24 Marzo 2026
Dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale, l'allora premier Matteo Renzi si dimise dal suo ruolo. Nel discorso che tenne all'epoca dichiarò infatti di aver tentato di "eliminare le troppe poltrone della politica"; non avendocela però fatta, fece "saltare" la sua. Simili dichiarazioni sono pervenute oggi in seguito alla vittoria dei NO al 54,6% nel referendum costituzionale sulla riforma della giustizia tenutosi il 22 e il 23 marzo, posto che il leader di IV, così come la premier Giorgia Meloni, speravano in un esito differente. In un chiaro riferimento alle dimissioni date dieci anni fa a seguito della sconfitta del referendum voluto dall'allora suo governo, in cui il NO vinse con il 59,1%, Renzi ha dichiarato: "Quando il popolo parla il governo deve ascoltare. Io non dico che dovrebbe fare Giorgia Meloni, io mi dimisi. Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Quando un leader perde il tocco magico, tutti intorno a lui cominciano a dubitare e solo una cosa non può fare: non può far finta di nulla".
Durante la conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi nella serata del 4 dicembre 2016, dopo la vittoria dei NO al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal suo governo, l'allora premier Matteo Renzi aveva, fra le altre cose, dichiarato:
"Oggi il popolo italiano ha parlato, ha parlato in modo inequivocabile. Ha scelto in modo chiaro e netto e credo che sia stata una grande festa per la democrazia. Le percentuali di affluenza sono state superiori a tutte le attese. È stata una festa che si è svolta in un contesto segnato da qualche polemica in campagna elettorale, ma in cui tanti cittadini si sono riavvicinati alla Carta costituzionale, al manuale delle regole del gioco, e credo che questo sia molto bello, importante e significativo".
"Il No ha vinto in modo netto, ai leader del fronte del No vanno le mie congratulazioni e il mio augurio di buon lavoro nell’interesse del Paese, dell’Italia e degli italiani. Questo voto consegna ai leader del fronte del No oneri e onori insieme alla grande responsabilità di cominciare dalla proposta, credo innanzitutto dalla proposta delle regole, della legge elettorale. Tocca a chi ha vinto, infatti, avanzare per primo proposte serie, concrete e credibili".
"Chi lotta per un’idea non può perdere. Si può perdere il referendum ma non si può perdere il buonumore. Si può perdere una battaglia ma non la fiducia che questo è il Paese più bello del mondo e quella bandiera rappresenta gli ideali di civiltà, educazione e bellezza che ci fanno grandi e orgogliosi della nostra civiltà. Io invece ho perso".
"Nella politica italiana non perde mai nessuno; non vincono, ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com’è. Io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta, anche se con il nodo in gola. Perché non siamo robot. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Vi prego di credermi quando vi dico che veramente ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase. Io non credo che la politica sia il numero inaccettabile di politici che abbiamo in Italia. Io non credo che si possa continuare in un sistema in cui l’autoreferenzialità della cosa pubblica è criticata per decenni da tutti e poi al momento opportuno non venga cambiata. Ma credo nella democrazia e per questo quando uno perde non fa finta di nulla, fischiettando e andandosene sperando che tutto passi in fretta nella nottata".
"Com'era evidente e scontato dal primo giorno, l’esperienza del mio governo finisce qui. Credo che per cambiare questo sistema politico in cui i leader sono sempre gli stessi e si scambiano gli incarichi ma non cambiano il Paese, non si possa far finta che tutti rimangano incollati alle proprie consuetudini prima ancora che alle proprie poltrone".
"Volevo cancellare le troppe poltrone della politica: il Senato, le Province, il Cnel. Non ce l’ho fatta e allora la poltrona che salta è la mia".
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia