21 Gennaio 2026
Nicola Ricciardi, Direttore Artistico di miart, ha rilasciato un'intervista a Il Giornale d'Italia in occasione dell'inaugurazione della nuova sede nella South Wing di Allianz Mi Co in cui ha illustrato le novità di miart 2026 e l'intento di questa edizione.
Quali sono le novità di miart quest'anno?
Miart è invasa da novità. Innanzitutto abbiamo cambiato sede: sembra un piccolo cambiamento, ma in verità è un vero cambio di paradigma, di idea. Ci siamo spostati di soli 500 metri, ma il nuovo padiglione ci permette di giocare molto di più con le gallerie. Le abbiamo distribuite su tre piani, anche per offrire al visitatore un’esperienza nuova, più dinamica, più fresca. Un’altra novità è l’attenzione alle immagini in movimento e quindi ai film. Offriremo ai nostri visitatori la possibilità di entrare in una sezione che abbiamo chiamato “Movement”, interamente dedicata ai film d’artista selezionati per noi dal Saint Moritz Film Festival, che è nostro partner in questa occasione. Le novità sono molte, anche il modo di esplorare il padiglione sarà completamente inedito. La nostra speranza è sorprendere, stupire e improvvisare, proprio come fa il jazz, che dà il nome all’edizione di quest’anno
Ci può dare qualche dettaglio più specifico sulle esposizioni?
Abbiamo scelto uno spazio che è leggermente più piccolo rispetto a quello precedente perché volevamo meno gallerie, così da poterci concentrare di più sui singoli progetti. Tutti i progetti presentati, infatti, sono curati, portati da 160 gallerie che vengono da tutte le parti del mondo, copriamo tutti i continenti. Vogliamo offrire al visitatore sempre più stimoli, sempre più idee. Chi viene a miart, troverà gallerie famosissime, al primo piano ci sarà Massimo De Carlo, Andrew Krebs, Stephane Bortolami gallerie che vengono dalle principali fiere internazionali, ma anche tante piccole realtà locali. Noi siamo attenti alla presenza italiana, il 60% delle gallerie siano italiane perché vogliamo offrire ai visitatori anche possibilità di scoprire qualcosa che probabilmente non conosce, nomi meno altisonanti, ma con progetti più piccoli e forse più sorprendenti.
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