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Festa dei 120 anni del Giornale d'Italia, tutti gli interventi: Sala, Fontana, Luciano e Silvestri

Tra i vari interventi alla festa de Il Giornale d'Italia, ecco quello del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, di quello di Economy Sergio Luciano e di Federico Silvestri, Direttore Generale de Il Sole 24 Ore Spa System

23 Novembre 2021

Il Giornale d’Italia ha festeggiato i suoi 120 anni con un evento a Palazzo Visconti a Milano e ha ripercorso la propria storia ma soprattutto la storia del proprio Paese, l'Italia. Tra i vari interventi alla festa del quotidiano, ci sono stati quelli del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del Direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e di quello di Economy Sergio Luciano. A concludere il tutto c'è stato poi il discorso di Federico Silvestri, Direttore Generale de Il Sole 24 Ore Spa System.

Festa 120 anni de Il Giornale d'Italia: gli interventi

In occasione della Festa dei 120 anni il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha dichiarato: "La storia de Il Giornale d’Italia è stata di professionalità e di ricerca della verità”. Un percorso "che sono certo seguirà anche oggi". "Voglio quindi farvi gli auguri per i cento vent’anni di impegno", ha continuato Sala. "Soprattutto voglio augurarvi di fare giornalismo con la stessa passione e serietà che avete dimostrato".

Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera è intervenuto sul tema “Il ruolo e la storia dell’Informazione da Bergamini ad oggi": "Oggi stiamo festeggiando i 120 anni di un giornale che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'Italia. Io vorrei partire da una citazione che mi riguarda e che riguarda 25 anni prima il fondatore del Corriere della Sera. Lo dico perché la storia di Bergamini si intreccia in una maniera incredibile a quella del Corriere della Sera, soprattutto per quello che riguarda lo spirito, l’idea di società, di giornalismo e di rapporti civili seri e cortesi del dibattito pubblico che tutti quei giornali interpretano. Il primo direttore del Corriere della Sera scrive nel primo numero: “Noi vogliamo un giornale che non guarda in faccia né chi sta in alto né chi sta in basso. Vogliamo essere oggettivi e vogliamo avere uno spirito di critica soprattutto nei confronti degli amici”. Questo è un modo incredibile di concepire l’informazione che Alberto Bergamini riprende quasi completamente nel Giornale d’Italia. Partiamo da alcuni elementi di storia che fanno capire che mondo diverso fosse. Bergamini diventa direttore del Giornale d’Italia a 30 anni, adesso se va bene siamo al secondo o terzo contratto di co.co.co. Era un giornalista importante del Corriere della Sera, era il segretario di direzione, dunque l'anello di congiunzione fra il direttore e tutti i giornalisti. Ad un certo punto lo stesso Albertini che era il direttore che ha fatto grande il Corriere della Sera decise di suggerirlo a Sonnino e Salandra che stavano cercando di fondare questo nuovo giornale a Roma che interpretasse lo spirito liberale della società. Albertini consigliò loro Bergamini molto a malincuore anche se l’idea che a Roma potesse nascesse qualcosa di simile nello spirito al Corriere della Sera gli piaceva. Bergamini prese in mano Il Giornale d’Italia e divenne un concorrente formidabile del Corriere della Sera, superando tutti i giornali romani. È una persona completamente dedicata al suo lavoro. Quello che mi piace ricordare è quel direttore che dalla mattina alla sera passava le giornate a cercare notizie, incontrare persone, dare istruzioni e coraggio ai suoi redattori”. 

Sergio Luciano, Direttore di Economy ha parlato del tema “La sfida di un’informazione liberale e indipendente”: “Secondo me, il mestiere del giornalismo, cioè quella cosa per cui se scrivi una scemenza ne rispondi, è importante per la democrazia. L’irresponsabilità totale dei mass media di oggi, cioè i social, è un’irresponsabilità eversiva. Chiunque può pubblicare qualsiasi scemenza senza prendersi responsabilità. È un’anomalia incredibile. Quando si parla di giornalismo e di crisi dell'editoria, in realtà si parla di crisi della democrazia. Dico allora una banalità: assoggettiamo i social alle regole della stampa dei media tradizionali vigenti oggi in tutti i Paesi civili. Basta quello e si normalizza tutto, si ricrea uno spazio di mercato e di elettorato che chiede certezze e responsabilità. In questo modo io so chi ha scritto cosa, so con chi prendermela se ha scritto una scemenza, se insulta qualcuno o se intralcia la democrazia. Questa è la sintesi. Questo penserebbe Benedetto Croce sui social. Penso che noi avremo ancora qualche anno di sofferenza, poi tutto tornerà normale”.

Federico Silvestri, Direttore Generale de Il Sole 24 Ore Spa System sul tema “Il valore del Brand e del Target” in occasione dei 120 anni de Il Giornale d’Italia: “Noi del Gruppo 24 Ore siamo qui per esprimere il nostro tifo a questa bella avventura imprenditoriale, un’avventura coraggiosa. Oggi iniziare un’attività editoriale vuol dire avere coraggio, essere portatori di valori importanti. Noi abbiamo scelto di accompagnare questa iniziativa perché la riteniamo di qualità e anche ben pensata. Si tratta di un marchio straordinario, storico, ben 120 anni di storia. Ma oltre al marchio ci vuole la sostanza. Noi crediamo, come è già stato dimostrato, che Il Giornale d’Italia faccia giornalismo con la G maiuscola”.

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