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Ripartenza post-covid, i Ceo Elis tracciano una nuova rotta tra lavoro fisico e digitale

La terza via tra casa e lavoro sono le palestre relazionali . Trasformare l'impresa, il lavoro, la scuola: i Ceo Elis si interrogano sul futuro

13 Aprile 2021

Ripartenza post-covid,  i Ceo Elis tracciano una nuova rotta tra lavoro fisico e digitale

ELIS CEO MEETING (foto di repertorio)

Si è tenuta a Villa Blanc, sede romana della Luiss Business School, la presentazione del progetto Smart Alliance, un nuovo e rivoluzionario concetto di lavoro tra casa e ufficio. 

La fisicità dei luoghi del lavoro è stata duramente compromessa ai tempi della pandemia. Se il telelavoro e il lavoro diffuso hanno permesso comunque a tutti noi di andare avanti, si è anche capito che da un piano emergenziale bisognerà approdare a un nuovo modello più smart e sostenibile, prodotto di un ripensamento profondo dei luoghi e degli spazi deputati al lavoro. 

Bisogna quindi far fronte alle difficoltà che senza dubbio abbiamo riscontrato: sedi aziendali sottoutilizzate, genitori che si ritagliano a fatica uno spazio di lavoro in casa e soprattutto il venir meno di opportunità d'incontro tra colleghi, la difficoltà a condividere informazioni e progetti trasversali, che generano nuove idee e alimentano lo sviluppo delle organizzazioni. 

Se ben sfruttato, il lavoro diffuso potrebbe renderci davvero più leggeri: la proposta alla base del progetto Smart Alliance, presentato dal Consorzio Elis in diretta streaming, sembra andare in questa direzione.
Una terza via tra il "tutti a casa" e il pendolarismo quotidiano casa-ufficio potrebbe infatti aprirsi attraverso lo spirito della condivisione, del brain storming e della tecnologia: la proposta è quella di creare spazi di lavoro diffusi, dotati di tecnologie, prenotabili con un App che permetterà d'individuare con un click quello più vicino e più adatto all'attività in agenda.

La sperimentazione  coinvolgerà cinque città in tutta Italia: Milano, Roma, Napoli, Trapani, Catania.

Trenta le aziende dei settori telecomunicazioni, energia, trasporti, finanza e alimentazione che parteciperanno a questa prima fase di sperimentazione della durata di sei mesi. 300 "pionieri" formeranno in tutto la comunità interaziendale e intergenerazionale che accederà ai nuovi spazi per lavoro individuale, meeting e iniziative tese a promuovere condivisione di esperienze e creatività. 

"Stiamo tracciando una rotta insieme ai CEO delle grandi aziende del Consorzio ELIS - afferma Pietro Cum, Amministratore Delegato di ELIS - "Vogliamo favorire un dialogo ampio e costante, che orienti la responsabilità delle imprese verso la comunità e le persone. I Semestri di Presidenza si susseguono con obiettivi distinti, ma uniti dalla volontà d'investire sulla creazione di valore sociale. Questa è la rotta, a noi tutti la responsabilità di seguirla".

Il compito di analizzare l'evoluzione della sperimentazione e raccogliere dati utili a valutare l'efficacia di un nuovo modo di concepire la disponibilità di spazi lavorativi, è stata affidata al gruppo di ricercatori coordinato dal Prof. Luca Solari,
ordinario di Organizzazione aziendale presso l'Università degli Studi di Milano: "Avevamo considerato il rapporto di lavoro determinato dalla quantità di tempo, ed aveva senso in una logica in cui il tempo aveva una connotazione lineare
con quello che era il prodotto. Ora però la relazione è profondamente diversa, le persone esprimono esigenze in una differente configurazione di questo tempo, sia spazialmente che in termini di quantità. Siamo in prossimità di una nuova rivoluzione socio-tecnica che riguarda comunità, aree geografiche e distribuzione dell'organizzazione. È necessario progettare luoghi di lavoro che mettano insieme le esigenze della variabile umana e del processo tecnico".

