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Peste suina africana, sale l'allarme: i rischi sull'uomo e i comuni interessati in Italia

Individuata la peste suina africana in sette differenti carcasse di cinghiali in Piemonte e in Liguria

14 Gennaio 2022

Allarme peste suina in Italia: i rischi sull'uomo  e i comuni interessati

Allevamento maiali (LaPresse)

Paura in Piemonte e Liguria, dove è stata individuata la peste suina africana in sette differenti carcasse di cinghiali. Sospese le importazioni di salumi italiani da parte di Cina, Giappone, Taiwan e Kuwait.

Il primo allarme è arrivato dal comune alessandrino di Ovada, e a distanza di poche ore sono pervenute altre due segnalazioni da Franconalto, sempre in provincia di Alessandria, e da Isola del Cantone in provincia di Genova. In pochi giorni la zona circoscritta dal ministero della Salute si è ampliata a macchia d’olio fino a comprendere 114 comuni, di cui 78 in Piemonte e 36 in Liguria.

Peste suina africana: i sintomi sull'uomo

La situazione, che ha portato anche la Svizzera ad attuare delle restrizioni, preoccupa Confagricoltura. Il presidente Massimiliano Giansanti spiega a Repubblica: "Ora è necessario agire con la massima tempestività ed efficacia nel campo della sorveglianza e delle misure di biosicurezza per la protezione degli allevamenti".

Al momento, in Italia non risultano casi di peste suina in maiali (né allo stato brado né in allevamenti) e l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare ha escluso il Paese dalle "zone di preoccupazione". Il livello di allerta resta elevato e il timore del blocco delle esportazioni si aggiunge al rischio di chiusura per numerosi allevamenti.

L'Associazione industriali delle carni e dei salumi (Assica) riferisce che un blocco delle esportazioni causerebbe perdite per 20 milioni di euro al mese. Il settore è tradizionalmente forte nel mercato italiano, infatti solo nel 2021 ha esportato insaccati per un valore complessivo di 1,7 miliardi di euro (+ 12,2% rispetto al 2020). Il direttore dell'Associazione nazionale allevatori suini Maurizio Gallo commenta: "Se perdiamo il 15-18% dell'export sarà a in pericolo la sopravvivenza degli stessi allevamenti suini italiani – ha precisato - che peraltro sono già in sofferenza da mesi per l'aumento del costo dei mangimi e dell'energia". Le possibili speculazioni di mercato  sono un altro elemento da tenere sotto controllo per la tutela degli interessi degli allevatori e di tutto il sistema economico e occupazionale.
 
La peste suina africana impone l’abbattimento dei capi, in quanto – pur non essendo nociva per l’uomo – al momento non esiste nessun tipo di vaccino in grado di prevenire il contagio. Per questo, le zone indicate dal ministero della Salute sono fortemente a rischio

"Le misure di bio-sicurezza degli allevamenti italiani hanno standard molto elevati, che verranno ulteriormente rafforzate nelle prossime settimane per tutelare le aziende zootecniche, a rischio di tracollo nella malaugurata ipotesi di focolai", assicurano da Cia. Tuttavia, "malgrado non ci sia alcun caso di contaminazione della popolazione suina, le istituzioni devono mantenere alto il livello di allerta".

Peste suina africana: i comuni interessati in Italia

L’area a rischio individuata dalle autorità sanitarie è compresa tra i territori di Genova, Ronco Scrivia, Novi Ligure, Acqui Terme, Spigno Monferrato e Albissola Marina.

Il Piemonte ha deciso di bloccare ogni attività venatoria nella provincia di Alessandria, seguito dalla regione Liguria per quanto concerne i territori a rischio, nei quali è stata proibita anche la raccolta di funghi ed ogni genere di attività in zone boschive. Anche la movimentazione di animali zootecnici in entrata e in uscita da suddetti territori è stata sospesa a tempo indeterminato, così come la certificazione veterinaria riguardante l'esportazione di carni suine.

"Siamo davanti a una duplice emergenza: la minaccia della diffusione della peste suina africana e una presenza fuori controllo di fauna selvatica sul territorio nazionale", dichiara il sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. "Tutti i ministeri che hanno competenza sulla questione agiscano in modo coeso e sinergico per evitare che la Psa colpisca i nostri allevamenti e causi pesantissimi danni economici a un intero settore", conclude.

L'ordinanza del governo

Al fine di far fronte all'emergenza peste suina il governo ha deciso di disporre un'ordinanza che prevede l'istituzione di una zona rossa nell'area interessata da fenomeno. In 114 comuni sarà pertanto vietata per sei mesi ogni attività che possa prevedere un contatto anche indiretto con i cinghiali. Tra le attività vietate abbiamo la raccolta dei funghi e del tartufi, la pesca, il trekking e la mountain bike. Un vero e proprio lockdown dei boschi, nonostante sia ormai appurato come il virus colpisca soltanto i suini selvatici e domestici, senza attaccare altri animali e men che meno l'uomo.

Al momento non sono chiare le sanzioni che potranno essere applicate per chi violerà la zona rossa. Tra le ipotesi sul tavolo vie quella che vede l'applicazione dell’articolo 650 del codice penale, che recita: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206".

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