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Meloni alla Camera: "Non invieremo soldati in Ucraina" e apre a Mosca su asset russi: "No all'utilizzo, rispettare la legge" - VIDEO

La premier alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani

17 Dicembre 2025

Meloni si è presentata alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. La premier si è concentrata sul tema del momento, vale a dire la guerra in Ucraina. Ha parlato "dell'ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale ucraina guidata dai volenterosi con la partecipazione volontaria dei paesi" e ha chiarito che "l'Italia non intende inviare soldati in Ucraina". Meloni si è ancora schierata dalla parte di Kiev, definendo la situazione di Mosca come "impantanata" e considerando "irragionevoli le sue pretese", aprendo tuttavia al Cremlino sugli asset russi: "L'Italia ha deciso di non far mancare il suo appoggio al regolamento" ma "senza avallare alcuna decisione sul loro utilizzo. Lo ha fatto non condividendo il metodo utilizzato, perché non ci siano dubbi sul sostegno del governo italiano all'Ucraina e ha ribadito un principio fondamentale: decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale come l'eventuale uso degli asset congelati non possono che essere prese a livello dei leader".

In merito ai progressi sul piano di pace ha dichiarato: "Il processo negoziale è in una fase in cui si sta consolidando un pacchetto che si sviluppa su tre binari paralleli: un piano di pace, un impegno internazionale per garantire all'Ucraina solide e credibili garanzie di sicurezza, e intese sulla futura ricostruzione della Nazione aggredita". Poi ha spiegato che "è chiaramente una trattativa estremamente complessa, che per arrivare a compimento non può, però, prescindere dalla volontà della Russia di contribuire al percorso negoziale in maniera equa, credibile e costruttiva. Purtroppo, ad oggi, tutto sembra raccontare che questa volontà non sia ancora maturata. Lo dimostrano i continui bombardamenti su città e infrastrutture ucraine, nonché sulla popolazione inerme, e lo confermano le pretese irragionevoli che Mosca sta veicolando ai suoi interlocutori. La principale delle quali riguarda la porzione di Donbass non conquistata dai russi".

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