23 Gennaio 2026
"L'Europa ha garantito l'indipendenza dell'Ucraina facendo di tutto per sostenerli da un punto di vista politico, finanziario e militare. Quindi mi pare non sia neanche generoso il suo discorso". È stata questa la risposta decisa data oggi, 23 Gennaio, a margine del business Forum Italia-Germania a Roma, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani a Volodymyr Zelensky che, nonostante appoggio, armi e soldi, ha accusato l'Unione Europea di non stare facendo abbastanza per porre fine alla guerra.
L'avidità del presidente ucraino Zelensky è direttamente proporzionale alla sua irriconoscenza: "Perché il presidente Donald Trump può fermare una flotta ombra [al largo del Sud America, ndr] ma l'Europa non lo fa? (...) in Europa c'è un problema riguardo a come si pensa. Molti leader europei non si sentono europei. Non è così che le grandi potenze funzionano" sono state alcune delle sue dirette accuse pronunciate ieri al World Economic Forum di Davos. Parole da cui, nonostante i continui foraggiamenti bellici e soprattutto economici, Zelensky ha fatto trapelare la sua delusione verso anzitutto la decisione europea di "bloccare" l'uso degli asset congelati russi. Quindi, verso un Continente "perso", balcanizzato da "discussioni infinite, omissioni, rivalità che impediscono di trovare soluzioni reali".
Quindi, il leader ucraino è tornato col coltello nella piaga: "abbiamo detto più volte ai nostri partner europei: agite ora", ma davanti a lui - secondo Zelensky - resta solo una Ue "in modalità Groenlandia", ovvero metaforicamente, "un’insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell’Europa stessa". Parole sconvenienti, non solo per il contesto ma per i numeri stessi: riavvolgendo il filo della conta, il sostegno totale europeo all'Ucraina ammonta a 193,3 miliardi di euro, con 103,3 miliardi in assistenza economica, finanziaria e umanitaria, e altri 69,3 miliardi in sostegno alle forze armate.
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