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Italia in vetta: comportamenti opportuni, eroismo e gufate. L'abc della sportività

Breve compendio e decalogo semi-definitivo sulla abc di sportività, comportamenti opportuni e necessari per non perdere clamorosamente le competizioni sportive tra eroismo, freddezza, sgarri, scaramanzie, cabale, gufate e autogufate

Di Lapo Mazza Fontana

12 Luglio 2021

Italia in vetta: comportamenti opportuni, eroismo e gufate. L'abc della sportività

Fonte: lapresse.it

Eh sì, abbiamo vinto. Eh sì, abbiamo vinto contro l'Inghilterra che aveva un attacco migliore e che giocava in casa. Eh sì, abbiamo vinto con una nuova squadra finalmente di giovani e non di vecchie glorie spompe dopo la vergogna dei mancati mondiali del 2018 e ancora ai rigori, mandando in mona tutti gli idiotici fans di De Gregori e del "non è mica da quel particolare che si giudica un giocatore" (sì, kakkkio, è ANCHE e soprattutto da quel particolare, con cui si vince, che si giudica un giocatore, razza di trogloditi antemarcia con i capelli unti lunghi e i pantaloni a zampa).

Italia in vetta: comportamenti opportuni, eroismo e gufate. L'abc della sportività


Ma soprattutto: ebbene sì, abbiamo vinto nonostante qualcuno in Italia canticchiasse ancora e incredibilmente quel malefico e sfigatissimo "nooottti maaagggicheee, inseguendo un goool", che qualcuno non se lo ricorderà più, ma menò una SFIGA a Italia '90 che qualcuno invece ancora gli brucia il peperone, come è giusto che sia, vista quella sconfitta del menga.

E perché l'atroce quanto orecchiabile motivetto che arricchí per sovramercato la colpevolissima Gianna Nannini fu fin da subito UN MENASFIGA esizial-tombale sulle sorti di quel mondiale giocato in casa, anche se oggi, trent'anni dopo, si prende una sua parziale riabilitazione? Perché È COSÌ, punto.

Nello sport non si banfa, non si flexa, non si loda e imbroda, non si fa il miles gloriosus, non si gufa e non ci si autogufa.
È la ABC dello sport. Abc del football soprattutto, ma poi perfino della Boxe e dell'MMA, dove Conor McGregor, il picchiatore più pagato del mondo, perde regolarmente da quando ha definitivamente perso la trebisonda. È un assioma praticamente assoluto, un postulato inevitabile, un dogma pontificio.

Chi non lo sa non dovrebbe fare sport e nemmeno commentarlo per mestiere. È un po' come fare lo chef o il cameriere in un ristorante a stelle Michelin: non ci si scaccola il naso in sala né da chef, né da cameriere, ma nemmeno da lavapiatti.
È così, punto. Fatevene una ragione, immondi.

Ora, vogliamo citare la partita di ieri sera, quando il commentatore della Rai (non lo citeremo per nome, ovviamente) un attimo prima del tiro in porta di Belotti ai rigori (finito in vacca, ovviamente) se ne è uscito con la folle dichiarazione "è una garanzia", provocando il gelo della altra commentatrice, Katia Serra, ex giocatrice di calcio? Ma si può, in una finale europea, tirar fuori una gufata siffatta? No, dai, roba da stracciargli il contratto, chiedergli i soldi indietro con penale multizeri, spengergli le sigarette sui braccini e bucargli le ruote del triciclo. Non a caso Katia Serra, che appunto non è mica scema, ha maliziosamente detto la stessa cosa, con assoluta quanto equa perfidia, del giocatore inglese che batteva il rigore successivo, anche se poi la frecciata non è andata a segno e l'inglese la ha insaccata trai pali.

Ma si può, domineddìo, attentare A TAL PUNTO all'ordine olimpico delle cose, pastrocchiando a tal modo un giusto ordine galattico degli eventi? Semplicemente non si può perché gli eventi si vendicano, insofferenti alle incaute sbrodolate di imprudenti mestatori.

E spesso non basta avere i Mancini e i Vialli, professionisti veri e competenti quam qui maxime, a presidiare il fortilizio della cabala. Basta pestare una cacca a qualsiasi livello e in qualsiasi punto del globo terracqueo per provocare la catastrofe della farfalla che sbatte le sue merdosissime ali (sì, certo, anche la sciura Pina che ha visto tutte le partite coi cugini di primo grado a casa della zia Abelarda e poi alla finale se ne va a vedere la finale col marito cornuto al maxischermo della pizzeria da Pasquale U Zuzzu: basta lei per mandare in vacca un campionato DEL MONDO, non lo sapevate, razza di imbecilli???).

E allora perché gli inglesi hanno disastrato a tal punto? Perché ammettiamolo, senza demerito alcuno per gli Azzurri; i Lions hanno mezzo disastrato: niente assalto alla baionetta per realizzare il 2 a 0, attacco scomparso dopo il primo tempo, scelta dei rigoristi suicida, tre rigori sbagliati da pippe. Ma come, non avevano anche essi un loro carico di scongiuri, scaramanzie e cabale? Macché, semmai si sono attirati addosso tutta la MEGASFIGA dello spazio interstellare, senza elencarla qui, che già la vediamo su tutti i meme che infuriano oggi e infurieranno per anni: basti solamente quel "is coming home" su cui anche il più ignavo dei pastori abruzzesi spersi per le vette del Gran Sasso si sarebbe consumato le borse scrotali a suon di gesti apotropaici, corna, bicorna e coralli ritorti.

