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Tampone ai vaccinati per i grandi eventi, quando Draghi difendeva le garanzie del Green pass

L'ipotesi di tampone ai vaccinati per i grandi eventi si scontra con le parole dei vari esponenti del Governo, che a giugno definivano il Green pass come strumento per prevenire il contagio

20 Dicembre 2021

Tampone ai vaccinati per i grandi eventi, quando Draghi difendeva le garanzie del Green pass

Fonte: lapresse.it

Mentre il governo valuta l'ipotesi di tampone per i grandi eventi, anche per i vaccinati, riemergono dal web le parole di Mario Draghi dello scorso giugno, in cui difendeva il Green pass come strumento di garanzia per prevenire il contagio. Parole che per altro non diceva solo il premier, in quanto ripetute da tutta una schiera di rappresentati istituzionali. Davanti ai giornalisti infatti il premier rassicurava la platea circa l'efficacia della certificazione verde, assicurando che con tale misura gli italiani avrebbero potuto continuare la loro vita normale avendo la sicurezza di non essere contagiati. Affermazioni purtroppo smentite dall'atteggiamento del governo di questi ultimi giorni. L'arrivo della variante Omicron e l'aumento dei contagi hanno infatti evidenziato tutti i limiti del sistema del Green pass.

Tampone ai vaccinati per i grandi eventi, i limiti del Green pass

A inchiodare l'esecutivo sono infatti le parole pronunciate da Draghi lo scorso 22 giugno, quando parlando del Green pass affermava: "Il Green pass è una misura con cui gli italiani possono continuare a esercitare le proprie attività, a divertirsi, ad andare al ristorante, a partecipare a spettacoli all'aperto e al chiuso, con la garanzia di trovarsi tra persone che non sono contagiose". All'epoca la variante Omicron era anche di là da venire, ma appare tuttavia chiaro come il governo abbia purtroppo nuovamente peccato di eccessiva fiducia nei confronti dei suoi stessi provvedimenti.

Il tutto mentre anche non è chiaro quale sia l'incidenza di Omicron sul territorio italiano. Negli ultimi giorni sono infatti diversi gli esperti che hanno criticato la scarsa attività di sequenziamento fatta nel nostro Paese. Tra questi il direttore dell’Osservatorio epidemiologico sul Covid dell’Università di Trento Roberto Battiston, che ha dichiarato: "Il sequenziamento batte molto la fiacca. In queste condizioni i dati sono un po' incerti e prendere decisioni sulla base di questi numeri è come guidare nella nebbia senza i fari, non si ha percezione di cosa sta succedendo. Il sequenziamento è importante perché prima capiamo prima facciamo".

Nel mentre si attende la cabina di regia del prossimo 23 dicembre, durante la quale si scoprirà finalmente quanto sarà dura la stretta prevista per le festività natalizie. Le principali ipotesi sul tavolo sono al momento il tampone ai vaccinati per i grandi eventi, il ritorno dell'obbligo di mascherina all'aperto e una riduzione della durata del Green pass, anche se prima forse sarebbe più consono fare chiarezza sugli effettivi limiti di quest'ultimo.

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