19 Ottobre 2023
In occasione della quarta edizione de “Il Verde e il Blu Festival – Buone idee per il futuro del pianeta”, il festival che intreccia due aspetti cruciali per lo sviluppo della società, quali il verde della sostenibilità e il blu dell’innovazione digitale, Salvatore Pinto, Presidente di Axpo Italia, ha dichiarato a Il Giornale d'Italia:
"Durante questo festival verranno toccate tutte le tematiche di una strada tracciata che è quella di andare verso il rinnovabile, ma trovando anche quali sono gli ostacoli che attualmente pregiudicano e rallentano questo processo. Sono sempre tre i temi: la sicurezza la sostenibilità e la la pervasività di questi sistemi. Quindi oggi si parlerà di questo e si discuterà in merito, ma sostanzialmente siamo tutti d'accordo: la via è tracciata, è il modo con cui arrivare che pone delle differenze.
Purtroppo non c'è solo un ostacolo nel raggiungimento di questi obiettivi perché c'è sicuramente il tema del costo in un momento in cui la situazione economica è quella che è. Quindi agli investimenti necessari a questo si aggiunge il Permitting che, per quanto si sono fatti dei passi in avanti, rimane un problema. Inoltre, non trascurerei neanche la mancanza di manodopera: dobbiamo crescere talmente tanto nel settore del rinnovabile, eolico, fotovoltaico e tutto quello che è connesso e che ci richiede tanta manodopera, che in questo momento si fa fatica a trovare".
E purtroppo non esiste una sola soluzione, ma è sempre un mix di cose. Sicuramente bisogna incrementare fortemente il rinnovabile, ma non si può trascurare nessuna tecnologia in questo momento, perché la transizione è qualcosa che costa, è qualcosa che richiede dei tempi e la cui implementazione è molto complicata, per cui guardare a tutte le tecnologie, nessuna esclusa, è fondamentale".
Quindi, secondo lei non c'è una una forma di energia che può prevalere sulle altre?
"Non è il momento perché comunque, accanto al rinnovabile, se non c'è lo storage, non si riesce ad usarlo ed è uno storage a long duration. Il gas è necessario ma la pervasività di quello che può essere un cambiamento di un'intera industria che è quella dell'automotive richiederà ulteriore energia da dare, passare dal fossile agli elettroni quindi richiede ulteriori sforzi per cui anche rivedere il nucleare può essere un'opzione.
Noi di Axpo siamo a 360° su tutte queste tecnologie, lavoriamo moltissimo sul rinnovabile che è la nostra missione, ma lavoriamo anche su tutti i sistemi economici di trading, di bpa che sono integrati col nuovo sistema. Non trascuriamo nessuna tecnologia dai biofuel all'idrogeno al tema dello storage, quindi siamo in prima linea un po' su tutti e peraltro abbiamo una visione mondiale perché siamo su 30 Paesi incluso Singapore e Stati Uniti".
C'è un Paese che traina più degli altri in termini di rinnovabili?
"Beh l'Italia può fare molto, siamo sempre il fanalino di coda ma non in questo settore, perché siamo una piattaforma nel Mediterraneo in cui c'è tanto vento e soprattutto siamo forzati a trovare delle soluzioni perché non abbiamo asset, non abbiamo materie prime e quindi dobbiamo far funzionare il cervello: su questo siamo bravi".
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