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Censurato da Meta il VIDEO di Barbero sul "no" al referendum sulla giustizia, piattaforma: "Informazioni false o fuorvianti"

Nello specifico, Barbero avrebbe fatto qualche imprecisione tecnica, affermando che con la riforma il "Governo" continuerebbe a scegliere una parte dei membri del CSM, mentre tecnicamente è il Parlamento a votare gli elenchi da cui attingere. il video è stato sottoposto a verifica perché considerato "troppo virale" e quindi censurato

25 Gennaio 2026

Censurato da Meta il video di Alessandro Barbero in cui spiega perché voterà "no" al referendum sulla giustizia. Il video è stato oscurato dalla piattaforma perché conterrebbe "informazioni false o fuorvianti". Nello specifico, Barbero avrebbe fatto qualche imprecisione tecnica, affermando che con la riforma il "Governo" continuerebbe a scegliere una parte dei membri del CSM, mentre tecnicamente è il Parlamento a votare gli elenchi da cui attingere. il video è stato sottoposto a verifica perché considerato "troppo virale" e quindi censurato.

Nel filmato lo storico spiegava: "E ci ho messo un po a decidere di girare questo video in cui spiego le ragioni per cui voterò no. E ci ho messo un po perché questa ormai è diventato la battaglia politica fra destra e sinistra, fra un governo di destra che vuole far passare la riforma e la sinistra che cerca di scongiurarla. E a me non sembra che sia compito mio intervenire in scontri di questo tipo. Certo, io sono di sinistra e questo lo sanno tutti, tutti quelli che mi conoscono. Ma proprio per questo che bisogno c'è? E a cosa serve che io dica a tutti "anch'io voterò NO". Sai che novità".

Lo storico prosegue: "Però poi, studiando un po' da vicino la questione, una cosa che mi è venuta voglia di dire è questa. Intanto che il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici, la separazione di fatto c'è già. Già adesso il magistrato che prende servizio decide in quale dei due ruoli lavorare e può cambiare una sola volta nella vita, e pochissimi lo fanno. Al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea Costituente. E allora spieghiamoci, il CSM è l'organo di autogoverno dei magistrati con funzioni anche disciplinari. Fa qualcosa che prima, sotto il regime fascistafaceva il Ministro della Giustizia. Era il ministro, cioè la politica, che sorvegliava la magistratura e che nel caso la sanzionava. I padri costituenti vedevano benissimo che la separazione dei poteri è una garanzia indispensabile di democrazia, che il cittadino non è sicuro se si trova davanti inquirenti e giudici che prendono ordini dal governo e che possono essere puniti dal governo".

"Per questo la Costituzione prevede che il CSM sia composto per 2/3 da magistrati ordinari e per un terzo da professori di giurisprudenza e avvocati di grande esperienza, i cosiddetti membri laici eletti dal Parlamento. C'è la garanzia che la magistratura sarà sì in contatto col potere politico, ascolterà le ragioni del governo, ma sarà libera nelle sue scelte. Non dovrà obbedire agli ordini. La riforma indebolisce il Consiglio superiore della Magistratura. Intanto perché prevede che sia sdoppiato, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. E che al di sopra del CSM ci sia un altro organo disciplinare separato, anch'esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica. Ma soprattutto la riforma prevede che in tutti questi organi i membri togati, cioè quelli che rappresentano i magistrati che finora erano eletti dai colleghi, siano tirati a sorte. La giustificazione di questa misura pazzesca che non si usa in nessun organo di grande responsabilità, giustificazione che è "la magistratura è politicizzata", cosa considerata orribile e che quando vota la magistratura elegge i rappresentanti delle sue diverse correnti e questo si vorrebbe evitarlo".

Barbero conclude: "A me e a molti sembra che un CSM, anzi due, anzi tre organismi dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui. Ebbene, mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore. Dove di fatto il governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni. Ora, naturalmente, chi è favorevole alla riforma può benissimo dire, come infatti molti dicono, che va bene così. È proprio questo che vogliamo. Uno Stato moderno ed efficiente deve funzionare così. Io la penso diversamente e per questo voterò no. E alla fine ho deciso che poteva aver senso che provassi a spiegare pubblicamente le ragioni per cui lo farò".

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