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Fondazione Sorgente Group: il Presidente Valter Mainetti risponde al Giornale d’Italia sui progetti della Fondazione e la situazione dell’arte a Roma

Valter Mainetti, Presidente Fondazione Sorgente Group a Il Giornale d’Italia: “Possediamo forse la più importante collezione di Guercino e una ricca collezione di opere di archeologia greca e romana che desideriamo far conoscere meglio. L’ultimo acquisto che abbiamo realizzato è una testa di Marco Agrippa che si va ad aggiungere a quelle già di nostra proprietà di Lucio Cesare e Gaio Cesare; quindi la Fondazione possiede i ritratti dei tre figli di Agrippa, eredi al trono imperiale"

30 Maggio 2022

Valter Mainetti, Presidente Fondazione Sorgente Group, racconta in un'intervista a Il Giornale d'Italia le future iniziative della Fondazione Sorgente Group e la situazione dell'arte e della cultura nella città di Roma.

Quali sono le prossime iniziative della Fondazione Sorgente Group?

“Abbiamo vari programmi per la nostra Fondazione, che sono stati deliberati dall’ultimo Consiglio di Amministrazione e che comprendono nuove mostre, pubblicazioni e anche degli acquisti di opere d’arte. Abbiamo una sede importante all’Aventino che abbiamo terminato di ristrutturare da poco e vorremmo valorizzarla, aprendola al pubblico. In questa sede sarà possibile realizzare diverse esposizioni: la Fondazione possiede forse la più importante collezione di Guercino e una ricca collezione di opere di archeologia greca e romana che desideriamo far conoscere meglio. L’ultimo acquisto che abbiamo realizzato è una testa di Marco Agrippa che si va ad aggiungere a quelle già di nostra proprietà di Lucio Cesare e Gaio Cesare; quindi la Fondazione possiede i ritratti dei tre figli di Agrippa, eredi al trono imperiale, che vorremmo presto esibire nello spazio dell’Ara Pacis.”

In questo momento di conflitto quale ruolo può avere l’arte?

“L’arte è per definizione portatrice di pace e dovrebbe essere più rispettata anche da chi fa la guerra; abbiamo visto con piacere e commozione che gli ucraini proteggevano i monumenti nelle piazze. Certo ci sono messaggeri più importanti e potenti che in questo momento dovrebbero adoperarsi: l’arte in questo momento sta a guardare e lo fa con senso di appartenenza e opponendosi alla distruzione della guerra”.

Secondo lei cosa si potrebbe fare per valorizzare l’arte romana?

“Le possibilità per Roma sono sempre tante, rimanendo nell’ambito dell’arte penso che questa città faccia tanto, basti pensare che i musei hanno funzionato anche durante il lockdown. Il turismo sta tornando in maniera sostenuta e tutti questi turisti amano frequentare i nostri musei. Se invece parliamo di cosa si può fare per Roma in altri ambiti c’è da occuparsi dello smaltimento dei rifiuti, della manutenzione delle strade, dei mezzi pubblici che sono ancora sottodimensionati, soprattutto in considerazione del fatto che Roma rappresenta un Museo all’aperto. La nuova amministrazione, però, si sta molto adoperando per affrontare questi temi. Purtroppo, a volte, la Roma di oggi non sembra l’erede della Roma imperiale. Sulle strade, per esempio, mi sento di criticare l’utilizzo smodato dei sanpietrini che sono relativamente recenti perché sono stati introdotti dai Papi e poi l’utilizzo è stato molto incrementato dai piemontesi dopo il 1870; se avessero utilizzato il basolato romano, come c’è a Napoli, sarebbe stato meglio per le nostre strade. I sanpietrini sono molto apprezzati da tanti e fanno parte dell’aspetto di Roma stessa ma non sono certo pratici; peraltro sono costosi da mettere in posa e ancora di più da mantenere. Mi ricordo che la giunta Rutelli aveva ipotizzato l’idea di eliminarli in parte, per lasciarli sono in determinati punti, forse sarebbe stato meglio.”

Per Roma sono previsti progetti immobiliari importanti?

“Per il restauro ci sono sempre molti progetti importanti, quello che dispiace è che se si guarda Roma dall’alto si capisce che è una delle poche città contemporanee senza gru, una malattia che reputo molto grave. Purtroppo, Roma non cresce come numero di abitanti e quindi è anche difficile realizzare nuove costruzioni.”

 

 

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