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Famiglia nel bosco divisa anche a Capodanno, consentito incontro protetto di 1 ora in casa famiglia, il padre: "Deluso e stanco"

La famiglia del bosco resta divisa: incontri protetti di un’ora per Nathan Trevallion, mentre il Tribunale attende la perizia sulle competenze genitoriali della coppia

01 Gennaio 2026

Famiglia nel bosco, i genitori Catherine e Nathan accettano la casa offerta da un privato,  depositato il reclamo contro l’allontanamento dei figli

Nathan e Catherine, Fonte: Facebook, @edgardogulotta

Anche Capodanno non è stata una giornata di festa per la famiglia nel bosco. I genitori si sono potuti riunire ai loro tre bambini solamente in un breve incontro protetto di un'ora nella casa famiglia di Vasto in cui risiedono i minori con la madre da circa un mese. Il padre Nathan si è sfogato con il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli: "Sono stanco e deluso lontano dai miei figli".

Famiglia nel bosco divisa anche a Capodanno, consentito incontro protetto di 1 ora in casa famiglia, il padre: "Deluso e stanco"

La famiglia del bosco resta divisa anche nel nuovo anno. Il 1° gennaio 2026 Nathan Trevallion ha potuto incontrare i suoi tre figli – due gemelli di 6 anni e una bambina di 8 – nella struttura protetta di Vasto, in provincia di Chieti, dove i minori sono ospitati insieme alla madre Catherine. Un incontro breve, della durata di un’ora, sotto supervisione, come previsto dal calendario stabilito dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila per tutti i martedì e giovedì. Un tempo limitato che pesa come un macigno sul padre, costretto da settimane a vivere lontano dai bambini dopo l’allontanamento disposto dalla magistratura dalla casa nel bosco di Palmoli.

Capodanno è trascorso senza abbracci né festa. Nathan ha salutato il 2025 in solitudine, mentre i figli erano in casa famiglia. "Sono molto demoralizzato, deluso e preoccupato", ha confidato il 31 dicembre al sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, incontrato durante lo scambio di auguri. Parole che raccontano un uomo provato dall’attesa e dall’incertezza, consapevole che, almeno per ora, l’unica cosa possibile è aspettare le decisioni dei giudici.

Sul piano giudiziario, infatti, tutto resta fermo. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha confermato il collocamento dei tre bambini nella casa famiglia e ha respinto, almeno per ora, le richieste di modifica dei provvedimenti urgenti presentate dalla coppia. L’attenzione è ora concentrata sulla consulenza tecnica d’ufficio, la perizia disposta per valutare le competenze genitoriali di Nathan e Catherine. Solo dopo l’esito di questa valutazione potranno aprirsi nuovi scenari.

Nel frattempo, la distanza resta. Gli incontri protetti rappresentano l’unico filo che tiene legato il padre ai suoi figli, un legame fragile ma vitale. "Non mi resta che attendere", ha ripetuto Nathan. Un’attesa carica di amarezza, che rende l’inizio del nuovo anno tutto fuorché una ripartenza.

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