Domenica, 09 Maggio 2021

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Sole 24 Ore: Recovery Plan, PNRR, sfide e opportunità per il sistema Italia

Monti (Edison): “Serve un piano organico che vada a toccare un elemento chiave che è quello della riforma della pubblica amministrazione”. Ripa (Open Fiber): “Quello che sconta questo Paese è l’incertezza dei tempi, la difficoltà di pianificare gli interventi e la forte disomogeneità dell’applicazione delle norme sul territorio.”

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Sole 24 Ore: Recovery Plan, PNRR, sfide e opportunità per il sistema Italia

Gli argomenti sono quelli caldi di questi giorni per il Paese. “RECOVERY PLAN, PNRR: sfide e opportunità per il sistema Italia” è l’evento streaming organizzato da Il Sole 24 Ore e Radio 24 che ha puntato l’attenzione sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il quale sono in arrivo i fondi europei che permetteranno di attuare il programma Next Generation EU a livello nazionale. Articolato in 6 macro-missioni, il programma è lo strumento per la ripartenza dell’Italia e per realizzare le riforme che consentiranno di accelerare sul fronte dell’innovazione e della digitalizzazione. Un’opportunità per le nostre imprese, che giocheranno un ruolo centrale nel processo di sviluppo e di rilancio del nostro sistema economico: spetterà a loro governare il processo di transizione verso un Paese più sostenibile, digitale ed inclusivo.

Ai lavori ha partecipato un ampio panel di ministri, imprenditori, manager, esperti e rappresentanti del mondo produttivo, come i ministri Patrizio Bianchi (Istruzione), Enrico Giovannini (Infrastrutture e Mobilità Sostenibili), e Andrea Orlando (Lavoro e Politiche Sociali), Niccolò Abriani, Partner Dipartimento Corporate DLA Piper, Riccardo Barberis, Amministratore Delegato ManpowerGroup Italia, Franco Bassanini, Presidente ASTRID, Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna, Carlo Cottarelli, Docente Università Bocconi e Università Cattolica del Sacro Cuore, Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari, Giovanni Brugnoli, Vicepresidente per il Capitale Umano Confindustria, Marco Buti, Capo di Gabinetto del Commissario europeo agli Affari economici, Sergio Dompé, Presidente Dompé, Paolo Gallo, Amministratore Delegato Italgas, Enrique Häusermann, Presidente Egualia, Nicola Monti, Amministratore Delegato Edison, Roberta Nesto, Sindaco Comune di Cavallino Treporti, Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato Open Fiber, Fabio Spoletini, Senior Vice President e Country Manager Oracle, Maurizio Stirpe, Vicepresidente per il Lavoro e le Relazioni Industriali Confindustria, Donatella Tesei, Presidente Regione Umbria, Giulio Tremonti, Presidente Aspen Institute Italia, e Sandra Zampa, Responsabile Salute, Segreteria Nazionale Partito Democratico.

 

Monti: “Serve un piano organico che vada a toccare un elemento chiave che è quello della riforma della pubblica amministrazione”

“La cosa positiva del Piano è che tratta in modo organico tutti i temi, non solo la necessità di dotare di investimenti le infrastrutture, anche quelle energetiche, - afferma Nicola Monti, Amministratore Delegato Edison- perché di 220 milioni tra PNRR e il Fondo quello complementare il 30%, quasi 70 miliardi, sono dedicati proprio alla transizione ecologica, quindi l’energia è al centro, ma non basta. Serve un piano organico che vada a toccare un elemento chiave che è quello della riforma della pubblica amministrazione, non solo riforme in termini di processi, digitalizzazione, ma riforme in termini di competenze. Il Piano si potrà attuare se ci sarà una Governance, dei processi che permetteranno alle imprese private che vogliono fare degli investimenti, di farli utilizzando i fondi del PNRR. Se ci saranno interlocutori con cui poter dialogare e rispettare i piani bene, ricordiamo che i fondi devono essere spesi entro il 2026, se non saremo in grado di accelerare i processi amministrativi che portano a poter fare gli investimenti, noi avremo fatto un bellissimo esercizio teorico, dove in realtà utilizzeremo solo una piccola parte dei fondi. Bisogna far sì che questo rinnovo di competenze della pubblica amministrazione arrivi anche sulle amministrazioni locali, quindi a livello regionale e territoriale, per poter avviare dei cantieri sono tanti i pezzi di carta da ottenere. Quindi bisogna far sì che il sistema permetta di allineare tutto il processo in modo di arrivare in tempi più rapidi per investire. I tempi che vedo adesso per poter fare investimenti nelle fonti rinnovabili, sono più del doppio rispetto alla media europea per ottenere un’autorizzazione. Se vogliamo arrivare a centrare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, noi abbiamo bisogno di molti fondi addizionali, abbiamo bisogno di aumentare gli investimenti da fare per raggiungere gli obiettivi. La grande forza di questo Piano è non solo quella di allocare risorse nel settore dell’energia, dove la maggior parte degli investimenti verranno fatte dal settore privato, ma è quello di trattare in modo organico arrivando proprio a incidere sulle semplificazioni burocratiche, che servono per ottenere autorizzazioni e avviare poi gli investimenti. Questo Piano ha dentro una componente di crescita organica sulla quale facciamo maggiore difficoltà a portare i risultati, non per mancata capacità o competenze, ma perché non riusciamo a mettere a terra nei tempi che prevediamo tutti quegli investimenti che vorremmo. La mia azienda come molte aziende del settore energetico hanno sicuramente la capacità di mettere a terra molti più investimenti rispetto a quelli fatti oggi. Abbiamo già oggi aperto un miliardo di euro di cantieri per investimenti nella transizione energetica i Italia, siamo concentrati su questo. Viviamo una fase - conclude Monti - in cui si aprono investimenti con terreno di gioco competitivo aperto a tutti, per il rilancio del settore energetico”.

