Mercoledì, 27 Gennaio 2021

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Priorità alla scuola, Chiara Ponzini: "Chiediamo scuole aperte e sicure"

11 Gennaio 2021

Chiara Ponzini: "Dobbiamo lottare per le fasce più deboli"

Dobbiamo lottare per queste fasce deboli, per loro e insieme a loro" afferma a gran voce Chiara Ponzini. "Servono provvedimenti urgenti, universali, di sostegno, di recupero di condizioni dignitose e di reingresso nella formazione e nel lavoro. Dalla pandemia e dalla crisi si deve uscire tutti insieme con nuove condizioni di uguaglianza e tutti con le stesse opportunità, che solo una scuola pubblica e aperta ci può dare. Chiediamo scuole aperte e sicure ma sappiamo di essere in pandemia. Condividiamo le paure e le difficoltà di aprire le scuole, ma se vogliamo una scuola sicura bisogna curarla e non chiuderla. Se vogliamo più sicurezza per il personale scolastico dobbiamo lottare perché anche chi lavora da mesi senza tutele come i dipendenti dei supermercati e gli autisti dei mezzi pubblici, possano lavorare in sicurezza" .

"Ci siamo sempre mossi per l’ampliamento dei diritti e non per la loro restrizione. Per questo ad aprile chiediamo più spazi, investimenti su edilizia scolastica, più personale, potenziamento dei mezzi di trasporto, ripristino delle infermerie scolastica, USCA per le scuole e ora anche lo slittamento in fascia 1 nel calendario vaccinale del personale scolastico ad alto rischio".

Infine parliamo di recovery fund, i soldi che si vogliono dare alle aziende e non alla scuola e alla sanità pubblica, i soldi stanziati in bonus ridicoli e non in sorveglianza attiva e sanitaria. I soldi che sono stati tolti alla scuola negli ultimi decenni e che non stanno rientrando nemmeno attraverso il recovery. Vogliamo parlare dei soldi che in Italia non vengono dalla tassazione dei grandi patrimoni, creando una forbice di disuguaglianza che si allarga sempre di più. Vogliamo parlare dei soldi che servono alla scuola e decidere di quelli anche noi, affinché non vengano spesi nel suo definitivo smantellamento tramite Confindustria e i big tech, come si legge dalle righe della bozza del recovery plan.

Chiediamo l’apertura della scuola in sicurezza perché solo con le scuole aperte si può imporre nel dibattito pubblico e politico la necessità di un finanziamento reale, di un nuovo modo di fare istruzione, di una scuola che sia davvero bene comune" conlcude.

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