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Il conduttore Stefano Bini: “La televisione è un grande amore. Non tollero le persone politicamente corrette”

L’autore e conduttore toscano, dopo tanti passaggi Rai, approda su Food Network (Gruppo Warner Bros Discovery) con Wild Food Maremma, da venerdì 29 luglio alle 8:40

Di Aldo Snello

27 Luglio 2022

Stefano Bini

Classe 1985, prima di approdare nelle grandi tv nazionali, Stefano Bini ha lavorato in piccole emittenti locali, è stato segretario del presidente Unicef Italia e la sua vita è cambiata con l’arrivo a Milano, tra grandi giornali, sfide, Mediaset e Rai.

Dopo tanta gavetta tra Rai e Mediaset, una sua idea arriva su Discovery.

«Precisamente su Food Network, canale 33. Una bella emozione per me perché è la prima conduzione in solitaria, una bella scommessa per Discovery perché porta un prodotto fortemente generalista su una rete fortemente tematica. Ho condotto tanti programmi ed eventi importanti ma Wild Food Maremma è come se fosse un debutto.»

 

Cos’è Wild Food Maremma?

«Non è il classico programma di cibo e paesaggio. È molto di più, ovvero andremo a scavare nella storia delle ricette millenarie, esploreremo grotte, sentieri, fortezze, castelli e ne racconteremo gli aneddoti. Il programma è volutamente "rude”, veloce, schietto, scherzerò con i cuochi su verità e leggende, idem con le guide che mi hanno accompagnato nei luoghi “wild”. Un viaggio bellissimo che piacerà a donne, uomini e bambini.»

 

Oltre questo, c’è la carriera giornalistica e una storia di resilienza forte.

«Il giornalismo, mi ha tanto aiutato con l’autorato televisivo, soprattutto nell’essere pignolo e critico. Cioè per gli adolescenti, Il Giornale per un target moderato e il feltriano Libero sono stati una grande scuola. Ho scritto da solo le scalette e i copioni di tutte e nove le puntate di Wild Food Maremma. Se non avessi avuto alle spalle la gavetta e il giornalismo, non ci sarei riuscito. Per la serie di puntate commissionate e la loro durata, ci volevano minimo tre autori. Diciamo che questo programma è stato una palestra! Per la resilienza, sono un maestro. Il cancro avuto a 22 anni, mi ha tolto molto lì per lì, ma al momento della guarigione mi ha dato un entusiasmo tale nei confronti della vita che me lo porto dietro tutt’ora. E questa gioia di vivere, la porto anche in telecamera.»

 

A chi deve dire grazie per la sua carriera?

«A tante persone. Ai miei genitori, che mi hanno lasciato sempre libero di scegliere. Alla Rai, per aver creduto in me come autore e conduttore. A Mauro Crippa e Maurizio Costanzo, per avermi portato in video su Canale5. A Gesualdo Vercio e Gabriele Gobitti per aver creduto in Wild Food Maremma, al mio agente Fernando Capecchi che ogni giorno mi dà fiducia e mi fa sentire parte di una squadra, a Milano2 per essere il mio “posto felice”. Sono cresciuto a pane, tv commerciale, mood berlusconiano e sigle; sin da piccolo, guardavo ossessivamente la tv e leggevo i titoli di coda di tutti i programmi. Se non è passione questa!»

 

Cosa la fa arrabbiare? E poi, il suo maggior pregio e difetto.

«Non tollero le bugie. Non le dicevo neppure da adolescente, figuriamoci da adulto e non sopporto quando me le dicono. Se me ne accorgo, son guai. Il politicamente corretto e le persone buoniste, mi irritano perché usano questi atteggiamenti per compiacere gli altri. Bisogna essere sé stessi, non uno zerbino alla mercè di altri! Il mio maggior pregio è il saper essere un buon amico, il mio difetto è che sono vendicativo.»

 

Politica e futuro professionale?

«Premetto, non sono un buon connubio e non uso la prima per il secondo. Andiamo per ordine. Sono un moderato, non sopporto l’ignoranza grillina e non voterei mai a sinistra. Per il futuro professionale, ci sono due work in progress: portare il brand Wild Food in Lombardia e un progetto radiofonico su un’importante emittente nazionale.»

 

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