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Calendario Pirelli 2022, "The Call" è come la squadra del cuore: si segue sempre e comunque

Allo scoccare delle ventidue il via alle danze con Ben Dj e all'improvviso ecco materializzarsi in consolle Marco Tronchetti Provera che, infilate le cuffie, cerca di mixare un pezzo cult tra gli applausi dell’elegante pubblico

Di Massimo De Angelis

30 Novembre 2021

Da Naomi a Iggy Pop, da Cindy Crawford al rapper Bohan Phoenix ormai la strada è segnata per il leggendario Calendario Pirelli. Se fino a qualche anno fa trionfava allegramente la ‘gnocca’ nelle patinate pagine, per la gioia di officine e gommisti, oggi è arrivata inesorabile la svolta concettuale con immagini (abbastanza pudiche) di soli artisti musicali. Sarà la proprietà cinese, sarà il mondo cambiato con l’emergenza Covid, però chi era abituato a immaginare un ‘The Cal’ davvero sensuale dovrà adesso mutare prospettive.

Anche la mondana presentazione, svoltasi ieri sera negli spazi museali dell’Hangar Bicocca, ha rispettato questo nuovo corso con l'organizzazione di un inedito format: niente cena seduta, bensì un movimentato cocktail party per un migliaio di scelti invitati. Pochi gli ospiti giunti dall’estero, causa costrizioni pandemiche, ma numerose e ben assortite le presenze italiche, tra imprenditori, business man, uomini di banca e buona borghesia meneghina. A differenza delle classiche feste milanesi mancava fortunatamente quel cotè (ormai ovunque) di fashion victims, blogger di qualsiasi livello, finti pierre di moda e opinion leader indefinibili.

Totale assenza di starlettine, ragazze immagine o veline alla ricerca di interessanti conoscenze. Un parterre, quello del Calendario Pirelli, assai più esclusivo, con il mondo della finanza e dell'industria in pole position, mentre a dir la verità spiccava l'assenza dei grandi direttori di giornali tricolori che hanno inviato all’appuntamento glamour le seconde linee o capo redattori. Forse perché la cena era in piedi e non seduta, ma in ogni caso non presentarsi è probabilmente un errore perché ‘The Cal’ è un'icona nazionale, è come la squadra del cuore: si segue sempre e comunque, a prescindere.

Detto questo, anfitrione assoluto dell'evento è stato l'amministratore delegato Marco Tronchetti Provera che in un certo senso ha dovuto sostituire live il fotografo del lunario Bryan Adams (in quarantena dentro un hotel ambrosiano), in compagnia della spigliata conduttrice Victoria Cabello. Ben rappresentata la famiglia Moratti, con Milly e Massimo, mentre la squadra giunta da Roma era guidata da Giovanni Malagò, in compagnia di un folto gruppo capitolino. L’universo sportivo vedeva il boss della Formula Uno Stefano Domenicali e l’asso delle due ruote Giacomo Agostini, mentre giravano sorridenti tra le imponenti torri di Kiefer, l’irriverente artista Maurizio Cattelan, l’economista Innocenzo Cipolletta, il manager Gerardo Braggiotti e il dirigente Raffaele Jerusalmi.

Al gran completo le banche d'affari nostrane e internazionali con i rispettivi numero uno degli in grisaglia d'ordinanza e flute di bollicine tra le mani. Allo scoccare delle ventidue il via alle danze con il simpatico dj Ben pronto ad allietare per ore i balli di giovani, e meno giovani, desiderosi di svagarsi sulle note di imperdibili revival musicali. Ma all'improvviso ecco materializzarsi in consolle Marco Tronchetti Provera che, infilate le cuffie, cerca di mixare un pezzo cult tra gli applausi dell’elegante pubblico...

Di Massimo De Angelis

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