28 Febbraio 2026
Sanremo, 28 feb. (askanews) - Ermal Meta, in gara al Festival di Sanrermo con il brano Stella Stallina, ospite al Villaggio del Festival ai microfoni di askanews ha fatto una riflessione sul ruolo della musica, in questo momento storico dove gli artisti vengono relegati a ruolo di giullare. "Un tempo forse sarebbe stato possibile, forse era più possibile. Era più possibile perché la musica riusciva ad avere una forza di collante sociale più efficace, in quanto la società era più pronta o più abituata a cooperare, a parlarsi di più, a confrontarsi di più. E magari potevano scaturire dalle canzoni anche riflessioni, riflessioni che poi potevano diventare delle idee, eccetera. Oggi sembra che la musica, che il suo compito principale, almeno addetta di alcuni, debba essere quello soltanto di far divertire o di anestetizzare le persone. Ah sì, ma non ci pensare. A volte veniamo dipinti, o ci vorrebbero, come i suonatori di violino del Titanic. Con il Titanic affonda, ma tu devi suonare fino all'ultimo. E' paradossale, anche questo, se ci pensiamo. Così come è paradossale la canzone che ho portato al festival. E forse per questo crea anche delle relazioni di disagio, a volte. Però quella non è una canzone che ho scritta da solo, l'ho scritta insieme a tutti coloro che provano un disagio, ascoltandola".
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