Morto Claudio Sterpin a 85 anni, l'amico di Liliana Resinovich: fu l'ultimo a parlare con lei prima della morte della donna

Scomparso a 85 anni l’ex maratoneta triestino, ultimo a sentire Liliana Resinovich: per anni ha chiesto verità sulla sua morte, tra scontri e aule di tribunale

Claudio Sterpin è morto nella notte fra venerdì 13 e sabato 14 febbraio all'ospedale di Cattinara, dove era ricoverato da alcuni giorni per un aggravamento delle sue condizioni di salute. L'uomo era un amico stretto di Liliana Resinovich, la donna scomparsa e poi ritrovata cadavere nel gennaio 2022 a Trieste: fu l'ultimo a parlare con lei telefonicamente.

Morto Claudio Sterpin a 85 anni, l'amico di Liliana Resinovich: fu l'ultimo a parlare con lei prima dell'omicidio della donna

È morto a 85 anni Claudio Sterpin, figura centrale nel caso di Liliana Resinovich, la donna scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex Ospedale Psichiatrico. Sterpin è deceduto nella notte all’ospedale di Cattinara, dove era ricoverato da alcuni giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Ex maratoneta, volto noto nell’ambiente sportivo triestino, Sterpin aveva percorso oltre 200 mila chilometri in carriera, partecipando anche a competizioni internazionali. Amava ricordare con orgoglio il passato nei bersaglieri, citando spesso il motto “bersaglieri una volta, bersaglieri per sempre”.

Il suo nome era legato indissolubilmente alla vicenda Resinovich. Fu l’ultimo a sentire Liliana al telefono la mattina della scomparsa e sostenne sempre che tra loro vi fosse un legame sentimentale destinato a trasformarsi in una convivenza. Una versione mai riconosciuta dal marito della donna, Sebastiano Visintin, che ha costantemente negato l’esistenza di una relazione.

Negli ultimi anni Sterpin aveva condotto una battaglia pubblica per quella che definiva “la ricerca della verità, intervenendo in televisione, rilasciando interviste e partecipando a manifestazioni. Solo recentemente aveva ribadito in tribunale, durante un incidente probatorio disposto dalla procura di Trieste, di non credere alla responsabilità diretta di Visintin nella morte di Liliana, pur sostenendo che l’uomo “sapesse chi è stato.

Le tensioni tra Sterpin e Visintin si erano tradotte in scontri mediatici e azioni legali, alimentando un dibattito che in città non si è mai sopito. Tra le ultime apparizioni pubbliche di Sterpin, un sit-in davanti al tribunale di Trieste, dove aveva mostrato una grande foto di Liliana chiedendo che si arrivasse presto alla verità.

"Ha sempre combattuto perché si sapesse la verità", ha commentato Sergio Resinovich, fratello della donna, ricordandone anche il ruolo nella storia sportiva locale. Con la morte di Sterpin si chiude una delle voci più presenti e controverse di una vicenda che resta ancora aperta.