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Gino Strada, la figlia Cecilia: "Continuo a salvare migranti come mi ha insegnato"

"Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere...beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite"

13 Agosto 2021

Gino Strada, la figlia Cecilia: "Io continuo a salvare migranti come mi ha insegnato"

Fonte: Facebook profilo Cecilia Strada

La figlia di Gino Strada, Cecilia, è venuta a sapere della morte del padre, andata in scena venerdì 13 agosto, mentre era nel Mediterraneo a salvare i migranti che tentato la traversata. "Amici, come avrete visto il mio papà non c'è più", dice. "Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio". 

E ancora: "Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere...beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre. Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo".

Cecilia, chi è la figlia di Gino Strada

Il medico si era sposato con Teresa Sarti, con la quale aveva fondato l'ONG italiana Emergency. La donna è morta nel 2009. Gino Strada ha avuto con lei una figlia, Cecilia, nata nel 1979. Cecilia Strada si è laureata in Sociologia all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, e a 30 anni, il 21 dicembre 2009, è stata eletta presidente dell'Organizzazione non governativa Emergency al posto della madre che era mancata il 1º settembre dello stesso anno. Ha ricoperto tale carica sino al luglio 2017. È sposata con Maso Notarianni e ha un figlio. Il 27 giugno 2021 ha annunciato di essere bisessuale.

Impegnata a livello internazionale, ha seguito le attività dei vari ospedali dell'organizzazione e ne ha curato i rapporti a livello locale, oltre a testimoniare come giornalista e sui media la sua esperienza. Sostiene la necessità di una modifica dei rapporti internazionali e il bisogno di legare la rete dei rapporti commerciali col rispetto dei diritti umani.

Nel 2018 ha ricevuto il Premio Nazionale Cultura della Pace "per le molteplici attività svolte, per la sua opera sociale all’interno di un'associazione, così come per il lavoro di informazione, controinformazione e testimonianza riguardo ai teatri di guerra e alle possibili soluzioni da adottare. Tutto ciò ha permesso e permette a molti di conoscere realtà complesse, di aprire orizzonti diversi e di creare spazi di impegno decisivi per il progresso della società".

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