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Green pass scuola, Tar Lazio respinge sospensiva: "Il diritto a vaccinarsi non ha valenza assoluta"

I giudici trovano "corretta" la sospensione dei docenti senza green pass che avevano fatto ricorso. Per chi non vuole vaccinarsi "c'è il tampone"

02 Settembre 2021

Green pass scuola

Fonte: lapresse.it

Il Tar del Lazio ha decretato la prima sentenza sulla controversia del green pass obbligatorio a scuola, respingendo le istanze dei ricorrenti che si erano opposti all'applicazione dei provvedimenti per chi non è in possesso del certificato verde sanitario. Alcuni docenti sprovvisti di green pass erano stati sospesi come da normativa, con automatica sospensione della retribuzione, cosa ritenuta legittima da parte dei giudici, che con i decreti monocratici nn. 4531/2021 e 4532/2021 hanno ufficialmente respinto il ricorso. Per il Tar del Lazio risulta corretto sospendere lavoro e stipendio al personale sprovvisto di green pass. La sentenza arriva nella stessa giornata in cui ai vertici del Governo il premier Mario Draghi  sta considerando l'estensione dell'obbligo vaccinale ad altre categorie di lavoratori, come i dipendenti  delle amministrazioni statali.

Green pass scuola, Tar Lazio respinge sospensiva: "Il diritto a vaccinarsi non ha valenza assoluta"

Mentre con il rientro a scuola alunni e docenti si stanno adattando alle nuove norme per il contenimento del Covid, il Tar respinge l'offensiva dei docenti senza green pass. Secondo i giudici "l'automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione del personale scolastico ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni del personale scolastico, specie di quello docente". Secondo i giudici del Tar del Lazio, dunque, il diritto a non vaccinarsi si interrompe nel momento in cui la professione svolta mette in pericolo la sicurezza degli altri, specie se si tratta dei più giovani. Per chi tra i ricorrenti ha invocato la libertà di scelta in materia di campagna vaccinale, il provvedimento del Tar parla chiaro e mette un punto fermo sulle ripercussioni in vigore a chi è sprovvisto di green pass.

"Il diritto a non vaccinarsi non è assoluto". Questa la dichiarazione del Tar, secondo il quale il diritto del personale docenti a non ricevere il vaccino anti Covid "non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile, soprattutto perché è un diritto che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l'estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell'essenziale servizio pubblico della scuola in presenza.

Green pass scuola, Tar Lazio: "Chi non si vaccina ha sempre il tampone"

A ulteriore riprova della validità dei provvedimenti per chi non si presenta correttamente con il green pass a scuola, il Tar ribadisce che chi rifiuta il vaccino può sostenere i costi del tampone. Un tampone molecolare o antigenico è infatti sufficiente per ottenere il green pass (se pur per 48 ore), cosa che dovrebbe garantire la sicurezza contro il Covid a scuola anche per chi non è vaccinato (non necessariamente per scelta, ma per motivi di salute, per esempio). Il provvedimento del Tar firmato dal giudice Giuseppe Sapone riferisce dunque che il diritto a non vaccinarsi esiste, ma che i cittadini debbano comunque conformarsi alle norme relative al green pass. Vaccino, o non vaccino.

"In ogni caso - cita un passaggio - il predetto diritto (di non vaccinarsi) è riconosciuto dal legislatore il quale prevede in via alternativa la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2". I costi del tampone, però, sono a carico del non vaccinato. "Nell'ottica del legislatore la presentazione del test in questione in sostituzione del certificato comprovante l'avvenuta gratuita vaccinazione costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente  a non sottoporsi a vaccinazione - si giustifica il Tar -ed è stata prevista nell'esclusivo interesse di quest'ultimo, e, conseguentemente, ad una sommaria delibazione, non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa". Un'alternativa dunque ci sarebbe, e i docenti che hanno fatto ricorso si trovano, per il momento, con le mani legate.

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