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Un anno fa l'inizio della campagna vaccinale, dal 27 dicembre 2020 somministrate 108 milioni di dosi

In Italia la campagna vaccinale contro il Covid partiva ufficialmente un anno fa: dopo 12 mesi le dosi somministrate sono state 108 milioni

27 Dicembre 2021

Un anno fa l'inizio della campagna vaccinale, dal 27 dicembre 2020 somministrate 108 milioni di dosi

Fonte: lapresse.it

Esattamente un anno fa in Italia partiva ufficialmente la campagna vaccinale contro il Covid-19. Era il 27 dicembre del 2020 quando le prime dosi del vaccino venivano somministrate agli operatori sanitari dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Da allora le inoculazioni sono state oltre 108 milioni, delle quali 3,7 milioni soltanto nel periodo tra il 13 e il 19 dicembre del 2021. Nell'ultimo mese sono stati infatti raggiunti picchi di somministrazioni da circa 500mila dosi al giorno, come non se ne vedevano dai mesi di giugno e luglio.

Un anno fa l'inizio della campagna vaccinale

"È il giorno che aspettavamo da tempo. La strada è ancora lunga, ma finalmente abbiamo il vaccino", aveva dichiarato all'epoca il ministro della Salute Roberto Speranza. Una lunga strada che nei mesi successivi si sarebbe rivelata tortuosa e non priva di ostacoli: dai timori nei confronti del vaccino di AstraZeneca all'individuazione della variante Omicron, fino al recente picco di contagi in concomitanza con le festività natalizie.

Al netto delle difficoltà però i risultati della campagna vaccinale restano sotto ai nostri occhi. Una netta diminuzione del tasso di morti e delle ospedalizzazioni, con lo stesso Istituto Superiore di Sanità che parla di "oltre 470mila decessi evitati in Europa, di cui almeno 22mila in Italia". Uno studio internazionale dell'Oms ha inoltre rilevato come "la vaccinazione abbia evitato il 51% delle morti attese nella regione Europea tra i soggetti di età maggiore di 60 anni nei primi 11 mesi di campagna vaccinale".

Il commento della prima infermiera vaccinata

A un anno di distanza dall'inizio della campagna è inoltre tornata a parlare l'infermiera Claudia Alivernini, che in quel 27 dicembre fu la prima persona in Italia a essere vaccinata contro il Covid. È ai microfoni de Il Messaggero che la donna ci tiene a evidenziare il significato morale del suo gesto, anche alla luce degli allarmismi che diffusi all'epoca - ancora oggi - sui vaccini: "In quel periodo giravano fake news sui danni provocati soprattutto alle donne, si diceva che il siero avrebbe provocato la sterilità. Volli vaccinarmi appositamente per dimostrare che erano notizie infondate e non c'era da avere paura".

Oggi i tempi sono cambiati e il dibattito non è più tanto sull'efficacia del vaccino in se, quanto su quella delle misure contingenti, varate dai governi nel tentativo di frenare l'impatto epidemico dei non vaccinati. Ne sono un esempio le varie declinazioni del Green pass, provvedimenti squisitamente politici criticati in molti casi anche da individui favorevoli alla vaccinazione. Il timore, espresso anche da diversi esponenti politici, è che la continua stretta nei confronti dei cittadini possa avere come conseguenza una progressiva perdita di fiducia nel vaccino. Un effetto che a un anno dall'inizio della campagna non possiamo permetterci.

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