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Pasqua umiliata a Gerusalemme: il Governo italiano balbetta, Tajani scompare e l’Italia “cristiana” si piega a Netanyahu

Bloccato Pierbattista Pizzaballa al Santo Sepolcro. Roma immobile mentre Benjamin Netanyahu alza il livello dello scontro

29 Marzo 2026

Pasqua umiliata a Gerusalemme: il Governo italiano balbetta, Tajani scompare e l’Italia “cristiana” si piega a Netanyahu

C’è un limite oltre il quale il silenzio smette di essere prudenza e diventa complicità. Quanto accaduto a Gerusalemme — con la polizia israeliana che impedisce al Patriarca latino Pierbattista Pizzaballa di celebrare la Domenica delle Palme al Santo Sepolcro — segna uno di quei limiti. Non è solo un incidente diplomatico, né una misura di sicurezza mal calibrata: è uno schiaffo simbolico e concreto alla libertà religiosa, nel cuore stesso della cristianità.

Eppure, di fronte a questo strappo senza precedenti, il governo italiano che ama definirsi “cristiano” sceglie ancora una volta la via più comoda: abbassare lo sguardo, balbettare, aspettare. Nessuna protesta ferma, nessuna presa di posizione all’altezza dell’offesa, nessuna difesa credibile di quei valori che pure vengono evocati con insistenza in ogni comizio e dichiarazione pubblica. Quando si tratta di diritti concreti, però, la fede diventa un accessorio retorico, utile solo per il consenso interno.

Il convitato di pietra resta il governo di Benjamin Netanyahu, sempre più spregiudicato nel testare i limiti della tolleranza internazionale. E quei limiti, a quanto pare, sono estremamente elastici quando si tratta dell’Italia. Roma non alza la voce, non costruisce alcuna pressione diplomatica. Si limita a osservare, sperando forse che la tempesta passi da sola.

In questo vuoto si staglia l’irrilevanza del ministro degli Esteri Antonio Tajani. In un momento che richiederebbe iniziativa, visione e coraggio, la Farnesina appare paralizzata. Nessuna linea autonoma, nessuna capacità di incidere, nessun segnale che l’Italia voglia contare davvero qualcosa nello scenario internazionale. Tajani non media, non guida, non protesta: semplicemente non perviene.

E così, mentre a Gerusalemme si consuma uno strappo che ferisce milioni di credenti, l’Italia resta spettatrice muta. È questa la cifra di una politica estera che ha smarrito non solo il peso, ma anche la dignità. Perché quando perfino la Pasqua può essere umiliata senza conseguenze, il problema non è solo lontano: è anche, drammaticamente, a casa nostra.

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