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Le "Cime Tempestose" di Margot Robbie: una telenovela che rende in salsa erotico-pulp il celebre romanzo romantico

estetica pazzesca alla Kubrick e un mix di crudezza e immaginazione che svela il fondo sadomaso di ogni romanticismo. Illuminante!

17 Febbraio 2026

Le "Cime Tempestose" di Margot Robbie: una telenovela che rende in salsa erotico-pulp il celebre romanzo romantico

Ho visto questo film al cinema Ariston di Sestri Levante; un cinema affascinante per il suo essere demodè: ci fa ancora l'intervallo come negli anni 80', c'è ancora il sipario ai bordi e si aspetta a partire con il film finchè non sia entrato l'ultimo spettatore in ritardo (siamo in Liguria, dopotutto!). Era un lunedì e su circa una trentina di spettatori eravamo 3 uomini. Grande successo di pubblico femminile! Gli archetipi sono duri a morire! Detto questo ho apprezzato molto l'estetica potente e raffinata di questo film che mi ha ricordato come un mix alla Kubrick fra Barry Lyndon, 2001 Odissea nello Spazio e Eyes Wide Shut. Un'estetica quasi alchemica in certe scene (rosso-bianco-nero) e talvolta simile ad un videoclip o ad una fiaba alla Cappuccetto Rosso o Bella Addormentata o Bella e la Bestia. Stimolante anche il cocktail di crudezza, morbosità e tensione gotica che ha sorretto l'ossessività del film compensandola con uno spirito immaginifico simile a quello del fantasy o di un musical. Stupenda la resa della reggia da fiaba di Edgar (con inserti pop gustosi) che contrasta con la brughiera nichilista e tempestosa in cui è eccentricamente e non realisticamente immersa. Un film che mi ha fatto riflettere sulla natura sadomasochistica del romanticismo (inglese o tedesco che sia) dove l'essere umano gode di essere sbattuto qua e là dalle suggestioni come un filo di paglia nel vento. E mi ha fatto riflettere anche sul gusto del tragico nel secolo del trionfo della borghesia: l'Ottocento. Il vero tema di questo film/romanzo (come per: "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto") è sempre il solito nucleo tragico autocompiaciuto borghese dell'antinomia fra passione individuale e convenienza sociale. Questo nucleo tragico nasce con il modello sociale borghese e ancora oggi attrae e interessa perchè deriva dal conflitto (ancora in corso) tra due individualismi: quello emozionale-erotico-sentimentale e quello sociale-pragmatico-narcisistico. Con l'Ottocento nasce questa modello scissorio-competitivo di società che sembra generare più dolore, inquietudine e frustrazioni di quanto ne emersero dai modelli sociali più organici e tradizionale; un modello dove l'individualismo libertario diventa il valore centrale ma siccome nel contempo il modello borghese si fonda anche sui valori economici-competitivi il conflitto tragico non può che sorgere e permanere con opposti e simili moralismi e ipocrisie. Dopotutto con l'Ottocento nasce anche il giornalismo, il critico d'arte e il nuovo idolo dell' "Opinione Pubblica" che appare più censoria e più spietata dell'Ancient Regime! Insomma in poche parole: il film appare tecnicamente e narrativamente perfetto (con ovvie e opportune semplificazioni rispetto al romanzo) ma la sua efficacia (almeno per il pubblico maschile) mi sembra auto-vanificante proprio per l'eccesso di iper-romanticismo straziante che induce, pur attualizzato con toni sexy e morbosi oggi più di moda. Deliziosa Alison Oliver nei panni della povera Isabel, con la quale il pubblico solidarizza e anche sorride. Alla fine resta l'amaro in bocca per il sostanziale fondo colonialista dell'origine storico-sociale di queste narrazioni: come in Barry Lyndon il fallimento del protagonista ridicolizza l'irlandese arricchito che non regge lo stile di vita aristocratico britannico così in Cime Tempestose l'origine dell'ossessivo e vendicativo Heathcliff ("scogliera di calore"; nomen omen) è un'origine disprezzata: zingaro, illegittimo (americano o spagnolo; quindi inferiore) e quindi non può che sbagliare nell'esagerazione romantica distruttiva. Ogni narrazione reca un retro-pensiero che spesso sfugge nell'efficacia lirica che distrae il pubblico passivo.

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