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Tampone obbligatorio ai vaccinati per i grandi eventi, le regioni contrarie all'ipotesi del governo

Diverse regioni restano contrarie all'ipotesi di tampone obbligatorio ai vaccinati per i grandi eventi: per molti sarebbe un messaggio controproducente

21 Dicembre 2021

Tampone ai vaccinati peri grandi eventi, le regioni contrarie all'ipotesi del governo

fonte: Twitter @vitali_l

A due giorni dalla cabina di regia del 23 dicembre sono diverse le regioni a essere contrarie al tampone obbligatorio ai vaccinati per i grandi eventi. Secondo diversi presidenti di regione l'ipotesi avanzata dal governo lancerebbe infatti un messaggio controproducente verso la cittadinanza, indebolendo la fiducia nella campagna vaccinale. Al momento non vi è nulla di certo sulla decisione dell'esecutivo, che verrà definita ufficialmente giovedì anche alla luce degli ultimi dati epidemiologici del Paese. Allo stesso tempo però gli amministratori locali stanno correndo al riparo contro la crescita dei contagi, anticipando il governo e disponendo misure più o meno restrittive in vista delle festività natalizie.

Tampone obbligatorio ai vaccinati per gli eventi: regioni contrarie

In prima fila contro l'ipotesi governativa c'è ad esempio Stefano Bonaccini, che sui social ha dichiarato: "Chiedere ai vaccinati di fare il tampone per entrare nei cinema o nei teatri, nei ristoranti o negli stadi è sbagliato e controproducente: indebolisce la priorità assoluta di proseguire nella campagna vaccinale (terze dosi, bambini e ragazzi, luoghi di lavoro, ecc.) e genera confusione nei tantissimi cittadini che stanno facendo la propria parte con grande senso civico e responsabilità". Secondo il presidente dell'Emilia-Romagna è necessario proseguire con "vaccini, mascherine, regole e controlli".

Dello stesso parere anche il presidente della Toscana Eugenio Giani, che intervistato da Repubblica ha spiegato la sua contrarietà all'obbligo di tampone per i vaccinati: "Secondo me rischia di offrire sponde ad una impostazione no vax. Ritengo sia molto importante insistere sulla vaccinazione più che generare ondate di persone che vanno a fare i tamponi per partecipare agli eventi. Per me è maturo il tempo di fare altre scelte". Il veneto Luca Zaia invece paventa l'insostenibilità strutturale della misura, con le farmacie che non riuscirebbero a stare dietro all'ingente mole di tamponi: "Sul tampone ai vaccinati, ascolteremo le indicazioni, ma se passasse l’obbligo, sarebbe indispensabile sdoganare i test fai da te. Laboratori e farmacie non ce la farebbero".

"Sono mesi che spieghiamo alla gente di vaccinarsi per evitare il tampone - ha invece affermato il presidente del Piemonte Alberto Cirio - perché così indossa una corazza per sé e per gli altri. Imporre il tampone in maniera generalizzata rischierebbe di minare questo messaggio. E rischia di non essere la soluzione giusta. Che il tampone diventi misura ordinaria per un vaccinato con super Green pass per vivere la propria socialità contraddice tutto il lavoro fatto".

Contrario anche il sindaco di Milano Beppe Sala

Non solo i presidenti di regione ma anche i sindaci delle grandi città sarebbero contrati all'ipotesi di tampone obbligatorio ai vaccinati per i grandi eventi. Secondo Beppe Sala infatti, un provvedimenti di questo tipo potrebbe non portare gli effetti sperati, anche a causa dell'attuale scarso tasso di dosi booster somministrate.

Sempre in Lombardia il presidente della regione Attilio Fontana ha invece ribadito la necessità di allentare il più possibile la stretta sui cittadini: "Sono dell'opinione che bisogna fare di tutto per ridurre la pericolosità che deriva dai contagi ma ridurre il più possibile ogni forma di restrizione. I nostri cittadini hanno sofferto tanto, le attività economiche hanno sofferto tanto, ma soprattutto i nostri cittadini si sono comportati bene, sia nel rispettare le regole che nel sottoporsi alla vaccinazione, quindi credo che i nostri cittadini in questo momento non possano essere sottoposti ad ulteriori restrizioni".

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