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Illimity, Passera: "L'identità della nostra banca è fare utili ed essere utili"

Il Fondatore e A.D. del Gruppo racconta a Il Giornale D'Italia il successo della banca, a due anni dalla nascita, fatto di digitalizzazione e competenza

27 Aprile 2021

Passera (Illimity): ‘ Noi siamo nativi digitali, lo strumento per poter accedere all’innovazione’

Fonte (https://www.illimity.com/it/chi-siamo/management/corrado-passera)

Illimity, Passera: "L'identità della nostra banca è fare utili ed essere utili"

Ci sono realtà che poco prima dell’inizio della pandemia hanno deciso di puntare e dare credito alle PMI, fortemente coinvolte successivamente dalla crisi che ha colpito il mondo intero. Illimity questa sfida l’ha vinta con risultati concreti, chiudendo il primo bilancio di dodici mesi con un utile netto di 31 milioni di euro, a due anni dalla sua nascita. Corrado Passera Fondatore e Amministratore Delegato di illimity, banca specializzata nel credito alle piccole e medie imprese, racconta a Il Giornale d'Italia l'innovazione del suo Gruppo, fatta di digitalizzazione e competenza.

-  Che anno è stato il 2020 per illimity?

Il 2020 è stato un anno particolarmente impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni. Siamo una bella squadra, un gruppo di 650 persone che si sono scelte e crediamo molto nella nostra azienda. Dopo i primi mesi dell’anno in cui oggettivamente l’incertezza regnava sovrana, siamo tornati a concentrarci su quelle categorie di credito molto importanti per la ripartenza dell’Italia. Il credito alla crescita delle piccole imprese, il credito alla ristrutturazione delle aziende in difficoltà, investimenti in aziende che non ce l’hanno fatta, ma dove c’è ancora del potenziale da recuperare.  E poi abbiamo continuato a sviluppare i servizi della banca diretta. Insomma, è stato un anno dove alla fine abbiamo portato a casa dei risultati, soprattutto di crescita, ma anche economici molto buoni. Dal punto di vista interno è stato un anno in cui ci siamo testati sullo smart working al 100%. Da un giorno all’altro, il 26 febbraio, siamo passati allo smart working che abbiamo mantenuto quasi tutto l’anno con buoni risultati. La nostra banca era già nata pronta per questa opzione, in parte già adottata, e quindi eravamo già preparati. Ma la spinta decisiva è arrivata dal buon funzionamento dei meccanismi di comunicazione con le persone che ci hanno consentito di raggiungere risultati superiori alle attese.

- Illimity è nata due anni fa proprio puntando sul digitale, come sta cambiando il settore bancario adesso? 

Il settore bancario per effetto delle tecnologie digitali, ma non solo, anche della regolazione, della politica monetaria, della grandissima concorrenza che viene da altri settori, sta cambiando faccia. E le tecnologie sono un fattore abilitante per essere efficaci nel nuovo mondo. Se tu disegni un’organizzazione sui dati e su procedure e strumenti per gestire i dati, hai un notevole vantaggio. Ma non basta. Il successo di illimity deriva dalla capacità di mettere la digitalizzazione insieme con la competenza, non solo nel settore bancario, ma anche industriale, indispensabile quando aiuti un’azienda e le stai accanto per anni. Dal punto di vista tecnologico non solo siamo digitali, ma siamo la prima banca nata completamente in cloud, quindi molto flessibile, molto reattiva, velocemente capace di introdurre novità ed avere strumentazione che di solito soltanto le grandissime organizzazioni possono avere. Il nostro sistema informativo, che è oggettivamente uno dei nostri punti forti, è modulare. Non c’è più, come nelle banche tradizionali, un grande mainframe con tutto collegato, sistema che richiede tempi e costi elevati ogni volta che bisogna cambiare qualcosa, ma il nostro sistema è una specie di mosaico, dove ogni tessera può essere messa e sostituita con grande velocità. Stiamo parlando di risparmi di costi del 90%. L’insieme di queste cose permette non solo l’automazione delle procedure, ma permette anche di offrire servizi prima inimmaginabili.

 

- Quali le prospettive e i prossimi obiettivi? 

Noi abbiamo promesso ai nostri azionisti, che circa due anni e mezzo fa ci hanno dato seicento milioni da valorizzare con un’azienda del tutto nuova, di crescere, di fare dei buoni utili, e questo sta già succedendo. A questo abbiamo aggiunto anche l’obiettivo di essere utili. Il motto di illimity è quello di fare utili ed essere utili perché siamo un’azienda e come tale dobbiamo essere molto capaci di remunerare in maniera solida nel lungo termine i nostri azionisti, ma allo stesso tempo, quando facciamo credito anche a imprese che faticano a trovarlo altrove, ci sentiamo di fare una cosa utile. Questo gioco di parole è anche molto di sostanza per noi, è l’identità di illimity, fare utili ed essere utili.

 

- Come A.D. di Illimity ma anche come ex ministro degli affari economici le chiedo: cosa si aspetta dal Recovery Plan?

Io mi aspetto quello che sta succedendo, una visione di lungo periodo su alcune riforme fondamentali, quella dell’amministrazione pubblica e della giustizia, che toccano la vita delle imprese.  Ma anche una serie di investimenti fattibili in tempi relativamente brevi nel mondo delle infrastrutture. Un intervento molto apprezzato è quello di mettere una quota rilevante dei fondi sulla scuola e sul sistema di formazione, partendo dagli asili fino all’educazione terziaria, con grande supporto agli istituti tecnici superiori. E poi i due grandi pilastri: l’accelerazione della digitalizzazione e l’accelerazione della transizione ecologica. Mi sembra che i vari ministri e il Governo nel suo insieme, abbiano costruito con molta saggezza questo pezzo di investimenti. Ma questi 250 miliardi devono essere inseriti nel quadro di tutti gli investimenti del Paese, senza dimenticare quelli finanziati con i fondi nazionali e fondi strutturali europei. Quindi davanti a noi abbiamo un’Italia che nei prossimi quattro, cinque anni potrebbe investire quattro, cinque forse seicento miliardi e se lo saprà fare bene, potrebbe ridisegnarsi e ripartire economicamente.

 

- Perchè è importante la creazione dell'Eurodigitale?

Perché la moneta, la valuta di un paese, è uno degli elementi fondamentali della sua sovranità. Nessun paese si è affidato alla valuta e alle decisioni monetarie di un altro paese. Come Italia o come Europa, avendo l’euro in comune, non potremmo affidarci all’amministrazione americana per decidere quale livello di tasso o di inflazione o di crescita economica vogliamo avere. La valuta è l’elemento fondamentale di sovranità e in una fase in cui le valute diventano digitali, anche quelle delle altre grandi potenze, se non si ha una valuta propria efficiente e competitiva con le altre, si rischia che parte della propria base monetaria si sposti sulla valuta di altri paesi, o addirittura su piattaforme private, non istituzionali, che avrebbero a loro volta molti altri aspetti negativi. L’euro, che è già oggi una delle grandi valute del mondo ed elemento fondamentale della nostra sovranità e quindi, alla fine, della nostra libertà, deve fare il passo in più e diventare efficientemente digitale.

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