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Intervista a Pellegrino Talamo (Radio Animati): “Restiamo sul web ma se ci fosse un editore interessato per l’fm, saremmo pronti. Intanto, sosteneteci!”

Il progetto radiofonico appassiona decine di migliaia di ascoltatori, tra sigle, interviste ed eventi. A breve, un restyling della radio porterà novità ed efficienza. Le donazioni degli ascoltatori sono la vita della radio e anche Il Giornale d’Italia fa un appello a sostenere questa realtà unica in Italia

Di Stefano Bini

30 Giugno 2022

Radio Animati

Pellegrino Talamo è nato il 23 luglio del 1969; livornese, è uno speaker, attore, doppiatore. Dal 1985, giovanissimo inizia la sua carriera radiofonica in diverse radio fm della toscana, frequenta la scuola di teatro Il Grattacielo di Livorno diplomandosi a pieni voti; attore e registra di tanti spettacoli teatrali, inizia ad insegnare anche dizione e impostazione di voce in Italia. Oltre alla radio, approda in tv per la conduzione di programmi televisivi regionali toscani, voce di moltissimi spot pubblicitari e documentari. Da qui, poi, l’avventura a Radio Animati, con un team appassionato.

Quando e perché nasce Radio Animati?

«Radio Animati è nata nell’estate del 2007 dall’incontro con Lorenzo Nutini. Lui era, ed è ancora, un grande appassionato e collezionista di sigle televisive, io già da più 30 anni lavoravo nel mondo della radio in fm. Poco dopo, è arrivato Matteo “Hiroshi”, anche lui super collezionista ed esperto. Erano gli albori delle radio sul web e abbiamo deciso di unire le nostre passioni, dando così il via ad un progetto radiofonico editoriale inedito, in cui la programmazione musicale era composta solamente da sigle televisive e tutti i programmi confezionati intorno a questo “mondo di sigle tv”, come recita il nostro claim. Ufficialmente, le trasmissioni sono iniziate il 1° gennaio del 2008. Sembra ieri, ma allora l’IPhone non aveva compiuto ancora un anno di vita, non esistevano gli smart speaker, i social network erano agli albori e realizzare e promuovere una radio sul web era ancora pioneristico.»

 

Sigle, jingle, trasmissioni con speaker, interviste, eventi e tanti ospiti. Qual è il personaggio che più vi rende felice avere ospite? Non faccia il buonista, ne dica uno.

«Ne cito due, Riccardo Zara dei Cavalieri del Re e Douglas Meakin dei Superobots. Entrambi hanno realizzato sigle di grandissimo successo fra la fine degli anni ‘70 e l’inizio anni ’80, come Lady Oscar e Il Grande Mazinga. Poi entrambi sono spariti dal radar del pubblico e loro stessi si sono dedicati ad altro senza rendersi conto del segno indelebile che la loro musica aveva lasciato nella nostra cultura popolare. Ancora oggi, quando abbiamo il piacere di intervistarli, è bello scoprire il loro genuino stupore nell’affetto del pubblico e questo ci rende doppiamente felici.»

 

Da dove trasmettete e quanti speaker vanno in rotazione?

«Trasmettiamo principalmente da Livorno, Firenze e Milano, ma fortunatamente la tecnologia ci consente sempre più facilmente di essere in diretta da qualsiasi posto. I collaboratori più assidui della radio sono una decina, non solo in qualità di speaker, ma anche di tecnici per la gestione del sito e dei podcast.»

 

Siete attivissimi sui social e non vi perdete un evento legato al mondo delle sigle e dei cosplay. Ormai, nell’ambiente, avete un’eccellente credibilità.

