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Covid, Sigfrido Ranucci di nuovo nella polemica. Ma pure questa volta ha ragione

Il conduttore di Report ancora al centro del dibattito per sue dichiarazioni sul covid, ma ha detto nuovamente la verità

08 Novembre 2021

Sigfrido Ranucci

Sigfrido Ranucci (fonte lapresse.it)

Sigfrido Ranucci ancora al centro del dibattito sul covid. Ospite nella giornata di lunedì 8 novembre ad Agorà su Rai 3, il conduttore di Report si è lasciato andare a dichiarazioni che hanno subito suscitato polemica. Parlando dell'utilità dei vaccini ha infatti detto che effettivamente aiutano a combattere i ricoveri in terapia intensiva ma che "la carica virale di un vaccinato è uguale a quella di uno non vaccinato".

Cosa dicono gli studi

Le reazioni, specie via Twitter, non si sono lasciate attendere. È di Aldo Torchiaro la prima reazione in ordine di tempo: "Ennesima bufala no vax di @SigfridoRanucci ospite di @agorarai: «vaccinati e non vaccinati hanno la stessa carica virale». Smentito da Oxford, Iss e tutti gli studi scientifici. È vero il contrario. Perché #Rai si infogna ogni volta dandogli spazio?" Sulla medesima falsa riga sono seguiti gli altri commenti. Luciano Nobili (Italia Viva): "Sigfrido Ranucci è un virologo? Perché la #Rai gli consente di continuare a diffondere le peggiori bufale novax?"

In realtà i detrattori di Ranucci sembrerebbero essere smentiti dall'ultimo studio pubblicato da The Lancet, nota rivista scientifica inglese. Nei giorni scorsi infatti sono stati diffusi gli esiti di uno studio secondo il quale la carica virale e la contagiosità dei soggetti vaccinati e di quelli non vaccinati sarebbe molto simile. 38% per i primi, 25% per i secondi. Addirittura queste percentuali sarebbero del tutto simili quando i soggetti vengono sottoposti ad un periodo di convivenza casalinga duratura. In questo caso si arriverebbe al 25% dei non vaccinati contro il 23% dei non vaccinati. Intervistato da ilGiornale, Gianluca Pistore, divulgatore scientifico, ha parlato in merito alle dichiarazioni di Ranucci di: "mezza informazione che può portare a conclusioni errate". Ranucci sarebbe dunque colpevole di aver dichiarato qualcosa di formalmente corretto ma di averlo fatto senza aggiungere dettagli che eviterebbero un fraintendimento della questione. Nella fattispecie che nei vaccinati la carica virale tende a diminuire molto più velocemente. Ma soprattutto che è molto più probabile che la carica virale sia superiore nei soggetti non vaccinati.

La polemica dei giorni scorsi

Ranucci era già finito nell'occhio del ciclone in seguito all'ultima puntata di Report, andata in onda lo scorso primo novembre. In "Non c'è due senza tre" il conduttore aveva affermato, a conclusione del servizio: "È ovvio che la terza dose è il business delle case farmaceutiche". Aggiungendo poi come anche l'Italia abbia già stanziato ben due miliardi di euro per finanziare le terze dosi di vaccino. Seguirono forti reazioni politiche, in particolare dai membri di PD e M5S. Ma, e non dovrebbe essere una sorpresa, pure da esponenti di Italia Viva, il cui leader Matteo Renzi è stato spesso al centro delle inchieste di Report. In tutti i casi menzionati si parlò di dichiarazioni, quelle di Ranucci, espresse totalmente a titolo personale e non fondate su nessun presupposto fattuale. 

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