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Variante Omicron, il punto di vista di Guido Bertolaso: "L'unica arma è il vaccino"

Il Dottor Guido Bertolaso dice la sua sulla variante Omicron ed è fiducioso nei confronti del vaccino. Sarà necessario fare la terza dose il prima possibile

29 Novembre 2021

Guido Bertolaso

Fonte: LaPresse

Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale della Regione Lombardia, ha espresso la sua opinione in merito alla variante Omicron. Il dottor Bertolaso sembra essere timoroso nei confronti della nuova variante che potrebbe inginocchiare il mondo intero, ma ha ancora speranza nei vaccini.

L'opinione di Guido Bertolaso sulla variante Omicron

Guido Bertolaso è intervenuto ai microfoni della radio Rtl 102.5 ed ha dichiarato che la variante Omicron "purtroppo è un’ulteriore mazzata sul collo di un lavoro impressionante che è stato fatto in questo ultimo anno con le vaccinazioni. Non sappiamo ancora molto, non siamo in grado ancora di fare delle previsioni precise su quella che sarà la sua evoluzione, sicuramente purtroppo si comporterà come minimo come la Delta, per cui creerà molti problemi e presto sarà la più importante variante che contaminerà e andrà a infettare mezza Europa". Ciò nonostante, il dottor Bertolaso è sempre più convinto che il vaccino, per quanto possa essere meno efficace, è l'unica arma che abbiamo ed è fondamentale poiché il primo paziente italiano risultato positivo alla variante Omicron ha detto di stare bene ed avere solo sintomi lievi proprio grazie al vaccino. Tutto questo quindi porta a pensare che anche la Omicron non crei troppi problemi alle persone immunizzate.

La situazione vaccini in Lombardia

Visto il ruolo di Guido Bertolaso non poteva mancare il quadro sulla campagna vaccinale in Lombardia. Il dottor Bertolaso ha fatto sapere che "alla fine di questa settimana dovremmo riuscire ad arrivare all’obiettivo di 100mila somministrazioni di dosi di vaccino giornaliere. Nelle ultime due settimane all’improvviso c’è stato uno tsunami di diverse vicende: da un lato si è abbassata a 40 anni la soglia di età di chi aveva diritto alla terza dose, poi si è detto dai 18 anni in su. In contemporanea si è ridotto il periodo di latenza tra la seconda e la terza dose dai 6 ai 5 mesi e questo ha prodotto un ingolfamento che ha mandato un po’ in tilt tutto il sistema nazionale". Ha inoltre aggiunto, in merito alla terza dose che "il picco di questa ondata sarà verso fine gennaio, per cui vaccinare con la terza dose a febbraio è inutile, bisogna farlo adesso. Il mese decisivo è questo di dicembre che inizia prestissimo".

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