«I social sono indispensabili, perché vengono utilizzati sempre più spesso come indice di successo e popolarità di un progetto, anche se magari le cose da valutare dovrebbero essere ben altre.
I social vivono solo il presente, tutto scorre rapidamente e niente resta. Sfido a ricercare un posto o una notizia anche di pochi giorni prima. Noi preferiamo concentrare tutte le notizie sul nostro sito e mantenere viva la memoria delle tantissime cose fatte nel corso di questi anni nei nostri podcast.
Per quanto riguarda le fiere, abbiamo veramente fatto grandi cose nel corso di questi anni, non solo raccontandole a chi ci seguiva in radio, ma anche presentando, fornendo consulenze artistiche e scrivendo spettacoli come Vince Sempre Goldrake, con il Maestro Vince Tempera ed il compianto Luigi Albertelli e, più recentemente, Sigle da 90 tutto dedicato ad artisti di sigle che hanno lasciato il proprio segno in quel decennio. Il complimento più bello per la nostra presenza alle fiere c’è stato fatto da Cristina D’Avena, quando ci confidò che il trovarci ad una fiera le dava serenità ed affidabilità sul come si sarebbero svolte le cose durante l’evento.»

 

Avete mai pensato di andare in fm oppure le risorse economiche e la burocrazia non ne hanno mai permesso l’accesso?

«Siamo certi che il format di Radio Animati potrebbe funzionare anche in FM, trovare però oggi editori coraggiosi che abbiano voglia di portare nell’etere qualcosa di diverso è complicato. Riuscire autonomamente a farlo comporterebbe costi elevati per comprare una concessione ministeriale, più le frequenze. Non dimentichiamoci che Radio Animati attualmente è un progetto completamente no-profit e privo di pubblicità. Il nostro unico sostentamento sono le donazioni degli ascoltatori. Va anche detto che la sempre più capillare copertura della rete 4G e 5G ormai rende possibile l’ascolto anche in auto, unico posto in cui l’FM ha ancora forza.»

 

Poche settimane fa, avete fatto un appello in diretta e sui social agli ascoltatori, di sostenervi finanziariamente. Cos’è successo?

«Ad inizio anno, Matteo ci ha comunicato che con la conclusione di questa stagione radiofonica si sarebbe ritirato dal progetto per motivi personali. Oltre a dispiacerci, questo ha aperto un lungo periodo di riflessione fra me e Lorenzo, nel quale ci siamo chiesti se fossimo in grado o meno di proseguire senza Matteo e che visione di lungo periodo dare a Radio Animati. Abbiamo voluto quindi raccontare a tutti i nostri ascoltatori quanto accaduto e prepararli al fatto che nel futuro un po’ di cose inevitabilmente cambieranno, ma che per proseguire abbiamo bisogno anche del supporto economico. I costi, tra licenze, infrastrutture tecniche, software e molto altro, non sono pochi. La risposta del pubblico è stata sorprendente. Siamo stati inondati da messaggi d’affetto e di stima e ci siamo resi conto di essere veramente nel cuore di tante persone. Tantissime anche le donazioni ricevute. Potete farlo all’Associazione culturale Un Mondo di Sigle, Banca Unicredit, iban IT96D0200821506000106110299, casuale donazione. Mi raccomando!»

 

Tra sponsor e finanziamenti degli ascoltatori, quale sarà il futuro di Radio Animati?

«Sponsor purtroppo nessuno, per motivi di licenze musicali che impediscono di avere pubblicità e sponsor a pagamento senza obbligarci a trasformarci in una vera attività commerciale. Confidiamo nei nostri ascoltatori. Del resto, il nostro è di base un progetto culturale. Lavoreremo tutta l’estate per mettere in piedi una nuova regia che ci consentirà di snellire la messa in onda in diretta. Differenzieremo un po’ l’offerta della radio, che sarà principalmente di intrattenimento, da quella dei podcast che, invece, manterranno un maggior focus sull’approfondimento, forti anche del grande successo con quasi 150.000 ascolti. Se ci saranno progetti interessati, e ne avremo le risorse, torneremo anche a qualche fiera, ma valuteremo caso per caso.»

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