28 Gennaio 2026
Mappa dialetti in Italia Fonte: X @FidesEtRatio94
Gli Stati Uniti hanno circa 350 milioni di abitanti, di cui 50 milioni, ovvero il 14,3%, parlano prevalentemente spagnolo.
In Italia, con i nostri 59 milioni di abitanti, non siamo ancora a una situazione del genere. Ma dobbiamo prepararci: negli ultimi 10 anni circa 1,5 milioni di italiani sono emigrati all’estero, e al momento il 9,2% della popolazione che vive nella Penisola è straniero, ovvero 5,4 milioni di persone. Percentuale che dovrebbe salire al 16,5% entro i prossimi 25 anni.
Le comunità più ampie di residenti che usano come lingua madre un idioma diverso dall’italiano parlano, secondo i dati Istat, rumeno, seguito poi da arabo, albanese e spagnolo.
Ma, specifica il report dell’Istituto, che smentisce una certa narrazione, “negli ultimi 10 anni (dal 2015 al 2024, periodo analizzato da Istat, ndr) la contenuta crescita della popolazione straniera, che nei diversi contesti relazionali ha abitudini differenti, non ha alterato i comportamenti linguistici osservati sul totale della popolazione residente. Se, infatti, tra il 2006 e il 2015 l’incidenza della popolazione straniera in Italia è più che raddoppiata, tra il 2015 e il 2024 l’incremento è stato molto più contenuto, +0,5 punti percentuali, associandosi a una crescente quota di cittadini con background migratorio che hanno acquisito la cittadinanza italiana, pari a oltre due milioni a fine 2024”.
La sfida sarà quindi fare sì che questi nuovi cittadini italiani lo diventino realmente, e non rimangano chiusi in ghetti ed enclave sostanzialmente extra-territoriali, come vediamo sempre più spesso nelle grandi città.
Una persona su 10 (il 10,1%) parla un’altra lingua in almeno un contesto relazionale, quota che varia in base alla lingua madre posseduta: è pari al 3,1% tra le persone di lingua madre italiana, mentre sale al 69,1% (molto alta) tra chi è di lingua madre straniera.
Spesso, tuttavia, ci dimentichiamo che in Italia, al netto del tedesco in Alto-Adige, ci sono oltre 3,7 milioni di cittadini (ovvero il 6,6% della popolazione) che parlano altre lingue straniere tutelate per legge. E, come ricorda il documento Istat, sono il sardo, il friulano, lo sloveno-croato, il franco-provenzale, il ladino, il greco e, ancora, l’albanese.
Nel frattempo, tra il 2015 e il 2024, è molto calato l’uso dei dialetti: la quota di persone che parla principalmente in italiano nelle relazioni familiari è salita dal 45,9% del 2015 al 53,6% del 2024, mentre nelle relazioni amicali il balzo è dal 49,6% al 58,7%.
Il dialetto, invece, era usato in maniera prevalente in famiglia dal 32% dei residenti in Italia nel 1988, percentuale scesa ad appena il 9,6% nel 2024. Analoghe riduzioni nei contesti amicali (dal 26,6% all’8%) e nella comunicazione con gli estranei (dal 13,9% al 2,6%).
Sette persone su 10 (69,5%) residenti in Italia dichiarano invece, secondo Istat, di conoscere almeno una lingua straniera (9,4 punti percentuali in più rispetto al 2015).
L’inglese si conferma la lingua straniera più diffusa (58,6% e 10,5 punti in più rispetto al 2015), seguita dal francese (33,7%, e 4,2 punti in più sul 2015) e dallo spagnolo (16,9%, e 5,8 punti in più). Residuali, invece, altre lingue come il tedesco (7,5%), il russo (1,9%), l’arabo (1,2%) o il cinese (0,9%).
Di Claudio Plazzotta
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