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Green pass rafforzato, le regioni alzano la voce: chiesto incontro con il governo

Continua il pressing delle regioni sul governo, con i governatori che continuano a invocare restrizioni apposite per i cittadini non vaccinati

18 Novembre 2021

Green pass rafforzato, le regioni alzano la voce: chiesto incontro con il governo

fonte: Twitter @fisco24_info

Continua il pressing delle regioni contro il governo di Roma, con diversi presidenti che in queste ultime ore stanno spingendo affinché venga presa una decisione definitiva per quanto riguarda il cosiddetto "Green pass rafforzato", vale a dire restrizioni specifiche per i cittadini non vaccinati nelle zone arancioni. A spingere verso questa direzione è principalmente il presidente della Liguria Giovanni Toti, seguito dai suoi omologhi di Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, il quale ha specificato che l'intento del provvedimento non è punitivo, bensì protettivo verso coloro che hanno meno difese nei confronti del virus: "Non c'è spirito punitivo, i non vaccinati sono solo le persone che rischiano di più e che stanno riempiendo gli ospedali".

Green pass: chiesto incontro regioni-governo

È lo stesso Toti tuttavia a rimarcare come la questione di fondo sia rimasta la medesima, cioè il rischio che una ristretta cerchia di persone possa costringere le autorità a disporre restrizioni generalizzate per tutta la popolazione. Il presidente ligure ha infatti dichiarato che "il 90% degli italiani non può essere tenuto in scacco da un 10% che non comprende l'importanza del vaccino. I vaccinati invece potranno continuare ad organizzare la propria vita, il lavoro, la socialità". Una stretta dunque simile al modello Austria, che sembra piacere a diversi governatori.

Ulteriori timori sono inoltre quelli inerenti a un possibile rallentamento dell'economia successivo a nuove restrizioni. Una potenziale frenata nei consumi che attualmente il Paese non si può permettere dopo quasi due anni dall'inizio della pandemia: "Questo è il momento in cui si programmano le vacanze di Natale e tutta la macchina economica che vi gira intorno, soprattutto dobbiamo dare la certezza ai lavoratori di tutti questi settori che il paese non richiuderà". Nelle ultime ore anche il presidente Dem dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini si era detto disposto a discutere misure di contenimento per la minoranza del Paese non ancora vaccinata. 

Fuori dal coro all'interno della Conferenza della regioni è però il parere del presidente delle Marche Francesco Acquaroli, per il quale al momento non sarebbero utili ulteriori restrizioni, poiché "anche se il contagio ha ripreso a correre siamo in una fase diversa dallo scorso anno". Acquaroli ha poi aggiunto inoltre che "nonostante il primo e il secondo Green pass, non stiamo vedendo un aumento sconvolgente delle vaccinazioni". 

Approccio moderato del governo sulle restrizioni

L'esecutivo tuttavia preferirebbe procedere con un approccio più morbido, evitando di mettere vaccinati e non vaccinati gli uni contro gli altri. Una delle possibilità attualmente allo studio infatti è quella di consentire lo svolgimento di attività ricreative alle persone vaccinate anche in caso di cambio di colore della regione. Se scatta il giallo ad esempio, le persone vaccinate potranno recarsi al ristorante superando il limite delle quattro persone per ogni tavolo.

Simile procedimento dunque anche per le zone arancioni, con il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che aveva ipotizzato in mattinata apposite misure di contenimento solo per i non vaccinati. Appare probabile inoltre un ritorno dell'uso della mascherina all'aperto nelle regioni che andranno in arancione.

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