18 Febbraio 2026
Roma, 16 feb. (askanews) - Il welfare aziendale aumenta produttività e ricavi delle imprese e frena la fuga dei cervelli, attirando giovani talenti nelle aziende.
E' quanto emerge dal primo rapporto annuale del Corporate Welfare Lab, il nuovo osservatorio creato da Luiss Business School ed Edenred, presentato a Villa Blanc. Osservatorio nato con l'obiettivo di monitorare l'evoluzione del settore, come spiega il direttore scientifico Corporate Welfare Lab, Alberto Dell'Acqua: "L'osservatorio nasce da una collaborazione tra la Luiss Business School ed Edenred che è finalizzata a studiare un fenomeno che è diventato sempre più evidente nel panorama delle aziende italiane ed internazionali: cioè la diffusione di strumenti di welfare aziendale all'interno anche di modelli più strutturati. Poiché vi è la consapevolezza che gli strumenti di welfare aziendale permettono anche di conseguire importanti risultati dal punto di vista sia economico sia sociale per le aziende".
"E' significativo - aggiunge - che anche le piccole imprese utilizzino sempre di più gli strumenti di welfare aziendale non solo come beneficio economico una tantum da dare ai propri dipendenti, ma come strumento per la cura della persona e per migliorare l'attrattività dell'impresa e diminuire turnover e assenteismo".
Risultati, rivela il Rapporto dell'Osservatorio condotto su 600 imprese, come un aumento di fatturato medio per le grandi aziende con welfare strutturato di circa il 20% e vantaggi particolarmente evidenti per le PMI orientate al welfare aziendale che ottengono un differenziale di ricavi fino al 30% superiore a quelle che ne sono prive. Uno spread di produttività pari a 1,4 milioni di euro in termini di maggiori ricavi medi per le piccole imprese e a 7,8 milioni di euro per le medie. Che si riflette, sottolinea lo studio, in un incremento medio del 2,1% del fatturato procapite. Non solo, il welfare aziendale genera anche un saldo positivo tra assunzioni e uscite negli under 30.
Quindi, sottolinea l'amministratore delegato di Edenred, Fabrizio Ruggiero: "Quello che emerge è un ruolo strutturale del mondo del welfare a supporto delle aziende come motore di crescita di fatturato e di crescita di produttività. Aggiungo anche che quello che emerge è un impatto particolarmente positivo sulle aziende fra 50 e 250 dipendenti. Questo conferma che in qualche modo il welfare può essere uno strumento che lega le persone all'azienda".
"In particolar modo aziende che investono sul welfare vedono un tasso di turnover molto più basso di una risorsa preziosa come i giovani - prosegue - Preziosa a maggior ragione perché rappresentano il futuro dell'azienda e anche perché nella fase iniziale della loro carriera, la fase in cui le aziende investono in formazione, creano e contribuiscono a creare il loro talento e quindi trattenere i giovani significa in qualche modo firmare un assegno per il futuro".
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