30 Gennaio 2026
Dal 1° marzo 2026, dopo dieci anni, il Teatro alla Scala presenta un nuovo allestimento del Ring des Nibelungen di Richard Wagner, con la direzione affidata a Simone Young e Alexander Soddy e la regia di David McVicar, esattamente a 150 anni dalla prima esecuzione del 1876 e a 100 anni dalla prima produzione della Tetralogia al Teatro alla Scala nel 1926.
A corredo di questa storica iniziativa, il Museo Teatrale alla Scala presenta dal 30 gennaio una mostra, visitabile fino al 3 maggio 2026, intitolata “La rivoluzione del Ring - Visconti Ronconi Chéreau”, a cura di Giovanni Agosti e con l’allestimento di Margherita Palli. La mostra è dedicata a Pier Luigi Pizzi, scenografo de La Walkiria e Sigfrido nella regia scaligera di Luca Ronconi.
Sui pannelli del Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”, sempre dal 30 gennaio, arriva invece “Risonanze Wagner - Visioni intorno al Ring”, esposizione a cura di Gianluigi Colin e Mattia Palma che esplora l’eredità del Ring des Nibelungen attraverso un progetto espositivo che vede protagoniste quattro artiste contemporanee.
Nel corso degli anni Settanta l’interpretazione prevalente del Ring subisce una radicale mutazione: dall’approccio prevalentemente astratto e simbolico della Bayreuth di Wieland Wagner a una lettura sociologica e politica anche ispirata dal saggio di T.W. Adorno. La mostra, curata da Giovanni Agosti e allestita da Margherita Palli, presenta l’origine di questa impostazione al Teatro alla Scala, quando viene commissionato un nuovo allestimento a Luchino Visconti, che aveva da poco presentato nelle sale La caduta degli dèi ed era impegnato a girare Ludwig. In seguito alla malattia di Visconti il progetto sarà affidato per la regia a Luca Ronconi e per la scenografia a Pier Luigi Pizzi.
Il Ring della Scala sarebbe dovuto iniziare con l’Oro del Reno nel marzo del 1973. La malattia che colpisce il regista al termine della lavorazione di Ludwig rende impossibile la realizzazione del progetto scaligero. Nonostante i bozzetti e i figurini siano realizzati, il progetto non si concretizza secondo le intenzioni originali. Per l’Oro del Reno si sceglie di mettere in scena lo spettacolo di Günther Rennert rappresentato nel 1969 a Monaco di Baviera, mentre Visconti pensava ancora di subentrare per La Walkiria. Nel 1974 Paolo Grassi e Massimo Bogianckino affidano il progetto a Luca Ronconi, che collabora con lo scenografo Pier Luigi Pizzi per una scandalosa Walkiria che libera e ricolloca il melodramma nel contesto borghese che lo aveva prodotto.
Il risultato è clamoroso e sconvolgente, infastidisce il direttore Wolfgang Sawallisch, indigna il pubblico e gran parte della critica. Sarà solo Sigfrido ad andare in scena, nel 1975, lasciando il Ring della Scala incompiuto: il progetto di Ronconi e Pizzi si realizza al Maggio Musicale Fiorentino, dove Massimo Bogianckino è Sovrintendente dal 1975, sotto la direzione di Zubin Mehta.
Dopo l’interruzione del progetto scaligero causata dall’abbandono del direttore Wolfgang Sawallisch, l’ambientazione guglielmina e la critica del capitalismo restano tra i temi del celebre allestimento firmato a Bayreuth da Patrice Chéreau con la direzione di Pierre Boulez e le scene di Richard Peduzzi, rappresentato a Bayreuth nel 1976, in occasione del centenario del Festival.
Nell’ambito della mostra saranno esposti tre olii di Mariano Fortuny, parte di una serie di nove dipinti di argomento wagneriano realizzati dall’artista nel 1947 per un progetto di allestimento che, dopo la morte dell’artista, sarà realizzato nel 1950 da Nicola Benois. Questi olii sono custoditi dall’Archivio storico-artistico del Teatro, che li ha fatti restaurare per l’occasione.
La mostra “Risonanze Wagner - Visioni intorno al Ring”, a cura di Gianluigi Colin e Mattia Palma, esplora l’eredità del Ring des Nibelungen attraverso un progetto espositivo che vede protagoniste quattro artiste contemporanee ˗ Antonella Benanzato, Flaminia Veronesi, Chiara Calore e Federica Perazzoli ˗ invitate a interpretare scene significative tratte dalle quattro opere della Tetralogia, e rispettivamente dall’Oro del Reno, La Walkiria, Sigfrido e Il crepuscolo degli dèi.
I lavori realizzati, esposti sui pannelli nel Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”, offrono una rilettura attuale dei grandi temi wagneriani: il potere, il conflitto, la trasformazione, la fine.
Del resto, le influenze del fenomeno wagneriano in generale, e del progetto monumentale del Ring in particolare, non si sono mai arrestate: dal concetto stesso di serialità alle imprevedibili diramazioni del fantasy, ancora oggi siamo tutti debitori, più o meno consapevoli, di quella visione artistica rivoluzionaria. La scommessa affrontata in questa sede è stata verificare se le personalità artistiche contemporanee possano ancora entrare in risonanza con la Tetralogia.
Il Teatro alla Scala ringrazia per il prezioso sostegno
La Cimbali e MUMAC, Museo della Macchina per Caffè di Cimbali Group, Main Partner della Mostra,
Samsung, Partner Tecnologico,
e Rolex, Main Partner e orologio esclusivo del Museo Teatrale alla Scala
Proiezione di Ludwig di Luchino Visconti
Sempre dedicata al genio di Luchino Visconti, lunedì 16 marzo alle ore 18, la proiezione al Teatro alla Scala di Ludwig (versione integrale restaurata), ultimo, sensazionale capitolo della cinematografica “trilogia tedesca” (con La caduta degli dèi e Morte a Venezia), uscito nel 1973. La proiezione sarà preceduta da un’introduzione da parte del Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, e di Giovanni Agosti.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.teatroallascala.org.
Martedì 10 febbraio alle ore 18, per la serie “Letture e note al Museo”, presso la Sala Esedra del Museo Teatrale, Armando Torno presenta il volume “Franz Liszt: Wagner, Tannhäuser, Lohengrin, il Vascello fantasma” a cura di Nicolas Dufetel, edito da Il Saggiatore.
Ingresso su prenotazione dal sito museoscala.org
Venerdì 27 marzo alle ore 18 al Ridotto dei Palchi del Teatro Raffaele Mellace presenta il volume “L’anello del Nibelungo” di Luca Zoppelli, edito da Carocci.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
In occasione dell’esecuzione della Tetralogia, l’Ufficio Edizioni del Teatro alla Scala pubblica uno speciale programma di sala in due volumi con saggi di Luca Zoppelli, Emilio Sala e Raffaele Mellace.
Considerata l’affluenza di pubblico da tutto il mondo per i due cicli completi del Ring di Wagner, l’Ufficio Stampa ripubblica, in lingua inglese, lo Speciale Der Ring des Nibelungen de La Scala - Rivista del Teatro con interviste a Simone Young, Alexander Soddy e David McVicar, ma anche a Riccardo Muti, Pier Luigi Pizzi e Guy Cassiers.
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