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Attacco hacker al sito della Regione Lazio: vaccini fermi, a rischio i dati di Draghi

I pirati informatici hanno usato un malware che solitamente si usa per estorcere denaro. Al momento però non ci sarebbe ancora nessuna richiesta di "riscatto"

02 Agosto 2021

Attacco hacker al sito della Regione Lazio: vaccini fermi, a rischio i dati di Draghi

Nicola Zingaretti (fonte foto Lapresse)

É partito dall’estero l’attacco hacker che ha colpito nei giorni scorsi il sito della Regione Lazio: restano ancora bloccate per i cittadini le prenotazioni dei vaccini anti-Covid e anche i dati personali del Premier Mario Draghi risultano a rischio. Non si fermano le indagini della Polizia Postale - la quale sta lavorando al fianco della Procura di Roma - che anzi si fanno sempre più serrate. Secondo quanto emerge da diverse fonti investigative, sembra che l’attacco sia stato fatto grazie all'utilizzo di 'ransomware cryptolocker', un malware che di solito si usa per estorcere denaro. Al momento però non ci sarebbe nessuna richiesta di "riscatto" da parte dei pirati informatici.

Lazio, attacco hacker al sito della Regione dall'estero: ferme prenotazione vaccini

Mentre gli investigatori cercano di capire chi siano i responsabili dell'attacco hacker al sito della Regione Lazio per la prenotazione dei vaccini contro il Covid, emergono altre novità importanti. Innanzitutto esso sembra venire dall'estero, quindi fuori dall'Italia, e in secondo luogo pare che i dati sensibili contenuti nei sistemi non siano stati intaccati dal malware utilizzato. Intanto i magistrati laziali fanno sapere che a breve verrà aperto un fascicolo formale per andare fino in fondo alla questione.

L'accesso abusivo al sistema del Lazio continua a provocare non pochi disagi per i cittadini della Regione. Sono infatti ancora ferme le prenotazioni per la somministrazione del vaccino anti-Covid e gli inquirenti non sanno dire con precisione quando il sistema tornerà finalmente operativo. Di conseguenza, tutta la campagna vaccinale in Lazio sta subendo un rallentamento. Motivo per il quale il governatore Nicola Zingaretti si dice molto preoccupato. Ma chi sono gli autori di tutto questo?

L'ipotesi che al momento sembra essere la più gettonata è che i responsabili dell'attacco hacker siano soggetti che appartengono al cosiddetto gruppo dei 'No vax'. I piratici informatici - i quali si trovano ancora all'interno del sistema - sarebbero riusciti ad infiltrarsi nel sito entrando nel profilo di un amministratore di rete e poi attivando il cosiddetto "cryptolocker", una sorta di virus che cripta i dati. Ad essere bloccati sono quindi tutti i file del Centro Elaborazione Dati.

Al tempo stesso però, sempre in base a quanto riferiscono fonti di sicurezza, sembra che gli hacker non abbiano avuto accesso alla storia sanitaria dei milioni di cittadini laziali che ad oggi sono inseriti nel database del sistema sanitario della Regione, ma siano solo in possesso di alcuni dati anagrafici. Non sarebbe invece stata toccata l'infrastruttura informatica che riguarda il bilancio e la Protezione civile.

Attacco hacker, a rischio i dati di Mattarella e Draghi

L’aspetto più inquietante dell'attacco è il fatto che ogni attività della Regione Lazio è stata messa in crisi. Anche i dati che riguardano i cittadini, e tra i dati personali sono in pericolo anche quelli del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del premier Mario Draghi.

Intanto il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti accusa: "Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale", afferma poi l'ex segretario Pd. “Gli attacchi sono ancora in corso. La situazione molto è seria e molto grave".

Attacco hacker Regione Lazio, l'ipotesi di una talpa della malavita organizzata

"La malavita organizzata e transnazionale ha scoperto che questo genere di reato è molto più redditizio con un ideale rapporto costi-benefici. Da due-tre anni assistiamo un aumento esponenziale di ricatti informatici non solo a istituzioni pubbliche ma anche ad aziende private grandi e piccole. Non sparano nel mucchio, ma agiscono dopo aver raccolto informazioni dettagliate in modo da calibrare le richieste di denaro, sempre in bitcoin per rimanere anonimi, sulla base delle effettive disponibilità delle vittime", ha fatto sapere il direttore della Polizia Postale.

Infine è intervenuto Gabriele Faggioli, presidente del Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica): "L’idea che ci siamo fatti al Clusit è che l’attacco hacker contro la Regione Lazio si configuri esclusivamente come attività criminale, non legata ad aspetti di tipo ideologico. Niente no vax ma cybercrime puro, finalizzato a ottenere un riscatto in forma di bitcoin. Non ci sono evidenze di attività di social engineer e phishing, quindi dietro tutta la storia potrebbe esservi una persona che conosce bene i sistemi della Regione, con una consapevolezza tecnica ben specifica". 

Fagioli infine conclude: "Non sorprenderebbe l'esistenza di una talpa, anche esterna. Visto l’interesse sui vaccini, ulteriori attacchi sono attesi un po’ ovunque, dentro e fuori dal Paese".

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