Trasformare l'impresa, Sesana (Generali): "Fondamentale fare rete e affrontare le tematiche delle disuguaglianze"

Non solo profitto: creare valore sociale non è più una opzione per le imprese. Il Progetto di Semestre Smart Alliance riceve il testimone dal Semestre precedente Mindset Revolution, che sotto la presidenza di Generali Italia ha visto le aziende del Consorzio ELIS confrontarsi sulle sfide del cambiamento a cui sono chiamate. La convinzione di Marco SesanaCountry Manager & Ceo Generali Italia e Global Business Lines, è infatti che la vera rivoluzione sia innanzitutto di pensiero: "Con il programma 'Mindset Revolution' abbiamo voluto potenziare una nuova cultura digitale, inclusiva, che abbia al centro la "persona", rilanciando una partnership forte fra scuola, università, comunità e aziende – commenta, aggiungendo – Il nuovo programma 'Smart Alliance' coglie un punto centrale anche per Generali che è quello di trasformare il luogo di lavoro in un luogo di relazione e benessere in cui, attraverso contaminazione, co-creazione e apprendimento, si contribuisca a creare valore per le persone".

Avverte però il Ceo: "Dobbiamo avere due occhi, perché insieme a una visione di lungo periodo dobbiamo capire che siamo ancora in una fase critica, soprattutto a livello sociale. Prima di guardare ai grandi percorsi futuri dobbiamo assicurarci che le
disuguaglianze siano sempre meno presenti. Ci sono molte persone che sono rimaste indietro anche nelle nostre aziende, nonostante i nostri sforzi. Quando una tempesta così forte ci colpisce tutti dobbiamo renderci conto che non tutti siamo sulla stessa barca: ci sono persone che si trovano meglio ed altre peggio"

"Dobbiamo quindi far funzionare la “bussola sociale” all’interno e all’esterno dell’azienda. Oltre al focus sul presente, è importante avere chiaro il percorso: per noi di Generali Italia la missione, come assicuratori, è proteggere la vita delle persone. Ognuno quindi, per le competenze che ha, deve riuscire a focalizzarsi sul ‘cosa’ ma anche sul ‘come’ agire. La bussola, in ultima analisi, serve quindi ad avere prospettiva e ancora una volta, una rete di Ceo che fa questo può essere molto più efficace di una azienda che agisce da sola". 

Trasformare il lavoro, Ruffinoni (NTT DATA): "Uffici come luoghi di relazione in cui favorire lo scambio creativo alla base di qualsiasi innovazione"

Il nuovo modo di lavorare e imparare deve sviluppare la creatività. Questo l'obiettivo alla base del nuovo Progetto di Semestre del Consorzio Elis presieduto da Walter Ruffinoni, Amministratore Delegato di NTT DATA Emea e Italia, che sottolinea: "Dallo scoppio della pandemia da Covid-19 stiamo assistendo a una vera e propria trasformazione del mondo del lavoro. Da parte di imprese e lavoratori è aumentata la consapevolezza di trovare nuove modalità di lavoro e nuove forme di utilizzo degli spazi. Oltre ad un buon equilibrio tra vita privata e professionale, è necessario considerare gli uffici come luoghi di relazione in cui favorire lo scambio creativo alla base di qualsiasi innovazione".

"Durante questo semestre abbiamo ricevuto e costruito tante idee per uscire da questa pandemia più forti di prima.
La nostra relazione con questo periodo difficile è cambiata rispetto a un anno fa: dal periodo di adrenalina da performance siamo arrivati alla stanchezza, alla fatica, alla mancanza della relazione. All'inizio ci dicevamo di aver conquistato tempo,
e ora abbiamo la sensazione di non staccare mai. E' ormai assodato che qualcosa tra casa e ufficio deve esserci. Abbiamo sentito parlare di esplosione della flessibilità e ci sono dei trend che diventano realtà di persone che vengono assunti direttamente da remoto. La comunicazione è esplosa in varie forme. Una terza via tra casa e lavoro deve esserci, e questa sono le palestre relazionali."

Trasformare la scuola, Alverà (Snam): "lanceremo nuovo progetto per le scuole focalizzato sui temi della transizione energetica e sulle competenze Stem"

Il nuovo semestre sarà presieduto dal Ceo di Snam Marco Alverà, il quale ha posto subito l'accento sull'importanza della formazione e della parità di genere: "Siamo onorati di questa presidenza, che viviamo con grande responsabilità. In questi sei mesi lanceremo un nuovo progetto per le ragazze e i ragazzi delle scuole medie e superiori focalizzato sui temi della transizione energetica, sulle competenze Stem (Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), sull’equilibrio di genere e sull’inclusione”. Alverà ha ricordato che “l’80% dei mestieri del futuro richiederà una preparazione scientifica o tecnologica e le nostre giovani e i nostri giovani potranno dare un contributo essenziale alla lotta ai cambiamenti climatici e alla creazione di una società più inclusiva, che è anche un’opportunità di creazione di valore”.

