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Noa: “Nel 2026 ascoltiamo il Papa: la pace deve essere disarmata e disarmante. La pace non è uno slogan, è una responsabilità quotidiana. Come ha detto il Santo Padre nel giorno del suo insediamento, deve essere disarmata e disarmante“

Così Noa, artista israeliana di fama internazionale e presidentessa di Capri Hollywood, riassume la missione che guida il suo impegno culturale e umano all’interno della kermesse fondata dal produttore Pascal Vicedomini

28 Dicembre 2025

Noa: “Nel 2026 ascoltiamo il Papa: la pace deve essere disarmata e disarmante. La pace non è uno slogan, è una responsabilità quotidiana. Come ha detto il Santo Padre nel giorno del suo insediamento,

Noa: “Nel 2026 ascoltiamo il Papa: la pace deve essere disarmata e disarmante”. «La pace non è uno slogan, è una responsabilità quotidiana. Come ha detto il Santo Padre nel giorno del suo insediamento, deve essere disarmata e disarmante. Un valore che tutti dobbiamo consolidare, a partire da ora e guardando al 2026».

Così Noa, artista israeliana di fama internazionale e presidentessa di Capri Hollywood, riassume la missione che guida il suo impegno culturale e umano all’interno della kermesse fondata dal produttore Pascal Vicedomini.

Da quando ha iniziato a collaborare con il festival, Noa ha voluto dare a Capri Hollywood un respiro ancora più chiaro e riconoscibile: «Un festival dedicato alla pace e al dialogo, capace di unire cinema, musica e coscienza civile. Capri Hollywood, organizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania, con la partecipazione di Intesa Sanpaolo e Givova, è un piccolo grande festival, conosciuto e rispettato ovunque nel mondo per la qualità dei suoi ospiti, la ricchezza del programma e le opportunità che offre a tanti giovani. Questo per me è fondamentale».

Nel suo racconto assume un valore speciale anche l’incontro con il Santo Padre, avvenuto in occasione dell’udienza privata riservata agli artisti che hanno partecipato al tradizionale Concerto di Natale, trasmesso da Canale 5. «È stato un momento di grande intensità spirituale», spiega Noa. «In quell’occasione ho avuto l’onore di invitare il Papa a inaugurare l’evento che sto organizzando nel prossimo mese di maggio a Firenze. La sua parola è una guida, non solo per chi crede, ma per chiunque lavori per il bene comune».

Per l’artista, però, la pace non può restare confinata nei grandi eventi o nelle dichiarazioni ufficiali. «La pace si trasmette nei luoghi della vita quotidiana: nelle famiglie, nei condomìni, nelle scuole, negli uffici. È lì che si costruisce il rispetto dell’altro. Tutti dobbiamo contribuire, perché la pace nasce negli ambienti privati prima ancora che nelle sedi del potere».

Noa rivendica con orgoglio l’identità di Capri Hollywood come spazio di incontro e ascolto: «È un festival che ha saputo mantenere un livello di eccellenza altissimo, pur restando umano, aperto, inclusivo. È questo che lo rende credibile nel mondo».

E non si ferma qui: «Ho assunto un nuovo impegno a favore del Festival di Castel Gandolfo – Hallelujah Film Festival, per portare anche lì un messaggio di cultura, arte e dialogo».

Guardando al futuro, l’auspicio è chiaro: «Mi auguro che nel 2026 i potenti della Terra sappiano davvero ascoltare le preghiere di Papa Leone per una pace disarmata e disarmante. Non è un’utopia, è una necessità. E la cultura può e deve fare la sua parte».

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