25 Marzo 2026
Napoli, 25 mar. (askanews) - Stringere accordi produttivi e commerciali con compratori stranieri e proiettare le aziende campane che operano con il proprio brand e quelle che producono con il marchio del committente sui mercati internazionali: questi gli obiettivi di "Meet Italian Brands 2026", il programma di promozione e internazionalizzazione della filiera moda campana, che si è svolto il 23 e 24 marzo alla Mostra d'Oltremare di Napoli e che prosegue oggi direttamente presso gli stabilimenti di produzione.
"È stato un momento importante - ha detto Luigi Giamundo, presidente Sezione Moda Unione Industriali Napoli - in particolar modo per le piccole imprese, che hanno avuto la possibilità in questo particolare momento di contattare e di avere incontrare per le proprie aziende cento buyer che arrivano dai diversi Paesi del mondo. Questo ha consentito di avviare nuove partnership e anche nuovi modelli di alleanze".
L'edizione 2026 ha registrato un dato particolarmente significativo: le imprese aderenti sono aumentate del 20% rispetto alla precedente edizione. Tra le principali novità del M.IT 2026, per la prima volta sono stati valorizzati i talenti emergenti campani, attraverso sfilate con collezioni realizzate da giovani protagonisti formatisi nei centri di alta formazione e ricerca della regione. Nel corso dell'evento è stato inoltre presentato Mo.Cam - Distretto della Moda Campana, la nuova rete della moda tessile regionale. Si tratta di un modello collaborativo che coinvolge piccole e medie imprese, istituzioni, università e centri di ricerca si riunisce con l'obiettivo di affrontare in maniera condivisa le profonde trasformazioni economiche e sociali che stanno investendo il comparto.
"Questo evento - ha aggiunto Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico della Regione Campania - serve per informare, serve come vetrina, serve per presentare da un lato le nuove produzioni, dall'altro lato i nuovi talenti, i giovani che si dedicano a questa attività mettendo a frutto una tradizione di fantasia di creatività che è tipica di Napoli e della Campania. Noi dovremmo trovare i modi come Regione per sostenere le aziende, per ridurre i costi di approvvigionamento delle materie prime, dell'energia elettrica, fare sistema".
La quarta edizione ha visto inoltre la presentazione di un protocollo di cooperazione sottoscritto nel settore moda tra l'Università Vanvitelli della Campania e alcuni partner dei Paesi del mediterraneo, per passare dai semplici rapporto d'affari ad una alleanza duratura tra i diversi soggetti, partendo dalla formazione e arrivando alle partnership tecnologiche oltre che di business.
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