No suvvia, ma allora siete stupidi. E sia detto da chi scrive, che è pure il netto opposto dell'italiota cretino alla "Dio stramaledica gli inglesi", essendo pure un pochino britalian di famiglia e di indole, pure. Sì eh, siete stupidi, sicché la mitologia greca, grande radice della nostra cultura, vi affossa con tutta la sua potenza: Zeus il fulminatore, Fato, Titani, Nemesi, Erinni, Moire, Apollo, Atena, Poseidone; tutta gente un attimino suscettibile.

Ma, dirà qualcuno, cascando dalla pianta, ma per vincere le partite e i tornei non bisogna essere quel che si dice, con abbondante approssimazione, FORTI? Non bisognerebbe avere bei giocatori e giocare BENE? EBBENE SÌ. Concediamolo. Ma basta? No. E vediamo perché, con questo decalogo definitivo (o quasi) se non per vincere tutto il possibile, almeno per non perdere tutto il perdibile, con le seguenti regole ferree, tassative, imprescindibili (e non "una sola, categorica ed impegnativa per tutti" che APPOSTA ce lo ricordiamo che cosa vuol dire mettersi ad un balcone a strillare VINCERE, E VINCEREMO!!! Dio ci salvi), ma altrettanto da tener presente sempre sottotraccia, con sufficiente noncuranza e senza enfasi, sempre per non incorrere nel tremendo peccato di hybris greca. E da leggere come l'elenco degli equipaggiamenti da partita di calcio scapoli contro ammogliati di fantozziano conio:

1) per non perdere nello sport bisogna: arruolare atleti eccellenti, non i meno peggio, poiché se non se ne hanno di eccellenti li si trova prima dei tornei e non dopo, li si vada a cercare pure in Congo Belga.
2) per non perdere nello sport bisogna: arruolare atleti eccellenti non solo tecnicamente, ma anche a carattere, poiché Maradona resterà un mito, ma con la bamba nel naso i rigori li tiri in tribuna.
3) per non perdere nello sport bisogna: durante la gara essere freddi come il marmo, poiché se vuoi fare il passionalone molla lo sport e vai a fare le gangbang come Rocco Siffredi.
4) per non perdere nello sport bisogna: saper sparare nel tiro a segno, tirare stoccate nella scherma, saper tirare i rigori nel Calcio, poiché al prossimo giornalistucolo che dica ancora "lotteria dei rigori" bisognerebbe ripristinare la crocefissione romana.
5) per non perdere nello sport non bisogna: tirarsela troppo, poiché perfino le strafighe su Instagram che se la tirano troppo rimediano meno delle bruttocchie simpatiche, figuriamoci se lo fa uno scarparo.
6) per non perdere nello sport bisogna: oltre alla competenza anche avere culo, poiché il culo bisogna anche andarselo a cercare, vedi le modelle succitate; se non le cerchi non te le consegna GLOVO.
7) per non perdere nello sport bisogna: non avere tifoserie di merda, poiché chi fischia gli inni nazionali altrui è un gran cialtrone, fosse pure l'inno della Bielorussia di Lukashenko, anzi soprattutto quello, visto il numero di succitate modelle bielorusse.
8) per non perdere nello sport bisogna: non avere né politici che imitano le curve sud né tantomeno dei principi ereditari antipatici come i Windsor, poiché a parte il diabolico Baby George che non sfigurerebbe nel remake de "L'esorcista", si potevano risparmiare la repentina fuga dallo stadio di Wembley al pari di tutti i pessimi tifosi rossocrociati, e la povera Queen Elizabeth si merita davvero di meglio, nella sua maestà e grazia, povera donna, quanti dispiaceri.
9) per non perdere nello sport bisogna: non avere TUFFATORI come quello Sterling, poiché dopo aver anche giustamente rotto le balle a mezzo mondo che tu sei quello che mica li fa perché sei inglese, ecco, allora Sterling dopo il terzo tuffo lo mandi a giocare nel Kazakistan, con tutto il rispetto per il Kazakistan, soprattutto per le già citate modelle kazake.
10) per non perdere nello sport bisogna: in assenza di un vero Grande Fratello di Orwell che identifica la sciura Pina e la trascina con la forza di nuovo in casa coi cugini a suon di manganellate della Polizia di regime, per lo meno trascinare in ceppi e alla gogna tutti i delinquenziali commentatori gufi e autogufi che si azzardino a dire vaccate importune almeno nelle occasioni ufficiali e in diretta TV, poiché la pazienza ha un limite, la SCARAMANGA no.

E quindi, dai, oltre a Gigione Donnarumma&friends, ce lo siamo meritato questo secondo europeo nella bacheca azzurra, alla rincorsa dei primi in classifica coppe, Germania e Spagna? Quante sciure Pina siamo riusciti ad azzerare con il giro di campo preliminare di Vialli e con l'abbraccio finale col Mancio? La risposta è nel prossimo tormentone, quello dei prossimi mondiali di Calcio, Qatar o meno. E che la moral suasion di una intera nazione vigili sulle Nannini, sulle Arisa e sui Jovanotti, indegnissimi emuli del ben più drappeggiante Mameli. Notti magggiche no; notti da cucchiaio di Totti tutta la vita, anzi, all nite long.

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