la nostra chance”. L'intervista con il Giornale d'Italia

Di J. Muller

07 Luglio 2021

50° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Di Stefano: “Dialogheremo con la politica per ridisegnare un futuro di ripresa”

Riccardo Di Stefano

Il tradizionale appuntamento con il Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo giunge alla sua cinquantesima edizione con l’appuntamento previsto il 9 luglio ai Magazzini del Cotone di Genova. 

Un programma ricchissimo con un parterre di prim’ordine che vedrà un forte coinvolgimento non solo del mondo dell’impresa ma anche dei principali esponenti della politica italiana, a testimonianza del fatto che la ripresa post-covid vada costruita nel solco di un sostegno profondo e virtuoso tra pubblico e privato, politica e impresa. L’innovazione e la sostenibilità saranno le tematiche nevralgiche del dibattito, costituendo le basi portanti per costruire un’economia più resiliente e inclusiva. 

Tra i relatori Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Matteo Salvini, segretario federale della Lega, Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Giuseppe Conte, già presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, segretario del Partito democratico, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, Roberto Cingolani, ministro per la Transizione Ecologica, Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, Matteo Renzi, leader di Italia Viva, Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica, Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. (scarica qui il programma completo)

Il titolo del convegno è di per sé eloquente: “Storia futura – l’impresa di crescere”. Di futuro e di impresa abbiamo parlato proprio con il presidente Riccardo Di Stefano.

L'intervista al Presidente di Confindustria Giovani Riccardo Di Stefano con il Giornale d'Italia

Si avvicina l’atteso appuntamento con l’annuale Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Tra le novità di quest’anno, eccezionale a causa della crisi pandemica, si riscontra anche una massiccia presenza di esponenti politici. Quali le tematiche chiave che affronterete e quanto è importante in questo momento far dialogare politica e impresa?

Per noi è un anno molto importante perché è il cinquantesimo Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Per questioni di sicurezza l’evento non si terrà a Rapallo ma a Genova, perché volevamo comunque mantenere il forte legame con il territorio. 

Ci confrontiamo con la politica abitualmente, ma questa volta abbiamo proprio voluto chiedere a tutti i principali partiti presenti in Parlamento di raccontare la loro idea di futuro. Siamo infatti consapevoli che l’attuazione del PNRR sia una sfida unica e eccezionale che non coinvolge unicamente il Governo Draghi bensì, spalmandosi su un arco temporale fino al 2026, prevederà un impegno e una responsabilità collettiva nel disegnare un futuro di ripresa.

Quando parlo di ripresa non parlo solo di economia, ma della costruzione di una società più equa, sostenibile, inclusiva, capace di integrare le donne, di rilanciare una generazione martoriata dalle ultime crisi economiche. Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo partire dalla produttività, dalla sostenibilità in senso ampio, dalla digitalizzazione, dalle infrastrutture.  

Queste le tematiche chiave che affronteremo direttamente con il Governo: sul piano del lavoro con il Ministro Orlando, sulla pubblica amministrazione con il Ministro Brunetta, sul tema della demografia, al quale teniamo moltissimo, con la Ministra Bonetti, sulla transizione ecologica infine con il Ministro Cingolani. Ci saranno inoltre come anticipavo i vertici dei vari partiti politici, e siamo molto lieti che tutti loro hanno accettato il nostro invito. 

Speriamo che la loro idea di futuro sia quanto più simile alla nostra, però la loro presenza è già un segno di attenzione che la politica riserva a chi fa impresa nel nostro paese. 

Come valuta le scelte economiche messe in campo finora dal governo?

Come Confindustria siamo abituati a non giudicare i governi, ma i singoli provvedimenti, malgrado da sempre abbiamo apprezzato l’approccio e la forza con la quale il Premier Draghi sta conducendo la propria esperienza di governo, così come apprezziamo la sua autorevolezza che si è tradotta immediatamente in una maggiore credibilità del nostro Paese. 

E sui singoli provvedimenti?

Sui singoli provvedimenti spesso abbiamo lanciato delle istanze provenienti dal mondo delle imprese, alcune accolte totalmente altre solo parzialmente, come accade nell’ambito del rapporto con le istituzioni.

Abbiamo affrontato con una legislazione di emergenza un momento economico nevralgico complesso, con tutti gli strumenti che potevamo mettere in campo. Adesso la richiesta che facciamo al governo è quella di superare la fase emergenziale e il blocco dei licenziamenti, continuando a mantenere una politica di sostegno flessibile per intercettare i settori che hanno effettiva necessità. Abbandonare quindi gradualmente, come è stato fatto, gli aiuti a pioggia per sostenere settorialmente le situazioni più difficili. 

Abbiamo poi un tema di debito pubblico molto elevato, come era inevitabile, e un debito privato che nel lungo periodo meriterà tutta l’attenzione del governo affinché le nostre imprese possano trovare le risorse per fare investimenti. Non è sufficiente agire sul breve periodo ma occorre anche che un’azienda abbia il carburante per immaginare e costruire il proprio futuro. 

Più volte avete sottolineato l’importanza di accordi tra pubblico e privato, quali misure possono essere messe in campo per favorire questa sinergia?

Ribadisco che l’alleanza pubblico e privato è determinante e ne riparleremo più dettagliatamente nel Convegno. Chiaro che il PNRR è un campo da gioco entro il quale questa alleanza potrà dispiegarsi.

I giovani si ritrovano tra le mani un futuro fragile. Secondo lei il PNRR è abbastanza "giovane"?

Credo che il PNRR dovrebbe essere “giovane” per antonomasia, perché pianifica interventi che non sono di spesa corrente i cui effetti dovranno dispiegarsi nel lungo termine e quindi poter intercettare la nostra generazione. Non siamo intervenuti sul singolo pilastro “giovani” perché crediamo che la cosa fondamentale sia che ciascuna missione abbia la giusta attenzione e soprattutto la nostra preoccupazione è orientata al fatto che un impegno così importante possa trovare un lieto fine. L'esigenza dei giovani imprenditori è essere attenti e vigili perché ciò accada. E’ un’occasione che non possiamo sprecare!

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