03 Marzo 2026
Scontro durante l’informativa del ministro degli Esteri alle Camere con protagonisti il vicepremier Antonio Tajani e il presidente del M5S Giuseppe Conte. Nel corso delle repliche il capo della Farnesina ha attaccato frontalmente l’ex premier. Al centro del botta e risposta i rapporti con gli Stati Uniti e le comunicazioni sull’attacco in Iran: “Trump non mi chiama Tony, lei chiamato Giuseppi”, ha affermato Tajani in Aula. Conte si scalda a sua volta e interviene, gridando, tra varie proteste che si sentono in sottofondo, "vergogna".
Tensione alle stelle durante le repliche del ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’informativa davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera. Nel mirino del titolare della Farnesina il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, autore di un intervento critico sulla gestione delle comunicazioni relative all’attacco in Iran.
Nel momento della replica il capo della diplomazia italiana si è rivolto direttamente all’ex premier, che aveva chiesto se la Germania fosse stata o meno avvertita dell’operazione. “Noi - dice Tajani - come i tedeschi e i polacchi siamo stati informati ad operazione iniziata. I tedeschi sono coloro che abitano in Germania... Per quanto riguarda il rapporto con gli Usa e il tricolore, onorevole Conte, a me Trump non mi ha mai chiamato Tony a lei invece Giuseppi. Io non mi vergogno di niente, ma di cosa mi dovrei vergognare me lo venga a dire... il cappello (dice riferendosi alle parole del leader M5s ndr) era un regalo. Io non sono andato in ginocchio dalla Merkel né da Trump, a dire 'ci penso io’, come ha fatto lei onorevole Conte, non mi faccio chiamare Giuseppi".
Parole che hanno immediatamente incendiato l’aula, trasformando il confronto politico in un acceso battibecco. I toni si sono fatti così accesi che la presidente della commissione Esteri, Stefania Craxi, è stata costretta a sospendere la seduta per riportare la calma. Solo successivamente il ministro ha potuto proseguire la propria replica.
Non meno duro un altro passaggio dello scontro, quando Tajani ha replicato alle accuse relative alle dichiarazioni sui militari italiani. “Io non ho mai detto che i soldati italiani si sono nascosti in un bunker, mi pare che c'è un'assonanza tra quello che ha detto l'onorevole Conte e un generale che si occupa di politica... Non ho mai parlato di soldati che si sono nascosti, avendo fatto il militare, essendo vissuto in caserma da figlio di un militare, figurarsi se avrei mai detto che si nascondono, è falso. Ho detto che sono al sicuro come deve accadere quando c'è un attacco esterno, i bunker servono a questo. Devono stare fuori a lasciarsi ammazzare?".
Al termine dell’informativa, lasciando il Senato, il vicepremier è tornato sull’episodio rispondendo ai cronisti che gli chiedevano conto del clima teso con le opposizioni: “Io ho risposto perché alzavano la voce interrompendo il dibattito: è un modo di fare che non è politesse istituzionale, urlare e strillare, io ho risposto soltanto. Evidentemente la verità fa male, quando uno dice le cose. Io non mi offendo mai, figuriamoci se mi offendo, la verità fa male come diceva la canzone...”.
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