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AstraZeneca over 60, fa male? La parola agli esperti

La comunità scientifica si schiera a favore del vaccino: sbagliate le indicazioni dell'Ema

08 Aprile 2021

Covid, Crisanti

Fonte: lapresse.it

Nonostante le raccomandazioni dell’Ema, a dire la verità un po’ confuse da una settimana con l’altra, la fiducia della gente nel vaccino AstraZeneca è sempre più vacillante e la decisione di lasciare libero arbitrio agli Stati sul suo utilizzo non convince la comunità scientifica che, comunque, si schiera dalla parte del vaccino, cercando di rassicurare la popolazione. Tutti sono convinti che il siero possa essere utilizzato anche per gli under 60, in quanto il rapporto tra benefici e rischi pende sempre dalla parte dei primi. Gli over, quindi, che dovranno vaccinarsi con AstraZeneca, secondo gli esperti, possono stare tranquilli.

A difesa del vaccino, sicuramente, si è schierato il microbiologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti. “L'Italia si è allineata alla Germania, non ha esercitato nessuna valutazione indipendente e così facendo si mette in pericolo tutto il piano di vaccinazione, visto che la fetta più ampia della popolazione da vaccinare ha meno di 60 anni” ha spiegato a La Stampa. Critico Crisanti sulla decisione dell’Ema: “Una cosa allucinante: l’Agenzia europea dei medicinali non può lavarsene le mani in questo modo, lasciare che ogni singolo Paese decida per sé: così si crea disorientamento, oltre a dimostrare la mancanza di indipendenza dell'Ema e la debolezza della politica sanitaria dell'Unione”. E con la Germania: “Quella dei tedeschi è una decisione solo politica, dettata dal fatto che lì c'è una folta presenza di no vax e poi hanno in casa la BionTech: non voglio pensar male, ma forse una predilezione per il vaccino Pfizer c'è”.

Il problema di AstraZeneca, quindi, per il microbiologo è solo una “questione di percezione”. “Non mi stanco di ripetere che, anche se fosse provato un nesso causale tra il vaccino e i casi di trombosi, parliamo comunque di episodi rarissimi: è un vaccino che ha una reazione avversa grave ogni 2 milioni e mezzo di immunizzati, difficilmente si raggiungono livelli di sicurezza come questo. È ben più pericoloso prendere l'aereo, una persona che fuma, è in sovrappeso o magari prende estrogeni rischia di andare incontro a complicazioni trombotiche molto di più piuttosto che vaccinandosi con AstraZeneca. E non mi pare che abbiamo messo in discussione l'utilizzo dell'aereo per viaggiare”.

Simile a quello di Crisanti il parere di Silvio Garattini, presidente della fondazione farmacologica Mario Negri, stupito della decisione italiana sull’uso preferenziale di AstraZeneca agli over 60: “ In questo modo chi ha meno di 60 anni non se lo farà somministrare di certo. Ci sarà anche il problema di chi ha già avuto la prima dose. Si tratta di un’altra mossa poco chiara tanto più che avere una sede europea per decidere su farmaci e vaccini era una delle poche cose utili fatte a livello continentale”.

Garattini, poi, forte della sua esperienza farmacologica, ha puntato l’accento su un aspetto che riguarda, in generale, tutti i farmaci. “Non esistono farmaci innocui e, quindi, nemmeno i vaccini: anche l’aspirina provoca emorragie in un caso su mille. Bisogna valutare se i danni che derivano da un certo trattamento sono così importanti da non essere comparabili con i benefici. Ma qui i benefici sono molto importanti. Nei Paesi dove la vaccinazione è estesa, ad esempio in Inghilterra che ha usato tantissimo AstraZeneca, calano contagi, ricoveri e mortalità” ha ribadito. “Questo vaccino è nato male. I primi pasticci li ha fatti l’azienda, con comunicati e altre prese di posizione discutibili. Poi anche noi. Prima in Italia abbiamo detto che andava bene per gli under 55, poi prima abbiamo alzato la soglia e dopo l’abbiamo tolta. C’è stato un problema che ha portato al ritiro di un solo lotto, mentre tutti gli altri potevano continuare ad essere usati, ma poche ore dopo la Germania ha sospeso l’uso gli siamo andati dietro. Non si crea fiducia nei cittadini con questa politica. E perdere fiducia in questo momento è pericoloso” ha concluso.

Giorgio Palù, presidente Aifa e membro del Cts, ha, invece, cercato di spiegare le motivazioni che stanno alla base delle scelta fatta dalle autorità competenti. “Il comitato per la sicurezza dell’Agenzia ha segnalato che esiste una relazione diretta tra questo vaccino e un effetto avverso. Si tratta di una trombosi venosa profonda cerebrale che si accompagna alla diminuzione di piastrine nel sangue”. Anche Palù, comunque, ha voluto rassicurare sul siero anglo-svedese: “Si tratta di forme rarissime, un caso su un milione nella popolazione normale ma adesso sono state osservate con una frequenza maggiore, circa 1-2 ogni 100mila vaccinati. Sono stati analizzati 86 casi di cui 19 fatali, a fronte di 20 milioni di vaccinati”.

Palù ha difeso, infine, le scelte fatte e le metodologie di lavoro attuate sino ad ora: “Un evento così raro non poteva essere rilevato nella sperimentazione clinica ma solo quando è stata avviata la vaccinazione di massa, su grandi numeri. Non c’è stata mancanza di accortezza da parte delle autorità regolatorie. Le agenzie americana Fda ed europea Ema hanno rilasciato l’autorizzazione all’impiego su larga scala con la premessa che venisse esercitata una attenta sorveglianza del rapporto tra rischi e benefici, anche perché sopra i 60 anni se prendi il Covid hai 3 possibilità su 100 di morirne, rischio che cresce con l’età quindi i vaccinati con AstraZeneca avrebbero sulla base dei dati riportati una possibilità su 100mila di sviluppare una trombosi rara con prognosi grave. In pratica il beneficio della protezione data dalla profilassi è infinitamente superiore al pericolo”.

 

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