Martedì, 09 Marzo 2021

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Benedetto Croce

Governo Draghi: il Ristori 5 potrebbe arrivare ai primi di marzo

Probabilmente verrà superato il criterio dei codici Ateco. Pronti 37,4 mld

23 Febbraio 2021

Mario Draghi

Mario Draghi (fonte: lapresse.it)

Con l’economia in ginocchio sono molti i settori economici che attendono il nuovo decreto ristori, il primo dell’era Draghi. Rimasto al palo per la crisi di governo, pare che il via libera per il nuovo “carico” di aiuti alle imprese potrebbe arrivare ad inizio marzo. Daniele Franco, nuovo ministro dell’Economia, ha iniziato, infatti, a lavorare a tutti dossier aperti, e quindi anche a quello per i risarcimenti alle attività più colpite dalle restrizioni. I tempi tecnici e la politica richiederanno ancora qualche giorno per portare i lavori a compimento. Il precedente esecutivo, prima della crisi, aveva già stanziato 32 miliardi di euro, ai quali dovrebbero essere aggiunti 5,4 mld accantonati dal ristori 4.

Per quanto riguarda i ristori sembrerebbe confermata l'intenzione di superare il criterio dei codici Ateco, prevedendo contributi selettivi sulla base delle perdite di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 pari ad almeno il 33%. In cantiere anche un nuovo round anche di indennità per partite Iva e professionisti e bonus per i lavoratori precari che non accedono alla cig.

Sul fisco il dl dovrebbe contenere anche un capitolo destinato alle scadenze fiscali. A pesare la bomba cartelle esattoriali: lo stop alla notifica degli atti scade il 28 febbraio, il precedente governo ragionava ad uno slittamento di due mesi. In assenza di un nuovo stop dal primo marzo l'Agenzia delle Entrate farebbe scattare l'invio di oltre 50 milioni di atti. Per evitare che le Entrate si trovino a gestire una montagna di notifiche si ipotizza anche una dilatazione delle notifiche e dunque dei termini di prescrizione. Sul versante fiscale andrebbero anche prorogate le scadenze per il pagamento delle rate della rottamazione per oltre un milioni di contribuenti che avevano aderito: si tratta di cinque rate sospese per la definizione agevolata e due rate per il saldo e stralcio. In assenza di proroghe andrebbero versate in un'unica soluzione pena il decadimento dell'agevolazione.

Infine, nel dl dovrebbero trovare spazio anche norme per allungare la Cig d'emergenza. Nelle intenzioni del precedente governo si ragionava ad una nuova tranche di 26 settimane e 8 settimane per l'industria.

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