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Il nuovo Sandokan turco-italo-anglo-francese: non è possibile confrontarlo con la serie del 1976 ma possiede sue ragioni di bellezza e di espressività

Le saghe come i miti vanno sempre raccontate continuamente, come le tragedie greche, sempre in modi e forme nuove

02 Dicembre 2025

Il nuovo Sandokan turco-italo-anglo-francese: non è possibile confrontarlo con la serie del 1976 ma possiede sue ragioni di  bellezza e di espressività

Il confronto tra il Sandokan 2025 e il Sandokan 1976 da una parte non ha senso (sono passati interi cicli storici) dall'altra sembra utile per valorizzare reciprocamente non solo le differenze ma anche i carismi e le specificità di ciascuna serie. Questo Sandokan presenta una minore tensione epica-lirica, cioè è più telenovelas che saga romantica ma d'altro canto appare più realistico, tecnicamente perfetto e presenta tutti i canoni propri dell'espressività contemporanea: l'etnicità esotica, un "popolo di Sandokan" che sono più pirati e briganti che guerrieri ed eroi. Can Yaman è un ottimo protagonista, l'attrice Alanah Bloor è di una bellezza britannica-iperborea luminosa e storicamente verosimile (anche se non ha la dolcezza raffaellesca inimitabile di Carole Andrè, ma non serve) e il contesto storico appare ricostruito in modo coerente e convincente. Interessante l'idea di un James Brooke giovane, concorrente-rivale di Sandokan non solo politico-culturale ma anche e soprattutto romantico-sentimentale, anche se questa scelta ha portato a ridurre l'impatto lirico della celebre "scena della tigre". Una scelta che ha fuso insieme il Brooke intepretato allora da Adolfo Celi con il colonnello Fitzgerald declinato ai tempi da Andrea Giordana e che permette, insieme ad un Sandokan meno eroe e più pirata, di spalmare più gradualmente la dinamica lirico-narrativa portandola in un prossimo processo di "conversione" di Marianna da ostaggio-prigioniera politica a nuova innamorata ed eroina. La metanoia trasfigurante propria di ogni mitopoiesi che si rispetti. Il nuovo Sandokan ci fa sembrare troppo romantico e irrealistico il primo, (che resterà sempre nel nostro cuore, comunque): possibile che una giovane nobildonna inglese si festa da indiana alla sua festa di compleanno e si innamori subito di uno straniero? No, certo. Forse è meglio partire dal reale e da dentro il verosimile storico per far emergere successivamente il tema romantico dominante che farà della "Perla di Labuan" la nuova "Anita" del Garibaldi-Sandokan. Le doppie conversioni reciproche (da pirata ad eroe, da brigante a innamorato, e lei: da privilegiata ad eroina popolare) sono le migliori perchè prolungano al massimo la tensione dinamica e danno ritmo e colore. Un inizio piacevole e abbastanza tranquillo che, auspichiamo, apra a nuovi episodi più movimentati e con più mordente. Che il Mito continui! Che si celebri il canto!

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