Intervistato in esclusiva per il Giornale d'Italia, il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino, Carlo Maria Pellicano, autore del libro "Riforma della Giustizia e dintorni", edito Compagnia editoriale Alberti, scritto con l'amico e collega Cesare Parodi, Procuratore della Repubblica di Alessandria e Presidente ANM (Associazione Nazionale Magistrati), con cui scambiai domande, le mie, e risposte, le sue, proprio sul difficile tema referendario (Cesare Parodi (Presidente ANM): il "Referendum sulla Giustizia" in punti e la posizione dei magistrati), ci racconta l'esperienza del volume realizzato e l'obiettivo e la speranza ad esso legati.
Obiettivo e speranza che accolgo personalmente e sostengo da tempo.
Forza NO!

Carlo Maria Pellicano intervistato su libro e Referendum della Giustizia per il Giornale d'Italia. Ph. Alessandra Basile
SINOSSI E CUORE del libro
«I cittadini saranno chiamati nella prossima primavera a una scelta molto importante: il voto per il referendum sulla riforma della giustizia. Noi crediamo che sia una scelta che dovrebbe essere affrontata conoscendo per sommi capi la realtà giudiziaria: chi sono e cosa fanno i magistrati, in cosa consiste il loro lavoro, quale la differenza tra un giudice e un pubblico ministero. E ancora, da chi sono svolte le indagini, come si arriva a una sentenza e quando e perché una sentenza deve essere impugnata. È altrettanto importante capire come mai questa proposta di riforma arriva proprio oggi, in quale contesto sono maturate le condizioni per affrontare questi temi e se, effettivamente, l’immagine della magistratura per come viene percepita e per come viene descritta può condizionare le scelte sui valori che il referendum ci pone. Chiariti questi punti, potremo affrontare in sintesi i veri problemi che la riforma intende risolvere e capire se le risposte che dall’approvazione potrebbero derivare siano veramente quelle necessarie per ottenere una giustizia adeguata alle esigenze dei cittadini».
Questo il contenuto del volume, riassunto sulla quarta di copertina dai due autorevoli autori.

Pellicano con Michele Ciambellini e Giuseppe Cascini e la moderatrice Daniela Urso. Ph. Alessandra Basile
E', dunque, un libro utile a comprendere, seppure siamo ormai sotto data, la riforma della Giustizia sulla quale il Paese è chiamato a esprimersi: è uno strumento destinato a un pubblico vario e vasto, per capire e conoscere realtà professionali e questioni tecniche che non sono né di casa né chiare per tutti, grazie alla descrizione del funzionamento del sistema giudiziario; tutto ciò per partecipare attivamente alla vita democratica restando fuori da ideologie e appartenenze politiche.
Dintorni - parola contenuta nel titolo del libro - è, dicono i due autori, la parola chiave, poiché il loro volume intende, innanzitutto, accompagnare il cittadino, che lo legge, nel mondo del magistrato, perché lo conosca nel suo funzionamento, e poi porre il focus su alcuni argomenti che, guarda caso, sono quelli più ricorrenti, giusto o meno che sia, nella propaganda elettorale, da un lato e dall'altro: l'autonomia dei giudici e la questione disciplinare oggi con il CSM e un eventuale domani con l'Alta Corte sono solo alcuni dei temi toccati.
La copertina del libro di Parodi-Pellicano. Si ringrazia Carlo Pellicano
GLI AUTORI in breve
Cesare Parodi, nato a Torino nel 1962, è in magistratura dal 1990; attualmente, come già su indicato, è Procuratore della Repubblica di Alessandria e, dal febbraio 2025, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Parodi ha spiegato, nel 2025, al microfono del Giornale d'Italia, con termini chiari e concetti comprensibili, anche, da chi è privo o quasi di cultura giuridica, inclusa la sottoscritta, benché preparata sull'argomento e laureata in giurisprudenza, il senso del Referendum sulla Giustizia. Infatti, la materia è fortemente tecnica, anche per chi il diritto l'ha qui e là masticato, seppure non professionalmente.

