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Intervista al musicista Piero Lanza: “L’estate si preannuncia movimentata e ai giovani consiglio la gavetta”

Il noto capo orchestra toscano racconta a Il Giornale d’Italia la sua estate in giro con la Crazy Band e non disdegna di fare consigli utili a chi vuole affacciarsi al mondo della musica

Di Stefano Bini

19 Giugno 2022

Piero Lanza

Piero Lanza ha iniziato a suonare il pianoforte a 7 anni. Da lì, ha proseguito studi musicali classici, studiando con vari insegnanti pianoforte, composizione e trombone; è entrato nella prima band a 14 anni, intraprendendo un percorso professionale mai interrotto fino ad oggi nell’ambito dei gruppi musicali, nel mondo della musica da ballo. Svolge anche il lavoro di arrangiatore e fonico per vari artisti, dapprima in vari studi, e da circa 15 anni nel suo studio di registrazione personale a Grosseto.

È già stato ai microfoni de Il Giornali d’Italia e molti fans hanno scritto per avere un bis. Come spiega tutto questo affetto?

«Sinceramente non me l’aspettavo. E’ vero che sono “sulla breccia” da tanti anni, ma il mio è un lavoro di retrovia, nonostante la parte live del mio lavoro mi porti sui palchi da tanto tempo. Mi hanno fatto piacere le tante visualizzazioni dell’altra intervista.»

 

Da due mesi a questa parte, è cambiamo qualcosa nel mondo della musica live?

«Effettivamente, si riscontra un certo movimento, molte situazioni live sono ripartite, pur nella difficoltà oggettiva del periodo che abbiamo passato.»

 

Con il suo gruppo Crazy Band avete già fatto qualche serata importante?

«Già dall’inverno abbiamo ricominciato a fare serate, ma quest’estate si preannuncia abbastanza movimentata. Alterneremo come sempre serate nei locali, sagre e feste di piazza. Tra le varie date, il 23 Luglio saremo a Marina di Bibbona, vicino Livorno, per la consegna della bandiera blu.»

 

Ci sono già le date del vostro tour estivo? Vi muoverete in Toscana o anche oltre?

«Non mancheranno gli spostamenti fuori regione, anche se la situazione ci fa privilegiare la Toscana.»

 

Lavora tanto anche grazie al supporto delle agenzie Vegastar e Musica Maestro, di Fernando Capecchi e di sua nipote Gabriella. Ci racconti com’è nata la collaborazione con Capecchi, gran maestro dello spettacolo italiano.

«Abbiamo iniziato a collaborare nel 1990. Il gruppo di cui facevo parte all’epoca, Gli amanti di venere, per chi se li ricorda, già faceva molte serate lavorando con vari impresari, ma per fare il salto di qualità ci voleva solo lui, Fernando Capecchi. Qualcuno dei suoi collaboratori ci aveva già notato, ci contattarono e fu amore a prima vista. Una collaborazione che fin da subito ci portò nei migliori locali italiani, passando per varie trasmissioni televisive ed anche vari prodotti discografici.»

 

Pensiamo sempre in maniera ottimista, ma un altro stop in autunno “ammazzerebbe” le poche live band che sono rimaste?

«Il mondo dello spettacolo è stato veramente provato da questi due anni di pandemia. L’offerta di lavoro, anche se lentamente sta riprendendo, è calata in qualità e quantità. Molte situazioni sono state letteralmente decapitate. Un nuovo stop sarebbe fatale.»

 

Cosa consiglierebbe ad un ragazzo che vuole intraprendere il settore della musica come sua attività principale?

«Consiglierei di prepararsi bene. Studiare molto e, non ultima, non disdegnare di fare la “gavetta”. Studio ed esperienza sul campo.»

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