 

Ripa: “Quello che sconta questo Paese è l’incertezza dei tempi, la difficoltà di pianificare gli interventi e la forte disomogeneità dell’applicazione delle norme sul territorio. Servono riforme certe”

“Sicuramente il Piano identifica nello sviluppo della rete a larga banda, a banda ultra larga, uno degli assi principali per l’effettiva digitalizzazione dei processi e dell’economia. Quindi ampio spazio allo sviluppo – afferma Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato Open Fiber- che abbiamo già avviato da alcuni anni, nella realizzazione di una nuova rete di accesso in fibra ottica nel Paese. L’Italia ne ha bisogno perché veniamo da decenni in cui l’infrastruttura di accesso ha rappresentato nel passato un punto di forza, ma per la mancanza negli ultimi decenni di investimenti, ha perso questo vantaggio competitivo, posizionando il Paese tra gli ultimi in Unione Europea in termini di disponibilità di infrastrutture. Cinque anni fa è nato il progetto Open Fiber proprio per recuperare questa storica situazione e devo dire che abbiamo fatto passi importanti, se è vero ma lo è, che dalle classifiche aggiornate, risultiamo essere il paese oggi al 41% coperto in rete in fibra ottica. L’Italia si posiziona seconda in termini di accelerazione effettuata negli ultimi 12 mesi, nella disponibilità e nella copertura della rete in fibra ottica. Siamo secondi dopo la Francia, tra i Paesi leader per l’accelerazione. Avere su quasi la metà del territorio italiano la disponibilità di una rete in tecnologia FTTH che indica una connettività che in questi giorni di smart working è stata importante. Ne abbiamo bisogno perché nello stesso edificio abbiamo bisogno di più connessioni e anche di struttura stabile. Abbiamo bisogno di una rete che sia resiliente che garantisca i massimi livelli di sicurezza, questo può essere offerto in questo momento solo dalle reti in fibra ottica. Open Fiber ha rappresentato in questi anni il driver principale di questa accelerazione, l’80% delle coperture sono state fatte dal nostro progetto, che ha l’obiettivo di completare la copertura di 20 milioni unità immobiliari entro il 2023 quindi in linea con l’obiettivo annunciato dal Ministro Colao per il 2026, cioè dotare tutte le famiglie di questa connessione da 1 gigabit. Il Piano di Resilienza sembra rispondere agli auspici che abbiamo avuto noi di Open Fiber negli ultimi anni, perché c’è il tema delle riforme, per noi fattore abilitante per il completamento del Piano nei tempi e nelle modalità che tutti noi vorremmo realizzare. L’accesso a internet è un servizio essenziale per tutti i cittadini, fattore importante anche per l’inclusione sociale. Si può raggiungere questo obiettivo con la libera iniziativa, fattore che guida gli interventi sul mercato, ma si può fare come prevede il Piano, attraverso la collaborazione tra pubblico e privato. In questa logica noi stiamo sviluppando la rete in fibra ottica nelle aree cosiddette a “fallimento di mercato”. Fondamentale quindi accelerare ed è il nostro obiettivo, bisogna capire come integrare questi interventi per non avere cittadini di serie A e di serie B, cosa che adesso sta avvenendo perché la fibra ottica in tecnologia FTTH Open Fiber, la porta soltanto su alcune unità immobiliari di alcuni paesi, è importante quindi riorganizzare gli interventi affinché si completino tutte le aree. Lo si fa con mix di tecnologie, perché gli strumenti di cui si deve disporre possono essere di diversa natura. Fondamentale per la messa a terra del progetto implementare, realizzare le riforme contenute nel Piano, ma che trovano difficile e uniforme attuazione sul territorio. Credo che sia fondamentale monitorare questa attuazione delle riforme, la semplificazione, dalla nostra esperienza queste sono rimaste ferme. Temi questi che hanno effetti sulla implementazione delle risorse alle volte di ostacolo alla effettiva realizzazione. Quello che serve per realizzare queste infrastrutture e i progetti è la certezza e l’uniformità di approccio, quello che sconta questo Paese è proprio l’incertezza dei tempi, la difficoltà di pianificare gli interventi e la forte disomogeneità dell’applicazione delle norme sul territorio che porta difficoltà anche ad un’azienda come Open Fiber, che opera a livello nazionale. Quindi è importante la realizzazione delle riforme, l’importante è che siano certe. La semplificazione della burocrazia  -conclude Ripa- è fondamentale per la realizzazione delle opere nei tempi ma anche per una corretta pianificazione delle risorse, noi abbiamo bisogno di forza lavoro del fattore umano, che ora nel Paese rappresenta una risorsa scarsa, quindi per pianificare bisogna avere chiarezza di visione.”

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