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Qualificazioni mondiali 2022, Brasile-Argentina sospesa per controversia Covid. VIDEO

La squadra argentina è rientrata dopo che gli operatori sanitari hanno interrotto il match con il Brasile. Giocatori indagati per violazione della quarantena

06 Settembre 2021

Il match tra Brasile-Argentina per le qualificazioni ai mondiali 2022 è stato interrotto a sorpresa dagli operatori sanitari dell'Anvisa, l'ente che monitora la situazione Covid. Sotto accusa quattro membri della squadra argentina, che avrebbero violato le norme di quarantena una volta giunti a San Paolo per la partita. La Nazionale argentina di calcio è già rientrata e si prepara a ricevere la Bolivia. Sui media argentini si parla di "scandalo inaccettabile". Si attendono aggiornamenti da Fifa e dal governo brasiliano in merito a future sanzioni per la squadra.

Qualificazioni mondiali 2022, Brasile-Argentina sospesa per controversia Covid

Ancora non è chiaro se i mondiali 2022 saranno finalmente liberi dal Covid, ma dopo la follia della partita Brasile-Argentina è evidente che le qualificazioni non hanno nulla di normale. Nella giornata di domenica 5 settembre durante il match Brasile-Argentina gli operatori sanitari dell'Anvisa, l'Agenzia Nazionale della Salute, sono entrati in campo e hanno interrotto la partita, tra lo sbalordimento di tifosi e giocatori. L'accusa, come hanno tentato di annunciare preventivamente ai microfoni del campo dopo soli 6 minuti di gioco, è che quattro giocatori dell'Argentina avrebbero violato le norme per la quarantena una volta arrivati a San Paolo.

Caos nell'Arena Corninthias, dopo che le autorità sanitarie hanno richiesto di rimuovere i 4 giocatori in questione Giovani Lo Celso, Emiliano Martinez, Cristian Romero ed Emiliano Buendia nel bel mezzo della partita. Secondo gli agenti dell'Anvisa i giocatori avrebbero rilasciato dichiarazioni false riguardo al periodo di quarantena obbligatoria necessaria per entrare in Brasile. Il Brasile è uno dei Paesi che più di altri in Sud America fatica a liberarsi dalla morsa del Covid, per questo l'intervento degli operatori sanitari di San Paolo non ha guardato in faccia a niente e nesssuno, nemmeno allo sport. 

Qualificazioni mondiali 2022, rischio sanzioni per il Brasile

La palla adesso è in mano alla Fifa, che deve determinare come sarà affrontata la questione. Ma a rischiare grosse sanzioni non sono solo i quattro incriminati, ma anche il Brasile. Questo perchè la Conmebol aveva avvisato la Federazione di non rompere gli accordi inerenti alle "bolle" sportive. La Cbf aveva infatti sostenuto di aver negoziato con le autorità del governo per ottenere una deroga alle misure sanitarie per i quattro giocatori dell'"Albiceleste". Non si è ancora capito chi sia dalla parte del giusto, e il caso potrebbe arrivare all'inchiesta parlamentare. Il ministero della Salute del Brasile si è però schierato a favore dell'interruzione del match, come evidenziato da una dichiarazione in cui si legge: "Il ministero della Salute rende noto di approvare e riconoscere le raccomandazioni di Anvisa, l'autorità responsabile della vigilanza sanitaria nel nostro Paese". I quotidiani brasiliani intanto urlano allo scandalo, come dichiarato dal quotidiano "Olè", oltraggiato per l'atteggiamento irresponsabile degli argentini.

Qualificazioni mondiali 2022, Scaloni infuriato: "Ingiusto interrompere il match"

Il direttore generale dell'Anvisa, Antonio Barra Torre, si è giustificando dicendo che la misura riguarda solo i quattro giocatori. "Si tratta di quei quattro giocatori - ha detto il Torre ai microfoni di Tv Globo – che arrivando nel nostro Paese hanno presentato una dichiarazione omettendo di dichiarare che negli ultimi quindici giorni erano stati, o passati, in uno dei tre paesi verso i quali qui ci sono delle restrizioni, per contenere la pandemia. E uno di questi tre paesi è il Regno Unito, e noi ieri abbiamo avuto la certezza che loro ci erano stati. Siamo arrivati a questo punto, perché nulla di ciò che era previsto dalle norme è stato rispettato. Avrebbero dovuto fare la quarantena per evitare di essere “deportati”, ma non hanno fatto nulla, recandosi perfino allo stadio per giocare, sono entrati in campo, c'è stata una serie di violazione delle regole". Risponde per le rime il ct argentino Scaloni, che su Twitter si sfoga: "Perché allora non sono venuti a cercarli in albergo?"

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