Il parere dei CEO

Edison, Nicola Monti: "Portare maggior benessere ai lavoratori"

"Abbiamo detto sì allo smart working, ma abbiamo riaperto appena possibile i nostri uffici, anche se con un 10% di presenza, allo scopo di dare alle persone uno sfogo di socialità che stando a casa manca - ha dichiarato Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison -. Le statistiche di ricerca hanno dato un risultato di produttività quasi eccezionale, con la capacità di tutti di affrontare questa situazione di distanziamento. Quello che vogliamo fare è portare maggior benessere possibile nelle persone che dedicano otto ore della loro giornata all’ambiente di lavoro. Quindi ben venga il test del progetto, il concetto ha tantissimi aspetti positivi. C’è l’aspetto del personale, con un nuovo bilanciamento tra vita personale e quella lavorativa, l’aspetto ambientale, usare meno trasporti ed emettere meno CO2. Andiamo sicuramente verso una gestione migliore del tempo e un mondo più sostenibile. Un altro aspetto positivo è il rilancio dei quartieri, rigenerando spazi urbani, o dei borghi, o delle altre città che oggi non hanno le stesse possibilità”.

Terna, Donnarumma: " Giovani e STEM al femminile, credo che siano la ricetta vincente per un futuro migliore"

“Il progetto ‘Sistema scuola impresa’ che lanciammo due anni fa ha superato le nostre aspettative - ha raccontato Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale Terna -. Ho sentito raccontare ad alcune colleghe donne professioniste coinvolte, con grandissimo entusiasmo e passione, che una delle cose più belle che avevano fatto nella loro vita era stato parlare agli studenti. Ho trovato, inoltre, molto stimolante che le aziende che si dovrebbero occupare di profitto si sono occupate di giovani e per un futuro nemmeno immediato. Giovani e STEM al femminile, credo che siano la ricetta vincente per un futuro migliore. Su dieci ruoli tecnici, sette o otto sono gli uomini e due o tre le donne. Quindi ci stiamo perdendo evidentemente un’occasione. Stiamo perdendo massa critica. Sul profilo umano del coinvolgimento del lavoro si possa dare ancora di più”. 

Starace (Enel): "Siamo la prova che si può essere sostenibili e nello stesso tempo guadagnare"

Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, ha affermato durante il suo intervento: "Un’azienda può benissimo decidere di lavorare solo per il profitto e magari andare molto bene per qualche tempo, poi nel tempo la gente si chiede qual è lo scopo di quell'azienda e perché deve rimanere lì. Dipende soltanto da qual è l’orizzonte da guardare. Noi apparteniamo a un’azienda che viene da lontano e pensa di andare lontano, quindi non si misura in tempi brevi. Siamo anche una prova vivente del fatto che puoi benissimo guardare il bene della società in cui lavori e cercare di essere molto sostenibile e nello stesso tempo guadagnare, le due cose non sono affatto in contrapposizione".

Bianca Farina (Poste Italiane):"L’etica del profitto non può essere uno slogan"

"Io credo che il profitto non possa essere l’unico scopo dell’impresa - ha dichiarato Maria Bianca Farina, Presidente di Poste Italiane -. Va affermato con sincerità che il profitto è insito nell’attività di impresa e sarebbe illogico pensare a un’azienda non interessata a creare profitto. La remunerazione appropriata del capitale tramite il profitto è la condizione indispensabile per l’esistenza dell’impresa stessa. Io sono convinta che solo un’azienda profittevole può generare valore in senso più ampio, anche sociale, quindi il profitto a mio giudizio deve essere un obiettivo per fare impresa, ma non solo. L’etica del profitto non può essere uno slogan, deve rappresentare una guida per ciascun manager e imprenditore. Creare valore economico è fondamentare per dare e darsi valore sociale. Sotto questo profilo devo dire che per fortuna vedo sempre meno imprenditori con l’incapacità di guardare oltre il profitto".

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