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Tokyo 2020, crociata contro le scarpe di Jacobs. Ma non è il solo

La rivoluzione tecnologica nel mondo delle calzature sportive sta sollevando un polverone: per alcuni è "doping meccanico"

05 Agosto 2021

Tokyo 2020, crociata contro le scarpe di Jacobs . Ma non è il solo

A Tokyo 2020 la polemica è dietro l'angolo. E questa volta si parla di scarpe. Ebbene sì, dopo alcuni successi nel campo dell'atletica leggera si è scatenata una vera e propria bagarre sulle calzature ultra-performanti che darebbero un vantaggio aggiunto agli atleti che le indossano. Quella che sembra una crociata contro il velocista Marcell Jacobs, iniziata con il commento al vetriolo del campione Usain Bolt, in realtà non è un caso isolato. Ci sono stati anche altri atleti finiti nel mirino dei critici. Per altri, invece, è solo l'ennesimo screzio tra sponsor.

Tokyo 2020, crociata contro le scarpe di Jacobs . Come sono fatte

L'azzurro campione alle Olimpiadi di Tokyo nei 100 metri ha indossato delle Nike MaxFly, un modello di ultima generazione indossato anche da altri concorrenti delle Olimpiadi. La nuova generazione di scarpe da corsa ad alta tecnologia, ironicamente chiamata da alcuni come una 'corsa agli armamenti tecnologici' tra giganti delle calzature, è stata creata per aumentare le prestazioni, ulteriormente migliorate da piste da corsa appositamente progettate. Gli esperti dicono che questo significa che le velocità attuali raggiunte dagli atleti moderni non possono essere paragonate a quelle del passato a causa della spinta fornita dalla tecnologia.

Usain Bolt aveva già attaccato queste nuove tecnologie prima dell'inizio dei Giochi Olimpici di Tokyo dicendo: "È ingiusto che a certi atleti venga offerto un vantaggio così iniquo per andare più forte degli altri, sono ai limiti del ridicolo". Critiche alle quali Jacobs ha risposto in questi giorni: "Scetticismo? Non mi tocca assolutamente. Io so che sono arrivato sin qua facendo tanti sacrifici, con tanto lavoro, tante sconfitte e tante delusioni. Mi sono sempre rialzato e tirato su le maniche e so che tutto quello che è successo è solamente grazie al duro lavoro. Non mi tocca assolutamente e non rispondo perché gli darei solo importanza".

Le scarpe incriminate sono ultra-performanti sotto il profilo dei materiali e del design. Hanno un cuscinetto che conferisce stabilità nello scatto, un plantare al carbonio che stabilizza il passo e una chiusura che impedisce il rischio di avere le scarpe slacciate. Il tutto è corredato da materiali ultra leggeri, traspiranti e che permettono alla scarpa un'ammortizzazione ottimale. Questo tipo di calzature, in pratica, aggiunge ulteriormente una sensazione 'propulsiva' ad ogni falcata. Tutto questo, insieme a strutture sempre più moderne e costruite con materiali appositamente studiati per ciascuna disciplina sportiva, rendono possibile spingere i limiti umani laddove solo qualche anno fa sarebbe stato impossibile.

Tokyo 2020, crociata contro le scarpe di Jacobs . Ma non è solo

La spettacolare corsa del norvegese Karsten Warholm per infrangere il suo record mondiale di 400 metri ostacoli alle Olimpiadi di martedì 3 agosto, vincendo l'oro in soli 45,94 secondi, è stato il vero trampolino di lancio per l'ondata di critiche contro le scarpe ultra-performanti. Gli esperti affermano, infatti, che questa innovazione continuerà a cambiare radicalmente il panorama della corsa su pista e su strada.

Una massa di non solo nuovi record mondiali, ma anche una sfilza di record nazionali e record personali sorprendenti già dalle Olimpiadi di Rio 2016 dimostrano che gli atleti stanno prosperando grazie alla nuova tecnologia che ha spinto la biomeccanica della scarpa da corsa a un nuovo livello. Quando il programma olimpico di atletica leggera è iniziato a Tokyo il 30 luglio, alcuni atleti indossavano delle scarpe superleggere che contengono una piastra rigida e una schiuma unica che conferiscono una sensazione propulsiva ad ogni falcata.

I critici affermano che le scarpe, sviluppate per la prima volta da Nike, sono al pari di un vero e proprio "doping meccanico", mentre al contrario i sostenitori le salutano come un progresso rivoluzionario dopo decenni di stagnazione. "Sembra esserci comunque un'accettazione ora che la nuova generazione di scarpe sta trovando spazio nelle competizioni di alto livello", ha detto all'AFP Geoff Burns, ricercatore di biomeccanica e prestazioni sportive presso l'Università del Michigan ed esperto di tecnologia delle scarpe da corsa. "Sicuramente non sentiamo più di persone che chiedono che le scarpe vengano bandite così tanto".

Tokyo 2020, tecnologia al servizio dell'atletica leggera

Il giornalista statunitense Brian Metzler, autore di "Kicksology: The Hype, Science, Culture and Cool of Running Shoes", ha affermato che c'è stata un'accettazione più ampia, in gran parte perché "tutti i marchi hanno raggiunto Nike e perché c'è una maggiore comprensione di come questa tecnologia delle scarpe funziona". "I fattori chiave nell'accettazione sono assicurarsi che ci sia equità tra le parti e anche l'idea che non ci sia energia aggiuntiva creata dalle scarpe, ma invece un maggiore ritorno di energia dalla forza che il corridore sta applicando ad ogni passo", ha precisato Metzler.

Gli atleti, ha aggiunto Amby Burfoot, vincitore della maratona di Boston del 1968 ed ex caporedattore della rivista Runner's World, "si preoccupano solo di correre veloci e si sono resi conto che devono indossare scarpe nuove, di qualsiasi azienda, se vogliono tenere il passo con la concorrenza". Ha poi aggiunto: "Dubito che il pubblico si preoccupi molto delle scarpe, o capisca di cosa si parli. Ciò lascia solo gli storici dello sport e gli statistici sportivi a discutere su cosa dovrebbero fare riguardo alle nuove scarpe ultra-performanti".

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