13 Marzo 2026
Oggi, 13 marzo, presso la splendida sala Sinopoli dell'Auditorium di Renzo Piano, a Roma, è stato inaugurato l'anno giudiziario 2026 del Consiglio Nazionale Forense (CNF), presieduto dall'avvocato Francesco Greco, il quale, dopo un'introduzione musicale di alto livello ad opera della orchestra di giovanissimi presenti sul palco, ha preso la parola, annunciando che si sarebbe trattenuto dal commentare il vicino referendum costituzionale.
Nel video a seguire alcuni stralci degli interventi sul palco, in ordine di apparizione: da Greco a Roman Završek, Presidente del Consiglio degli Ordini Forensi d'Europa (CCBE), da Pasquale D'Ascola, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, a Fabio Pinelli, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, a Carlo Nordio, Ministro della Giustizia in rappresentanza del Governo, con la sua Vice.
Inaugurazione anno giudiziario CNF Ph. Luigi Mistrulli per ufficio stampa CNF
“Il diritto internazionale altro non è che un paravento, che serve fino a quando interessa e viene brutalmente violato quando non fa più comodo” ha affermato Greco, che, nel suo intervento, ha legato il quadro geopolitico internazionale al ruolo degli avvocati sostenendo che nel “nuovo disordine mondiale” il loro ruolo è oggi “più importante che mai” come “garanzia dei diritti di tutti, della persona umana, della democrazia e della libertà”.
Il presidente CNF ha poi rilanciato con forza il tema della giustizia, definita “non un servizio”, ma “una funzione fondamentale attraverso cui lo Stato di diritto viene riaffermato e garantito in tutte le sue espressioni” ed un investimento piuttosto che un costo, una garanzia piuttosto che un ostacolo.
Sul piano delle riforme processuali, Greco ha attaccato duramente la “trattazione scritta”, introdotto dalla riforma Cartabia, definendola “la palese e manifesta negazione del processo” e chiedendone l’abrogazione come forma ordinaria di svolgimento del giudizio. “Noi avvocati vogliamo un processo vero, pretendiamo per i nostri assistiti un processo giusto, e non un burocratico procedimento amministrativo”, ha dichiarato.
Sul referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, Greco ha ribadito che il Consiglio nazionale forense, “nel rispetto del ruolo istituzionale”, ha scelto di non prendere posizione, lasciando liberi i consiglieri di esprimersi a titolo personale. Si è, però, appellato agli avvocati perché si facciano “portatori, presso i nostri assistiti e i nostri conoscenti, dell’illustrazione tecnica del contenuto della riforma referendaria”, affinché ciascuno possa decidere “senza i condizionamenti, le simpatie e le ideologie della politica”.
Inoltre, fra i dati interessanti che ha riportato, quello per cui gli iscritti alla facoltà di giurisprudenza in Italia attualmente sarebbero inferiori di 2/3 rispetto al passato, sottolineandolo come fatto negativo; inoltre, ha evidenziato l'ancor presente gender gap, ossia chi svolge la professione di avvocata ha compensi corrispondenti a circa il 50% di quelli maschili. In fondo, altri dati forniti dall'avvocato Greco.
Francesco Greco Ph. Luigi Mistrulli per ufficio stampa CNF
Chi fra le righe e chi, come Nordio, più esplicitamente, con la motivazione da lui apportata di volere solo rispondere alle provocazioni, così da lui personalmente avvertite, di D'Ascoli, hanno tutti fatto intendere quale sarà la loro posizione sulla sempre più alle porte riforma così detta della giustizia.
La prima frase di Nordio è stata, dopo i ringraziamenti per l'invito a partecipare: "Un saluto particolare ai colleghi del Parlamento, soprattutto a quelli dell'opposizione". Con un accento discutibile, il ministro ha anche rivolto parole di gratitudine a Završek per aver favorito, nel suo commento dal palco, la riforma costituzionale del 22-23 marzo, affermando che "la mia riforma va in direzione della libertà dei magistrati", fatto discutibile. Dopodiché, ha pensato di rispondere a cultura con cultura, citando 3 processi falliti - quelli a Galileo (Scienza), a Socrate (Filosofia), a Gesù - per la mancanza della figura di un avvocato. Del resto, eravamo in un contesto di avvocati in toga...
Nello specifico e nella realtà, l'intervento del magistrato D'Ascoli è stato raffinato, colto e lungimirante, oltre che estremamente fondato. L'avvocato ha sottolineato l'importanza del dubbio con una citazione: "Sta a voi decidere se conoscere la verità o confermare le vostre idee". E, a proposito, di dubbio, non posso che condividere il mio articolo proprio intitolato al dubbio e, in presenza dello stesso, alla necessità di dire NO al referendum: Il Referendum dei dubbi: quali sono i veri obiettivi del governo? Anche solo un unico dubbio in tema deve portare a votare NO

Orchestra del CNF sul palco della Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ph. Alessandra Basile
La maggior parte delle osservazioni fatte dal palco, pur perfettamente espresse e con un linguaggio e una misura sempre equilibrati, dunque encomiabili, specie in questi tempi di politici ed esponenti di altre categorie aggressivi, spesso bugiardi e del tutto fuori luogo, come in una certa uscita tristemente grave della Bartolozzi o quella più volte travisata dalla stampa del procuratore Gratteri, sembravano un pò condizionate dall'ambiente; un ambiente di avvocati che, evidentemente, lamentano, nel giusto, parecchie carenze interne al sistema giudiziario, ma dovrebbero distinguerle dal merito di una riforma per la quale, così è parso, a maggioranza intendono votare a favore.
La giustizia e la magistratura, come pure tutta l'avvocatura e l'ordinamento, andranno senz'altro corretti, migliorati, aggiornati, ma ad opera di esperti e in una sede mirata solo a questo.

Sergio Mattarella Fonte/credits: Licenze creative commons, web searching
La mattinata si è svolta con ordine, efficacia, partecipazione e personalità, in particolare oggi, di rilievo, ed ha avuto il suo debutto nelle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, non essendo presente all'evento, ha delegato Francesco Greco nella lettura della sua missiva.
Eccola di seguito.
In occasione dell'Anno giudiziario 2026, mi è gradito far pervenire a tutti i partecipanti alla cerimonia il saluto più cordiale.
L'amministrazione della giustizia vede nel diritto di difesa, in cui l'Avvocatura è protagonista, un principio essenziale del nostro sistema costituzionale a tutela della dignità, della libertà e dell'autonomia di ogni persona.
Tutti gli attori che operano nella giurisdizione condividono la responsabilità di promuovere il perseguimento della giustizia nell'ambito della comune cultura dei valori posti a garanzia dello Stato di diritto.
Competenza e rigore sono le caratteristiche di un esercizio della professione forense, che vede nelnel Consiglio Nazionale l'istanza custode della deontologia dell'Avvocatura.
A tutti i presenti formulo auguri di buon lavoro.
Sergio Mattarella
Francesco Greco Ph. Luigi Mistrulli per ufficio stampa CNF
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