Sabato, 17 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Olbia, l’aeroporto internazionale intitolato al Principe Aga Khan IV, fautore della costruzione di Porto Cervo - VIDEO

Tutto iniziò nel 1960 con la riqualificazione di Venafiorita, seguita nel 1964 dalla nascita di Alisarda, che ha segnato la storia del trasporto aereo sardo, fino alla creazione dell’attuale scalo

16 Gennaio 2026

Olbia, l’aeroporto internazionale intitolato al Principe Aga Khan IV, fautore della costruzione di Porto Cervo

Inaugurato alla presenza di tutte le autorità locali di Olbia, e della figlia Zahra, l’Aeroporto Internazionale che da oggi si chiama con il nome di Aeroporto Olbia Costa Smeralda Sua Altezza Principe Aga Khan IV. E’ una giornata storica per la Gallura e per tutta la Sardegna. Non è infatti un solo cambio di nome ma il riconoscimento di tutta una comunità nei confronti di un uomo che ha costruito mattone su mattone, con fondi propri, uno dei paradisi turistici più esclusivi del mondo che ogni anno attrae tutto il jet set internazionale e che dà lavoro a miglia e miglia di persone con tutto l’indotto. Porto Cervo è infatti non solo un rifugio per paperoni alla ricerca di svago ma una vera e propria industria del turismo. A rappresentare la famiglia Aga Khan c’era la figlia del principe scomparso lo scorso anno, la Principessa Zahra Aga Khan. Attorno a lei una platea delle grandi occasioni: la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e il suo vice Giuseppe Meloni, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, l’AD di Geasar Silvio Pippobello, il prefetto di Sassari Grazia La Fauci, il questore di Sassari Filiberto Mastrapasqua, tutti i sindaci del territorio e le aumassime autorità civili e militari. Il sindaco Settimo Nizzi  ha sottolineato il legame indissolubile tra il territorio e il suo fondatore. «Dovevamo dare una risposta concreta a tutto il bene che il Principe ha fatto. Credo che nella nostra storia ci sia stato un unico benefattore capace di portare benessere e sviluppo salvaguardando l’ambiente: ha sempre voluto “le cose belle”, quelle che potessero integrarsi nella specificità della nostra Sardegna. Noi non potremo mai restituire nemmeno una milionesima parte di ciò che lui ha donato all’Isola, ma la nostra presenza qui significa quanto abbiamo amato questa persona e questa famiglia. Vogliamo che la sua figura sia conosciuta da tutti, anche da chi non ha avuto la fortuna di incontrarlo». Anche la presidente Alessandra Todde ha rimarcato il peso storico dell’evento, definendolo un riconoscimento dovuto. «Questa intitolazione è l’atto pubblico che sancisce come il Principe abbia cambiato il destino del nostro territorio e dell’intera Sardegna. Dare a questa “soglia” il suo nome significa dire al mondo che l’Isola si apre all’esterno. Ci ricorda che il futuro non nasce per caso ed è fondamentale che le istituzioni riconoscano il valore di queste azioni visionarie». Tutto iniziò nel 1960 con la riqualificazione di Venafiorita, seguita nel 1964 dalla nascita di Alisarda, che ha segnato la storia del trasporto aereo sardo, fino alla creazione dell’attuale scalo. Nel 1985 nacque Geasar: una scelta lungimirante in un’epoca in cui gli aeroporti erano gestiti dallo Stato. Poi la trasformazione in Meridiana nel 1991, il grande hangar di manutenzione nel 2000 che portò know-how tecnologico, l’ampliamento del terminal nel 2004 e lo sviluppo dell’aviazione generale. Tutto questo grazie alla visione di un’unica persona che nutriva amore per la Sardegna e rispetto per il territorio». Toccante l’intervento della Principessa Zahra, che ha offerto un ritratto intimo del padre: «Quello della destinazione Costa Smeralda è stato il primo progetto di sviluppo turistico in Europa pianificato da professionisti con un elemento centrale: il comitato architettonico volto a preservare la natura. Mio padre, Sua Altezza, nutriva un grande rispetto per le tradizioni sarde, dalla tessitura alla lavorazione del ferro e del legno, e apprezzava la purezza incontaminata dell’Isola. Ricordo ancora le mucche sulla spiaggia di Liscia Ruja e le squadre del consorzio costrette ad allontanarle. Trovare l’equilibrio tra sviluppo e tutela è stata sempre la sua priorità». La Principessa ha poi ricordato la passione del padre per l’aviazione e la tecnologia: «Lui era un pilota, arrivavamo qui in elicottero guidato da lui. Vedeva queste infrastrutture come essenziali. Ricordo la “capanna” che c’era un tempo, non c’era nemmeno la dogana. Essere qui oggi, in questo edificio lussuoso che funge da vetrina per l’artigianato e l’enogastronomia sarda, è straordinario. È quasi impossibile definire la portata della sua visione: nel mondo ha creato un sistema sanitario per sei milioni di pazienti, duecento scuole, due università. Non c’era limite a quello che vedeva, ma sempre con uno stretto rispetto per la natura».

 

 

Seguici su

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti