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Green pass obbligatorio a scuola? I presidi non ci stanno: "Impresa impossibile"

Una ripartenza confusa rischia di addossare responsabilità e accuse sul già ridotto personale scolastico

18 Agosto 2021

Scuola, Bianchi: "A settembre tutti  in classe, sì ai vaccini per adolescenti"

Scuola (fonte foto Lapresse)

Manca poco al rientro a scuola e tra Green pass obbligatorio, controlli, tamponi e vaccini il quadro che emerge è più caotico, che ordinato. I presidi infatti non cambiano idea: "È un'impresa impossibile", affermano, e rifiutano che l'enorme mole di responsabilità che il nuovo Dpcm richiede possa cadere tutta sulle spalle del già scarno apparato scolastico.

Mettiamoci una mano sul cuore. La conversione in legge in Parlamento dell’emendamento al decreto del 6 agosto annunciato dalla sottosegretaria all’istruzione Barbara Floridia e atteso con impazienza da presidi, insegnanti e sindacati quasi sicuramente non avverrà in tempo per il 13 settembre. E, quindi, non sarà pronto entro l'inizio delle lezioni nella maggior parte delle scuole italiane. Quello che rimane a disposizione del personale scolastico è quindi un caos di protocolli, note tecniche e circolari che cercano di anticipare le questioni più complesse.

Scuola: Green pass obbligatorio e controlli. I presidi: "Impresa impossibile"

Su distanziamento e mascherine in classe toccherà ai presidi prendere una decisione, cercando di interpretare il protocollo emesso dal Governo. Nella nota firmata da Stefano Versari, braccio destro del ministro Patrizio Bianchi, si legge che mantenere il metro di distanza tra i banchi è una "raccomandazione" e che ove non fosse possibile rispettarla è escluso "l’automatico ritorno alla didattica a distanza". Eppure il discorso cambia se si osserva il protocollo firmato con i sindacati, dove si legge che "il rispetto di una distanza interpersonale di almeno un metro qualora logisticamente possibile e si mantiene anche nelle zone bianche la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra".

E poi c'è la questione Green pass che, se già è confusa per diverse realtà oggi, lo diventa anche di più riferita alla scuola. Il Ministero dell'istruzione spiega che i presidi dovranno scaricare l’App sullo smartphone ma per ora non devono farsi consegnare la copia cartacea del certificato di vaccinazione. Una scelta, quella dei "presidi poliziotti", che non piace alle associazioni di categoria. I presidi insistono perché la responsabilità del controllo passi alle Asl e vogliono che vengano tolte le sanzioni a loro carico per mancato controllo. In caso di docenti non vaccinati, e che si rifiutano di fare il tampone (ancora mancano i dettagli su chi li pagherà e come), non sarà possibile chiedere la supplenza se non dopo cinque giorni per "evitare di pagare due ruoli contemporaneamente".

E l'aereazione delle aule? Per il ministero la soluzione è aprire le finestre, anche d’inverno. Sono le scuole che dovranno dotarsi di condizionatori e filtri. Ieri il ministro dell’Economia Renato Franco e il ministro Bianchi hanno firmato il decreto che divide tra le 8 mila scuole italiane 350 milioni per la sicurezza.

Sui tamponi ai docenti è attesa a giorni una circolare che ancora non si è vista. Al contrario, per gli studenti sono stati stanziati 100 milioni che serviranno per campagne di tracciamento durante l’anno, anche per i più piccoli che non sono vaccinati. Il ministero dell’Istruzione sta anche immaginando di coinvolgere volti noti in una vera e propria campagna di informazione e di supporto all’operazione.

Scuola: Green pass obbligatorio e controlli. I presidi: "Abbiamo le mani legate"

Sui trasporti, infine, c'è ancora un vero e proprio caos legislativo. Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha proposto di estendere gli scuolabus anche agli studenti delle superiori e sono stati stanziati 600 milioni aggiuntivi, ma il rischio degli assembramenti su treni e autobus come durante l'anno scolastico passato rimane. C'è quindi chi inizia a muoversi a livello locale: la Regione Toscana ha annunciato che fornirà agli studenti over 14 mascherine Ffp2 per andare sugli autobus.

"La riapertura delle scuole e l’avvio dell’anno scolastico in presenza per tutte le studentesse e tutti gli studenti è una priorità assoluta" dice la sottosegretaria Floridia, senatrice M5s. E precisa: "Lo stanziamento di 350 milioni di euro disposto dal decreto Sostegni bis e la relativa ripartizione tra le scuole italiane, avvenuta con decreto del MI, è molto importante perché consente di proseguire il lavoro messo in campo dal ministero e dagli istituti su diversi fronti: dall’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, all’adattamento degli spazi interni ed esterni per garantire lezioni in sicurezza, fino all’acquisto di strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti". Il ministero dell’Istruzione per la ministra "non solo ha reso noto l’importo a disposizione di ciascuna scuola, ma fornirà le istruzioni operative per l’utilizzo delle risorse anche attraverso il supporto di un help desk. Si tratta di un altro passo concreto per supportare con i fatti la scuola italiana in questa delicata fase legata all’avvio del nuovo anno scolastico”.

"Non sono le sanzioni che ci spaventano, quanto piuttosto l’impossibilità di svolgere questi controlli se non verranno date indicazioni ulteriori", ha ribadito il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, a proposito dei controlli a scuola. "Al momento l’unica possibilità sembra essere il controllo giornaliero su tutti i dipendenti che entrano a scuola, un po' come funziona al ristorante. Quali sono i problemi? Intanto, la stragrande maggioranza del personale scolastico è vaccinata - i 200mila non vaccinati? Secondo me non è un dato attendibile e a giorni dovrebbe arrivare il dato ufficiale dalle Regioni a Figliuolo - e stiamo viaggiando comunque su percentuali dell′85-90% che potrebbero salire addirittura. Significa che su 100 persone da controllare, 90-95 sono già vaccinate. E questo è molto inefficiente. Seconda questione - osserva Giannelli - le scuole spesso hanno molte sedi, quelle con una sola sede sono pochissime. Questo vuol dire mettere in quelle sedi delle persone per effettuare i controlli e non solo alla prima ora perché c’è chi entra anche alla seconda ora...Da un punto di vista organizzativo e utilizzo delle risorse umane è qualcosa di molto impegnativo. Avevamo chiesto, e c’è la disponibilità del ministero dell’Istruzione e per questo lo ringraziamo, la possibilità di un impiegato in segreteria in più ma questo va bene se si possono fare i controlli online e cioè con l’accesso alle banche dati della salute. Se non sarà reso possibile in tempi molto brevi, effettivamente io vedo numerosi problemi organizzativi", ha concluso Giannelli.

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