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Covid 19, cani addestrati intercetteranno i positivi con il fiuto

Cani addestrati per riconoscere dall'odore i pazienti positivi al Covid 19. Via libera al progetto della Statale

06 Aprile 2021

Covid 19, cani addestrati intercetteranno i positivi con il fiuto

Pastore Malinois (Pixabay)

Covid, cani addestrati contro il virus: con il fiuto intercetteranno i positivi

Non è un segreto, i nostri amici a quattro zampe se ben addestrati possono essere un valido aiuto nella risoluzione di numerose questioni. Nei laboratori della Statale di Milano avrà inizio l'addestramento di cani in grado di rilevare il Covid-19 nell'uomo. Molti cani sono già esperti e sono in grado di rilevare la presenza di malattie in base agli odori veicolati da composti organici volatili associati alla patologia. Helix e Blum sono già all’opera e in base all’odore di una persona possono capire se questa è affetta da cancro ai polmoni. Saranno proprio loro, insieme ad un altro cane di razza Malinois, ad essere addestrati nei laboratori della Statale di Milano contro il Covid-19.

"L’odore della persona cambia quanto contrae una malattia perché cambia il suo metabolismo – spiega la coordinatrice del progetto, Mariangela Albertini –. E i cani, se addestrati, possono essere in grado di rilevare la presenza di malattie dagli odori veicolati dai composti organici volatili associati alle patologie".

Nel 2020 è stata pubblicata una ricerca svolta dal dipartimento di Medicina veterinaria della Statale con l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e la Onlus Medical Detection Dogs Italy che ha di fatti evidenziato la capacità dei cani di rilevare nell’essere umano casi di tumore polmonare. Adesso, la stessa tecnica verrà adoperata contro il coronavirus.

"Dalla prossima settimana saremo al lavoro per raccogliere campioni – spiega Albertini – e per fare un lavoro fatto come si deve ne servono tanti: 300 positivi e 900 negativi. Il cane dovrà imparare a discriminarli. Si usano tubicini composti di materiali che assorbono molecole odorose, non contagiose. Non trattiamo campioni biologici".

 

Il tubicino verrà messo sotto l’ascella di una persona infetta per 20 minuti e si impregna di molecole odorose emanate dal metabolismo di una persona affetta da covid-19. Poi viene sottoposto ai cani dopo essere stato sigillato in bustine e messo in frigorifero.

“I cani – prosegue Albertini – saranno addestrati in laboratorio. Verranno con i proprietari a lavorare da noi un paio di volte alla settimana per mezz’ora. Per loro sarà un gioco, teniamo molto al loro benessere".

Il team della Statale sarà tutto femminile e insieme alla professoressa Albertini ci sono Federica Pirrone e Patrizia Piotti, esperta nell'allerta diabete. “I cani addestrati potrebbero essere impiegati in mille occasioni – dice l’esperta –, dagli aeroporti alle scuole, dai teatri ai posti dove si raccolgono tante persone e sarebbe difficile sottoporre tutti a tampone. L’auspicio è che diventi uno screening veloce, non invasivo"

"Una volta addestrati, potrebbero aiutarci a intercettare altri virus e sarebbero pronti anche in caso di altre pandemie, come succede per gli esplosivi”.

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