Cesare Parodi intervistato sul Referendum della Giustizia per il Giornale d'Italia. Ph. Alessandra Basile
Carlo Maria Pellicano, nato a Roma nel 1960, è in magistratura dal 1989; attualmente è, come su menzionato, Sostituto Procuratore Generale presso la Procura Generale della Corte di Appello di Torino. Come l'amico e collega Parodi, anche Pellicano ha un sincero interesse nel tentare di spiegare il senso sia della magistratura - "molti non sanno nemmeno dove lavoriamo" - sia della riforma.
Pellicano ha seguito alcuni gravi fatti di cronaca, un paio in particolare: "Ho trattato il processo per la tragedia del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo a Torino, processo che vide coinvolta anche l’ex sindaca Chiara Appendino"; "mi sono occupato del tragico caso, avvenuto nella notte fra il 20 e il 21 gennaio 2023 a Torino, quando venne lanciata una bici elettrica dai Murazzi del Po, da 5 giovani, e questa colpì Mauro, un ragazzo di 23 anni, rimasto appeso fra la vita e la morte, per poi ritrovarsi tetraplegico".
Insomma, uniti da studi e vite professionali e, soprattutto, da amicizia, ora Carlo e Cesare sono più che mai vicini nella strenua lotta per il NO, anche editorialmente.
La sala Feltrinelli, la presentazione del libro "Giustizia e dintorni". Ph. Alessandra Basile
LA PRESENTAZIONE del libro
La presentazione del libro, ad opera dello stesso Pellicano, si è tenuta presso Feltrinelli a Roma, in largo Argentina, giovedì 19 marzo, con un panel di rilievo, introdotto dal Giudice presso il Tribunale di Roma, Francesco Salerno, Presidente anche dell'ANM Lazio, e formato dalla Presidente della Corte d'Appello di Firenze, Loredana Micciché, dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Cascini, componete dell'ANM Lazio, dal Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Eugenio Albamonte, dal Sostituto Procuratore presso la Corte di Cassazione, Michele Ciambellini, dall'ex Magistrato Gabriella Luccioli, già Presidente di Sezione presso la Corte di Cassazione, e dal Sostituto Procuratore generale della Corte dei Conti, Giulio Stolfi. Il dibattito, intitolato Dialoghi sul Referendum, è stato moderato da Daniela Urso, Sostituto Procuratore Roma e componete dell'ANM Lazio.

Il panel alla presentazione del libro di Parodi&Pellicano. Ph. Alessandra Basile
Fra gli interventi del panel di qualità presente, oltre a quelli dell'autore Pellicano, ce ne sono stati di molto interessanti, talvolta particolarmente tecnici, ma, nel complesso, di grane utilità per comprendere meglio la situazione e i rischi di un sì vincitore - cosa che non ci auguriamo - e, speriamo, per convincere i dubbiosi sulla decisione da prendere in vista dell'ormai prossimo voto referendario.
Qualche spunto da quanto emerso in tale sede, molto in breve, quasi in forma di frase effetto.
Il Codice di diritto penale è uno dei più garantisti in Europa.
La mancanza di terzietà? Una storia di fantasmi. Il giudice appiattito sul pm? Realisticamente, raro.
Due CSM? Un unico CSM è importante per la tutela del cittadino. E poi si tratterebbe di due organismi che non comunicano fra loro, con tutte le conseguenze.
La separazione delle carriere? Quella delle funzioni c'è già e, comunque, i giudici che vanno a fare i pm - come Carlo - e viceversa rappresentano una percentuale intorno allo 0,4%. Per la sola separazione delle carriere sarebbe bastata una legge ordinaria. Ciò detto, secondo alcuni, Pellicano incluso, ma anche la sottoscritta lo ritiene per pura logica, il pm che ragiona con la testa del giudice è assai più rassicurante per il cittadino, perché ha una visione più estesa della materia.
Le correnti? L'associazionismo fra magistrati è un fatto normale e non da condannare, perché da soli non si conta nulla ed è un bene che i magistrati si rinforzino così, come accade in tutti gli altri enti e realtà; la degenerazione correntizia è, invece, un fatto negativo che va combattuto, ma, per sparare a un moscerino, usano un cannone e tirano giù giù tutto?
La classe politica mira a indebolire la magistratura, perciò la divide - divide et impera - e, per questo, ne vuole i membri soli, sparsi, quindi deboli.
Alta Corte disciplinare: alta? perché? Non c'è nulla di alto.
Carlo Pellicano con Giuseppe Cascini alla presentazione del libro di Parodi&Pellicano. Ph. Alessandra Basile
CONCLUSIONE
Se, come ha giustamente sottolineato Loredana Micciché, avete dubbi, anche solo uno, mano alla coscienza votate NO. Io stessa l'ho sostenuto nel mio ultimo articolo sul tema: Il Referendum dei dubbi: quali sono i veri obiettivi del governo? Anche solo un unico dubbio in tema deve portare a votare NO.