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Lavoro, cassa integrazione: -2,3 miliardi dagli stipendi in 5 mesi

I dati choc dello studio Uil sui danni per il settore lavorativo provocati dall'emergenza Covid

10 Luglio 2021

Lavoro, cassa integrazione: -2,3 miliardi dagli stipendi in 5 mesi

Lavoro (fonte foto Lapresse)

Ancora brutte notizie sul fronte lavoro, questa volta per i lavoratori costretti alla cassa integrazione. Sarebbero almeno 2,3 miliardi, quelli che sono mancati sul totale degli stipendi. Un dato importante e significativo dell'impatto dell'emergenza Covid sul lavoro, che in cinque mesi ha visto crollare le entrate dei cassintegrati.

Non solo 2020 annus horribilis, quindi. Anche il primo semestre del 2021 è stato un periodo da dimenticare, come sottolinea l'ultimo rapporto Uil sul lavoro. Fino a oggi i beneficiari cig hanno quindi perso una media di 3.158 euro pro capite, un alleggerimento significativo sulle casse domestiche.

Lavoro, cassa integrazione: -2,3 miliardi dagli stipendi in 5 mesi

Nei primi cinque mesi del 2021 i lavoratori cig hanno trascorso circa 1,4 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate. Con questa mossa i dipendenti italiani hanno perso complessivamente 2,3 miliardi solo nel primo semestre di quest'anno. Questa la fotografia che emerge da uno studio della Uil sugli ammortizzatori sociali, il quale ipotizza che tutte le ore autorizzate siano effettivamente usate (il tiraggio in genere è più basso) e che la retribuzione media sia di 20,900 euro. Nel caso di un lavoratore in cassa integrazione per 5 mesi a zero ore, il risultato analizzato da Uil dimostra una perdita media in busta paga di 3.185 euro.

"Se dovessero essere confermate tutte le ore di cassa richieste nei primi cinque mesi, chiarisce la Uil, i lavoratori lombardi potrebbero perdere il 22,2% delle retribuzioni nette (504 milioni) mentre quelli del Lazio potrebbero perdere oltre 299 milioni, seguiti da quelli del Veneto (205 milioni) e della Campania ( 189 milioni)." La simulazione è il prodotto di un'analisi basata su una su retribuzione lorda annua di 20.980 euro (retribuzione media del settore privato) che al netto diventa 16.810 euro.

Con cinque mesi di cassa a zero ore le entrate scendono quindi a 13.625 euro con una perdita di 3,185 euro a lavoratore. "Tra riduzione dello stipendio e mancati ratei della 13esima e 14esima mensilità, spiega la segretaria confederale Ivana Veronese, in cinque mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente del 19%." "Nella riforma più complessiva degli ammortizzatori sociali che il Governo si appresta a varare, aggiunge Veronese, oltre che rendere universale lo strumento e legarlo a politiche attive, si pone la necessità della revisione dei tetti massimi del sussidio delle integrazioni salariali e la loro rivalutazione, che dovrebbe essere ancorata agli aumenti contrattuali e non soltanto al tasso di inflazione annua."

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